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Attenti al nichel….a tavola

26 aprile 2017

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di Martina Donegani, biologa nutrizionista

Orticaria, prurito, senso di fatica e malessere generale…forse è colpa dello stress! E se invece si trattasse del nichel?…

 

 

 

Sempre più spesso il nichel è chiamato in causa come responsabile di allergie e intolleranze, e non solo per contatto diretto della pelle con oggetti che lo contengono, ma anche per il consumo di alimenti nei quali è presente. Diffuso nel terreno, il nichel penetra facilmente nei vegetali attraverso l’acqua, così finisce per arrivare sulle nostre tavole in forma di insalate e macedonie, ma anche di farine, legumi e cereali.
I fattori che determinano l’assorbimento del nichel dal terreno sono tanti e diversi: la natura del suolo, le attrezzature usate, le sostanze impiegate nella coltivazione… così che la sua presenza nei prodotti può variare moltissimo. Le ricerche dimostrano però che è decisamente più probabile trovarlo in alcuni alimenti rispetto ad altri.

Ecco allora quelli da guardare con maggior sospetto ed eventualmente provare a eliminare per un certo periodo dalla dieta.

Nichel e alimenti

Tra le FARINE le più a rischio per la presenza di nichel sono quella d’avena e quella di mais, insieme in generale alle farine integrali.
Il nichel è spesso presente anche nei SEMI, prime tra tutti mandorle, nocciole e noci.
Quanto ai prodotti dell’orto (VERDURE), in primavera è soprattutto negli asparagi che tende a concentrarsi, mentre in estate si ritrova più abbondante nei pomodori, ma si riscontra spesso anche nelle cipolle, nei legumi (un po’ tutti, freschi e secchi) e negli spinaci, anche conservati.
Al contrario la FRUTTA non è una fonte importante di nichel, con l’eccezione delle pere che è bene evitare.

Chi è goloso non sarà contento di sapere che cacao e cioccolato ne contengono spesso in quantità significative, mentre gli amanti del mare devono fare attenzione ai crostacei, al tonno, alle aringhe, e allo sgombro, soprattutto nelle versioni in scatola. Peraltro questi pesci rappresentano, insieme alle uova, un’eccezione tra gli alimenti di origine animale, che nel complesso sono tra i più sicuri per chi è allergico al nichel.

 

 

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