Per offrire una migliore esperienza di navigazione e per avere statistiche sull'uso dei nostri servizi da parte dell’utenza, questo sito usa cookie anche di terze parti.
Chi sceglie di proseguire nella navigazione su magazine.familyhealth.it oppure di chiudere questo banner, esprime il consenso all'uso dei cookie. Per saperne di più consulta la nostra Cookie Policy .

Ho capito, chiudi il banner.

X

Sesso e adolescenti. Mamma e papà lo sanno?

16 marzo 2017

1541 Views

Il sesso non è più un tabù. Se ne parla, è normale, è possibile. Il problema è che i giovani lo apprendono prima di tutto in Rete, dove trovano informazioni sull’argomento dai siti pornografici e costruiscono la lor
o consapevolezza su una sessualità di pronto consumo che li allontana dalla sfera affettiva a cui l’atto sessuale dovrebbe essere ricondotto.

 

Adolescenza: età del cambiamento

L’adolescenza è vissuta come la fase più burrascosa della vita tesa tra il desiderio di essere adulti e il bisogno di contenimento, mentre il corpo è in continua evoluzione e la mente resta confusa. È il periodo in cui trasgredire è una necessità per sciogliere lo stretto legame parentale con mamma e papà che fa sentire bambini. Impulsività, difficoltà di concentrazione, ricerca del rischio, confusione e fragilità sono comportamenti del tutto normali, dettati, in realtà, dal fatto che il cervello degli adolescenti non è ancora del tutto formato. Le prime aree del cervello a maturare sono quelle che regolano le funzioni corporee essenziali per la sopravvivenza, poi quelle che regolano le emozioni e il pensiero astratto. L’ultima parte a svilupparsi come un cervello adulto è la corteccia prefrontale. Ed è qui che si concentrano le funzioni esecutive, cioè l’organizzazione del pensiero, la capacità di controllare gli impulsi, la valutazione delle conseguenze, la pianificazione secondo priorità. In altre parole, non è che non vogliano darsi delle regole ed essere più responsabili, non ne sono ancora capaci. Per questo i genitori devono diventare i loro “grilli parlanti”.

Sessualità e ragazzi. Lo sapevate che…

Secondo indagini recenti dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, il 24% degli adolescenti a partire da un’età molto precoce, naviga in Rete ed esplora siti pornografici per documentarsi sul sesso. Il 36% dei ragazzi ha ottenuto informazioni sul sesso parlando con gli amici, il 25% non ne ha parlato con nessuno, il 18% le ha reperite tramite il web e solo in minima parte da genitori e scuola.

Il 40% dei ragazzi ha avuto rapporti sessuali e l’età media della prima volta si è abbassata a 14 anni rispetto al passato. Il 4% dei ragazzi dichiara di aver fatto sesso inviando foto e video su WhatsApp, sui Social Network oppure telefonicamente, il 6,5% ha fatto sexting e il 2% invece ha fatto sesso davanti ad una webcam.

Mentre secondo la ricerca pubblicata dalla più grande Software House dedicata alla sicurezza su Internet, McAfee, nonostante il 73.5% dei genitori intervistati ritenga che il proprio figlio non acceda a contenuti inappropriati per la sua età, il 36% ha visualizzato contenuti erotici e il 32% ha avuto accesso a immagini di nudità e pornografia. Non solo, rispetto al 2010, i ragazzi hanno appreso come aggirare il controllo genitoriale e nascondere le proprie cronologie nel 70% dei casi.

Senza confini: virtuale e reale

I ragazzi, come dimostrano i dati, hanno accelerato le tappe con cui scoprono il sesso, mentre si è perso il confine tra ciò che è reale e ciò che è virtuale. Così la sperimentazione passa attraverso siti pornografici, che soddisfano il bisogno di curiosità, ma non colmano il bisogno emotivo con spiegazioni sul senso di un atto, quello sessuale, che dovrebbe rimandare alla sfera intima e alla relazione. Per questo è fondamentale instaurare con i propri figli un dialogo per aiutarli a distinguere la pornografia, orientata alla ricerca del piacere, che riduce l’atto sessuale a una prestazione, dalla relazione, che va vissuta nella propria intimità con amore e rispetto per l’altro/a, adottando delle precauzioni per salvaguardare la propria salute.

I rischi

L’uso strumentale del corpo genera, soprattutto nei maschi, una diffusa ansia da prestazione, che può incidere sullo sviluppo futuro di una relazione amorosa stabile ed equilibrata. Spesso la promiscuità, consumare atti sessuali nascosti in luoghi pubblici e senza preservativo lascia libero campo alla proliferazione di malattie a trasmissione sessuale, di cui oggi poco si parla, ma hanno subito una triste impennata, soprattutto tra i giovanissimi.

Per finire, l’utilizzo delle tecnologie, contribuisce al diffondersi di fenomeni come il sexting – la diffusione o condivisione di messaggi esplicitamente erotici associati a immagini seminude o nude di sé – e il grooming – l’adescamento in Rete da parte di un adulto sconosciuto che attraverso la manipolazione della vittima riesce a far cadere le sue resistenze.

In aumento è anche la SEXTORTION, il ricatto a sfondo sessuale. In questo caso l’adescatore ottiene immagini o video a sfondo sessuale della vittima e la ricatta minacciandola di rendere questo materiale pubblico.

Cosa Fare

In assenza di programmi di educazione sessuale, sono i genitori ad essere chiamati a esercitare il loro ruolo educativo per proteggere i loro figli adolescenti e prevenire fenomeni che potrebbero compromettere la loro crescita serena. Non esistono regole sovrane, ma possono essere d’aiuto alcuni consigli:

  • Siate disposti ad ascoltare secondo tempi e modalità che vi richiedono i ragazzi
  • Create un dialogo costante, senza farvi troppo insistenti
  • Accompagnateli in modo aperto nel loro percorso di scoperta della sessualità, se non sarete voi il loro riferimento, si rivolgeranno altrove
  • Spiegate loro il valore e il prezzo della reputazione fuori e dentro la Rete, aiutandovi commentando insieme fatti di cronaca
  • Fate comprendere loro le conseguenze dei loro comportamenti, ricordate i “grilli parlanti”?
  • Stabilite insieme delle regole di accesso alla Rete, anche da smartphone
  • Date il buon esempio

Quest’ultimo punto potrebbe sembrare banale, ma se pensiamo di poter educare i nostri figli chattando in continuazione, postando nostre foto in costume da bagno per attirare like e ignorando le loro possibili richieste, ci stiamo allontanando dal nostro ruolo educativo e non riusciremo a rappresentare per loro il punto di riferimento di cui, proprio in questa fase della vita, hanno bisogno.

 

di Redazione Family Health

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

Prova Family Health e il suo Fascicolo Sanitario Digitale Personale. Archivia i tuoi referti medici, condividi informazioni corrette con il tuo medico e tramanda la tua storia clinica alle generazioni future. SCOPRI DI PIù!

Patrocinato da: