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Giochi con me?

16 marzo 2017

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Il gioco è un’attività fondamentale che permette ai bambini di entrare in contatto con le proprie emozioni, di sperimentare, imparare, socializzare, provare piacere e consolidare le proprie competenze. È anche un bisogno dell’uomo, un tempo per ricrearsi e rinnovarsi che meriterebbe più spazio, soprattutto oggi, in una società frenetica e dai ritmi sempre incalzanti.

Il senso de gioco

Nel bambino il gioco rappresenta un’attività spontanea in cui prova piacere, acquisisce nuovi stimoli e conquista nuove competenze. È attraverso l’esperienza del gioco che il bambino impara ad aspettare, ad avere fiducia nelle proprie capacità, a superare i primi ostacoli e ad accettare la frustrazione. Muovendosi nello spazio, attraverso il gioco, il bambino impara, si mette alla prova, si confronta con ciò che lo circonda divenendo progressivamente consapevole del proprio mondo interiore e di quello esteriore. Per questo il gioco evolve con il bambino e il bambino cresce e struttura la propria personalità attraverso questa attività fondamentale.

Come funzionano le cose

Esplorando la realtà, più o meno liberamente, il bambino apprende come funzionano le cose. Ripetendo determinate azioni scopre il senso di causa ed effetto e impara cosa può fare con i diversi oggetti e risponde modificando il proprio comportamento. Il gioco evolve e cambia di pari passo con lo sviluppo intellettivo e psicologico del bambino, ma resterà, anche da adulto, un aspetto fondamentale per ricrearsi e trovare energia.

Gioco e immaginazione

Inizialmente il bambino non percepisce il confine tra realtà e fantasia, tra ciò che è serio e ciò che è finto, gioca perché prova piacere nel farlo. In realtà si allena a diventare adulto e si prepara alla vita sperimentandola in una dimensione protetta. Ma il gioco stimola anche l’immaginazione, le abilità manuali, l’attenzione e il linguaggio. È soprattutto attraverso la fantasia e l’immaginazione che il bambino impara a superare le difficoltà, provando e trovando soluzioni agli ostacoli che gli impediscono di raggiungere ciò che vuole. Questo è pure evidente quando il bambino utilizza oggetti di casa, come pentole, coperchi, scatoloni, cucchiai, trasformandoli magicamente in strumenti musicali, case, rifugi per inventare nuovi giochi.

Le tipologie di gioco

A seconda delle fasce d’età gli esperi dividono il gioco in diverse categorie.

  • GIOCO SENSO-MOTORIO, nei primi 18 mesi il bambino sviluppa la sua forza muscolare ed esplora gli oggetti utilizzando i sensi: porta tutto alla bocca, scuote, lancia, batte.
  • GIOCO DI COSTRUZIONE, durante il secondo anno il bambino utilizza gli oggetti per costruire: impila mattoncini, li allinea, usa il pongo
  • GIOCO DI FINZIONE, sempre durante il secondo anno di vita il gioco diventa creativo, non è solo legato alla realtà e gli oggetti possono rappresentare ciò che il bambino desidera
  • GIOCO-SOCIODRAMMATICO, dai 4 anni il bambino scopre i diversi ruoli e li interpreta, fa il dottore, l’insegnante, l’attore
  • GIOCO DI REGOLE, dai primi anni della scuola comprendono che il gioco può essere disciplinato e impara a rispettare le regole, in particolare quando l’attività ludica è collettiva.

Il gioco è dunque un’attività fondamentale da rispettare e favorire sia a scuola che a casa, alternando gioco libero con gioco strutturato, modulandolo sull’età del bambino e ricordando che è un tempo buono che unisce e rigenera, tanto il bambino, quanto l’adulto.

 

di Redazione Family Health

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