Le 10 regole d’oro dell’allattamento al seno

Allattare al seno è un regalo che mamma e bambino ricevono fin dal primo momento in cui si conoscono. Ecco perché tutte le neomamme, per vivere pienamente questa esperienza, dovrebbero avere le giuste informazioni.

 

 

 

È utile sapere che al momento del parto, dopo la fuoriuscita della placenta, diminuiscono i livelli plasmatici di estrogeni e progesterone e si innalza la prolattina. I livelli si modificano in proporzione alla frequenza, intensità e durata della stimolazione del capezzolo e della suzione.

Nei primi giorni il seno della neomamma produce il colostro. Caratterizzato da una più alta concentrazione di proteine e minerali, rappresenta il primo secreto della mammella ed è soprattutto utile dal punto di vista immunologico perché ricco di anticorpi. Intorno al settimo/ottavo giorno la produzione di latte diviene più abbondante e si parla di latte definitivo.

Da questo momento in poi i tempi e le modalità della poppata sono un percorso da scoprire e vivere nel modo più sereno. Vediamo come, con qualche consiglio.

1: Attacca il bambino alla nascita
Si deve attaccare il bambino al seno subito dopo la nascita. Mamma, prendi in braccio il tuo piccolo e attaccalo ancora prima che al neonato venga fatto il bagnetto. Perché? Scopriamolo!

2: Il tuo odore di mamma
Durante la vita intrauterina il feto vive nella penombra del liquido amniotico e ne distingue l’odore, per esempio, quando varia a seconda dei cibi assunti dalla madre. Imparerà così a riconoscere l’odore della propria mamma e a distinguerlo da quello delle altre donne e ricercherà questo odore familiare anche nel latte al seno, che dovrebbe così costituire l’unico alimento da assumere nei primi sei mesi di vita. La permanenza in utero costituisce, perciò, il primo apprendimento del bambino e tutte le informazioni memorizzate serviranno soprattutto nelle prime ore dopo la nascita; infatti il neonato, appena apre gli occhi, cerca subito il volto e lo sguardo della madre e muove la bocca perché vuole succhiare per avere un primo contatto.

3: La pappa… quando vuole
Di norma il piccolo deve poter mangiare liberamente, cioè quando vuole.  Se dorme, non svegliarlo per dargli da mangiare, né, al contrario, ti deve meravigliare se si sveglia perché vuol mangiare spesso, talvolta anche ogni ora.

4: Dopo i due mesi e mezzo è normale se vuole mangiare più spesso
Può capitare che tra il 2° e il 4° mese possa diminuire la quantità di latte materno, in modo del tutto fisiologico e transitorio! Tranne casi particolari in cui il pediatra di fiducia valuterà che la crescita è davvero insufficiente. Meglio attendere ed evitare aggiunte di latte adattato (biberon).

5: Non pesarlo due volte!
Evita di effettuare la doppia pesata prima e dopo la poppata per valutare, per differenza, quanto latte ha assunto. Potrà solo generare apprensione se scopri che il piccolo ha succhiato una minor quantità di latte materno. Al contrario non deve meravigliare se il bambino non assume sempre la stessa quantità, poiché la produzione di latte da parte della mamma è variabile: solitamente maggiore dalle prime ore del mattino alle prime ore del pomeriggio e fluttuante nell’arco delle settimane.

6: Il piccolo mangia bene se:

  • mangia al seno almeno 6 volte nelle 24 ore
  • durante la poppata si sente deglutire
  • bagna 6 o più pannolini nelle 24 ore
  • ha da 2 a più scariche di feci nelle 24-48 ore
  • l’aumento di peso è 15-30 gr al giorno, circa 120 gr alla settimana.

7: Durata della poppata
Massima libertà al bambino per i tempi di assunzione del latte al seno, nel rispetto delle pause da lui organizzate. Lascialo staccare spontaneamente dal seno. Interrompere la poppata potrebbe significare non fare nutrire a sufficienza un neonato lento, poiché non tutti i neonati impiegano lo stesso tempo per poppare: alcuni 5-10 minuti, altri 20-30 minuti. Questo consentirà, inoltre, di svuotare completamente il seno e di fornire un latte più completo sia di carboidrati, presenti nel primo latte che fuoriesce dal seno, sia di lipidi, più concentrati nella seconda parte del latte e responsabili, peraltro, di una migliore crescita ponderale.

8: Allatta dove vuoi…
Scegli qualunque posto. Uno dei grandi vantaggi dell’allattamento al seno è poter allattare ovunque. Può essere utile individuare all’interno della propria abitazione una zona tranquilla, lontano dai rumori, con una sedia o una poltrona comoda, piuttosto bassa, con i braccioli alla giusta altezza per sostenere l’abbraccio.

9: State comodi entrambi
Prendi il tuo bambino in braccio e sistemalo sul fianco in modo che sia rivolto verso il tuo corpo: il viso si deve trovare esattamente di fronte al seno, in modo che il naso si trovi di fronte al capezzolo. Il bambino deve voltarsi per succhiare il latte. Il resto del corpo deve essere attaccato al tuo.
Aiutalo a succhiare introducendo in bocca l’intero capezzolo e gran parte dell’areola; deve essere più ampia la parte scoperta dell’areola che si nota sopra il capezzolo, rispetto alla parte inferiore. Il labbro inferiore deve essere ripiegato sul mento. Diversamente stacca il bambino dal seno e riprova.

10: L’alimentazione della mamma
Se hai avuto un bimbo o stai allattando non hai bisogno di osservare una dieta specifica, ma puoi liberamente assumere i cibi abitualmente consumati nel corso della gravidanza. I bimbi li conoscono già, dato che erano presenti anche nel liquido amniotico! È vero, alcuni cibi modificano il sapore del latte (ad esempio cavoli, asparagi, ecc.) ma non è detto che il piccolo non li gradisca, soprattutto se assunti poco per volta.
La mamma può stare tranquilla e vivere serenamente l’allattamento come una meravigliosa esperienza, perché la concentrazione del latte è sempre ottimale, ideale per il suo bambino. Nemmeno il ritorno del ciclo mestruale comporta una diminuzione della quantità di latte materno.

 

di Massimo Agosti

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