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Cosa sapere prima di vaccinare il mio bambino

14 aprile 2017

696 Views

di Elena Bozzola, pediatraAlberto Villani, Presidente SIP

Più di 5000 casi di morbillo in 3 anni, di cui più di 1000 dall’inizio dell’anno. Ma come il morbillo esiste ancora? Il problema è che le coperture vaccinali in Italia sono ben inferiori all’ideale, ma non solo per il morbillo. Alla base del problema lo scetticismo stimolato da disinformazione e anche cattiva informazione sui vaccini.  Ecco cosa sapere prima di vaccinare il proprio bambino.

 

 

Più di 5000 casi di morbillo in 3 anni, di cui più di 1000 dall’inizio dell’anno. Nel 2015 sono stati notificati 196 casi di malattia invasiva da meningococco. Ma come, il morbillo esiste ancora? Non ci si vaccina da piccoli? Ecco, appunto. Il problema è che le coperture vaccinali in Italia sono ben inferiori all’ideale (85% per morbillo e rosolia rispetto al 95%, che è la soglia ideale per bloccare la circolazione del virus). Tra le motivazioni del problema spicca sicuramente lo scetticismo stimolato spesso da disinformazione o anche cattiva informazione sui vaccini. Gli operatori sanitari dovrebbero promuovere la conoscenza dei benefici delle vaccinazioni, rispondere alle domande e alle preoccupazioni dei genitori, in luoghi idonei, attraverso dialoghi chiari, comprensibili e alla luce delle evidenze scientifiche. Eppure troppo spesso i genitori non ricevono alcuna, se non superficiale consulenza, che diventa complice dello scetticismo.
Ecco allora che, con questo breve articolo, vorrei provare a rispondere alle domande che più frequentemente preoccupano il genitore chiamato a vaccinare il suo bambino.

Perché devo vaccinare il mio bambino, se è sano?

La vaccinazione consente di proteggere l’individuo dall’insorgenza di malattie ad alto rischio di disabilità o di morte. Ne è un esempio il morbillo che può essere fatale in 30-100 casi su 100.000 persone colpite (fonte Epicentro http://www.epicentro.iss.it/problemi/morbillo/morbillo.asp), con una maggiore prevalenza tra i bambini piccoli e i soggetti immunodepressi. Le complicanze sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti. Ma il morbillo è solo uno degli esempi possibili.
Oltre alla protezione del singolo individuo, come cita il Piano Nazionale Vaccinale 2017-2019, è importante raggiungere e mantenere una copertura vaccinale utile (ad esempio per il morbillo l’obiettivo è il 95%) a garantire un’adeguata protezione della comunità, il cosiddetto effetto “gregge”. Questo consente di proteggere anche gli individui che non possono vaccinarsi a causa di controindicazioni mediche o che non sono in grado di sviluppare un’adeguata risposta immunitaria al vaccino.

I vaccini contengono ingredienti e additivi pericolosi?

A preoccupare maggiormente sono i conservanti a base di mercurio (timerosal), che non sono più utilizzati da almeno 15 anni (dal 2002 per la precisione).
Oltre all’antigene (principio attivo), i vaccini contengono un liquido di sospensione (acqua distillata o soluzione fisiologica) e conservanti (sali di alluminio – adiuvanti). Sono presenti stabilizzanti (albumina e gelatina) e antibiotici (neomicina, kanamicina, streptomicina) in quantità minime. Le reazioni avverse principali segnalate riguardano reazioni locali nel sito di iniezione (dolore, tumefazione ed esantema).

I vaccini sono efficaci? Qual è il grado di protezione dei vaccinati?

I vaccini non sono in grado di proteggere dalla malattia il 100% degli individui a cui sono stati iniettati, per diversi motivi, tra cui ad esempio una mancata o scarsa risposta dell’organismo alla vaccinazione.
Proprio per questo motivo è importante che la maggior parte, se non la totalità, degli individui si vaccini in modo da ridurre la «circolazione» dei germi e proteggere sia chi non è protetto sia i soggetti “fragili”. Molte vaccinazioni per garantire la protezione dalle malattie e quindi mostrare la loro efficacia devono essere ripetute nel tempo (richiami vaccinali).

Vaccini e autismo. Esiste una correlazione?

Numerosi scientifici hanno dimostrato che non esiste nesso di casualità tra vaccino trivalente  MPR (morbillo-parotite-rosolia) e autismo. Nel 2010 Wakefield, autore della pubblicazione responsabile di questa falsità contenente dati inventati e poi ritirata dalla rivista, è stato radiato dall’Ordine professionale dei medici.  L’ipotesi di Wakefield è stata scientificamente negata in oltre 25 lavori. È stato dimostrato che Wakefield ha inventato/falsificato i dati per interessi economici (pagato da avvocati che intendevano intentare causa contro il vaccino MPR). Sono invece sempre più numerose le pubblicazioni che evidenziano come la predisposizione genetica giochi un ruolo significativo nell’autismo.

I vaccini possono indebolire il sistema immunitario, soprattutto nei bambini più piccoli?

Questa preoccupazione non ha alcun fondamento.  Piuttosto, è vero che i vaccini conferiscono protezione verso alcune malattie e quindi migliorano (aumentano) le difese del bambino verso alcuni batteri e virus.

E’ pericoloso somministrate più vaccini contemporaneamente?

Il sistema immunitario di un bambino è in grado di instaurare una risposta eccellente a più vaccini somministrati in contemporanea. È scientificamente dimostrato che la risposta dell’organismo è simile nel caso di vaccinazioni singole o multiple. La possibilità di somministrazioni contemporanee con unica iniezione rappresenta, invece, un vantaggio: minor numero di accessi ai centri vaccinali, minor numero di iniezioni (e quindi meno pianti per i bambini!).

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