Schermi di famiglia: perché la vita è come un film

Noi siamo storie. Le relazioni che viviamo all’interno della nostra coppia e della nostra famiglia entrano nel nostro mondo interiore con lo stile di narrazioni autobiografiche. Chi sono io per te? Chi sei tu per me? E’ a queste domande che giorno dopo giorno cerchiamo di dare risposta. Gli episodi che viviamo sono singole scene che vanno a costruire la sceneggiatura del film della nostra vita.

 

 

Quando nasce un figlio, quel film comincia un suo nuovo tempo. Si potrebbe dire il secondo tempo dell’esistenza. Perché un figlio insegna agli adulti che  lo hanno messo al mondo il significato della parola “per sempre”. Possiamo essere amici, amori, amanti…… e spezzare il legame che ci unisce all’altro. Ma quando diventiamo genitori comincia una relazione che durerà per sempre nella nostra vita.

Crescere un figlio

Crescere un figlio comporta una rivoluzione tale nell’esistenza di noi adulti che a volte se ne rimane quasi “storditi”. Si sperimenta onnipotenza e impotenza, amore e dolore, ansia e felicità, forza e stanchezza. Arriva tutto insieme e la trasformazione del proprio mondo interiore è così evidente e repentina da portare i neogenitori a porsi mille domande su di sé e sulle proprie competenze. “Sarò capace di fare il genitore?”, “E se sbaglio qualcosa?” “E se non riesco a dare al mio bambino tutto ciò di cui ha bisogno?”. Di solito è l’esperienza e la quotidianità che permettono di mettere ordine in questo caos di emozioni e pensieri. La routine, il legame di attaccamento, la cooperazione che si viene a sviluppare all’interno della coppia genitoriale sono elementi che, giorno dopo giorno, permettono ad ogni uomo e donna di diventare padri e madri sufficientemente buoni per il proprio bambino. “Sufficientemente buoni”: una definizione fornita da Winnicot, il celebre pediatra psicanalista che ha rivoluzionato il modo di pensare ai bambini e di prendersene cura. Una definizione ancora valida per i genitori del terzo millennio, che però, spesso, vorrebbero invece essere perfetti. Non vorrebbero sbagliare mai. E invece per essere buoni papà e mamme gli errori sono importanti e inevitabili. L’importante è imparare a rifletterci sopra, a rielaborarli così da costruire nuovi apprendimenti e nuove competenze proprio partendo dagli sbagli di cui siamo stati, nostro malgrado, protagonisti.

Se c’è una cosa che  contraddistingue noi genitori rispetto ai genitori delle generazioni passate, è l’ansia di fare tutto giusto, di acquisire e detenere  ogni informazioni che potrebbe servirci nel percorso di crescita dei nostri figli. Questo è il tempo dei manuali di psicopedagogia, dei volumi di autoaiuto e self-help, dei consigli pratici per ogni evenienza. In questa attitudine, è come se mettessimo al primo posto della scala delle nostre priorità il sapere e il saper fare. Invece, con i propri figli è soprattutto il saper essere. Ovvero quel senso completo e complesso di noi che si costruisce in relazione con l’altro, che guarda all’altro e ai suoi bisogno non con l’ansia di fare la cosa giusta, bensì con la tensione di essere con lui e per lui, indipendentemente da quello che si fa.

Il cinema: un’antologia meravigliosa di tanti “saper essere” differenti

E allora, se ciò con cui ci conviene confrontarci non è un’antologia di tecniche perfette adatte a non sbagliare mai, bensì la relazione con l’altro, con la sua storia e con i suoi bisogni, nulla è più educativo  – e pedagogico al tempo stesso – del cinema.

Il cinema racconta storie di persone differenti da noi, eppure simili a noi per situazioni incontrate, sfide educative ed evolutive da affrontare. Il cinema ci permette di guardarci nella storia di qualcuno che sta vivendo sullo schermo qualcosa di molto simile a ciò che stiamo vivendo anche noi. Il cinema ci regala la possibilità di immedesimarci in un’altra persona, di vederci nei gesti, nelle emozioni e nei pensieri di un altro, così poi da ripensare e rivedere i nostri stessi gesti, emozioni e pensieri.

Schermi in famiglia: la rubrica che aiuta a riflettere

Schermi di famiglia”, la rubrica che da questo numero curerò periodicamente proporrà ogni volta un film con l’ambizione di offrire ai lettori una storia con cui confrontarsi, un tema specifico  di cui approfondire la conoscenza e una serie di domande per riflettere, da soli, con il proprio partner di vita, con altri genitori.

Schermi di famiglia, sarà metaforicamente un luogo di ritrovo e confronto al tempo stesso, in cui la narrazione cinematografica sarà lo spunto per narrare a noi stessi  e ad altri pezzi della nostra storia di vita e di famiglia, sfide evolutive dei nostri figli che rappresentano per noi sfide educative.

Riflettere ed emozionarsi, confrontarsi e mettersi in discussione: puntata dopo puntata, questa rubrica vi aiuterà a fare tutto questo partendo dalla visione di un film, facilmente reperibile nelle sale oppure disponibile su Dvd o blu-ray.

Perché quando un film viene proiettato sullo schermo, con la sua storia va in scena sempre anche un piccolo grande pezzo della nostra vita.

Vi aspetto, quindi, al nostro prossimo appuntamento.

 

di Alberto Pellai

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