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La prima volta dal ginecologo

14 aprile 2017

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Un compito difficile e fondamentale quello del genitore, anche nel caso in cui occorra decidere se quando portare la propria figlia dal ginecologo.
Non esiste un’età prestabilita se non ci sono problemi particolari che richiedono un controllo medico. Un ciclo doloroso e irregolare è normale, diverso è se il flusso è incontenibile.

Come sceglierlo

La prima scelta cade solitamente sul ginecologo storico della madre e quindi viene superato il problema se maschio o femmina. È soprattutto un fatto di fiducia e in ogni caso si cerca di informarsi prima, attraverso il passaparola, su chi abbia avuto esperienza con un professionista sensibile e delicato.

L’età giusta

 Anche se non è possibile dare un suggerimento sull’età giusta per portare la propria figlia dal ginecologo, è opportuno fare una chiacchierata con un professionista quando si hanno avvisaglie che sia avvenuto il primo rapporto sessuale. Per questo diventa fondamentale parlare apertamente e con garbo di problematiche legate al sesso con i propri figli fin da piccoli, per lasciare aperto quel dialogo che può far pensare alla figlia di confidarsi con la mamma, se non altro, per favorire la consapevolezza di poter contrarre malattie trasmissibili sessualmente.

Quali parole, quali attenzioni

Quando si parla con i propri figli di temi così delicati, ogni genitore, ogni famiglia avrà le modalità e competenze differenti. L’importante è affrontare l’argomento per preparare la propria figlia alla visita, che può anche essere pensata come percorso graduale. La prima volta infatti potrebbe solo essere un incontro per parlare insieme al ginecologo di questi argomenti in modo puntuale e scientifico, per poi fissare, più avanti nel tempo, un appuntamento con visita, facendo passare il concetto che si tratta di un medico, un professionista della salute. È sicuramente necessario accompagnare la propria figlia, soprattutto se minorenne. Per questo potrebbe aiutare prendere l’appuntamento telefonicamente con lei accanto, facendo in modo sia lei a scegliere se vorrà avervi al fianco o meno durante la visita.

E dopo

Una volta usciti dallo studio è altrettanto utile parlare con la propria figlia per raccogliere le sue impressioni e capire con lei se è effettivamente lo specialista e la visita hanno corrisposto alle sue aspettative o se qualcosa l’ha turbata.

Poiché in Italia non esistono percorsi scolastici di educazione sessuale e psico-affettività, questo compito è demandato interamente alle famiglie e il ginecologo, se visto come una figura di riferimento amica, può essere un elemento importante per togliere dall’imbarazzo su tematiche importanti che necessitano di essere affrontate puntualmente per prevenire malattie o gravidanza indesiderate.

 

di Redazione Family Health

 

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