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4 consigli per prevenire la dipendenza da social negli adolescenti

15 maggio 2017

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Adolescenti sempre connessi a rischio di dipendenza da social network, con poca voglia di fare e scarsa autostima. Si presentano così i ragazzi della generazione Z, quelli nati dopo i cosiddetti Millennials tra la metà degli anni Novanta e la prima decade del Duemila.
Sono figli del 2.0, della tecnologia digitale e di genitori che hanno concesso loro molto, a volte troppo, senza comprendere pienamente le conseguenze di una vita trascorsa sui social network.

Dopamina e dipendenza da social

“I social network”, ci spiega Giacomo Garcea, dottore in psicologia della comunicazione con una specializzazione sulle nuove tecnologie, “rappresentano il mezzo primario di interazione delle nuove generazioni”.

“I ragazzi comunicano tra loro via WhatsApp, condividono foto e immagini su Instagram e Snapchat” – prosegue – “e hanno una costante necessità di controllare lo smartphone per verificare notifiche e like. Dietro questo comportamento, in realtà, si cela una dinamica di rinforzo generata dal rilascio di dopamina”.

La dopamina è un neurotrasmettitore prodotto dal cervello. È collegata alla sensazione di appagamento che deriva dalla soddisfazione di un bisogno.

Ecco dunque che quell’assorbimento totale che fa preoccupare gli adulti nel vedere i ragazzi a testa china sullo smartphone, trova spiegazione nella chimica del gesto. I social, come l’alcool o le sostanze stupefacenti, creano dipendenza, offrendo ai giovani, grazie alla produzione di dopamina, una sensazione di piacere immediato, che non richiede alcun impegno o sforzo a lungo termine.

Il problema però non sono le tecnologie e la facilità con cui oggi si possono reperire a costi contenuti, ma piuttosto la scarsa educazione a un utilizzo consapevole dello strumento.

Vita virtuale e iper-presenza

“Molto spesso i ragazzi non si rendono conto”, aggiunge Garcea, “che nel mondo dei social una persona è giudicata in base a come appare, per quello che scrive o condivide. E ancora di più, per essere sempre presenti all’interno dei social network, per raccogliere like e vedere immediatamente soddisfatto il loro bisogno di approvazione e notorietà, sono disposti a sacrificare la loro vita privata e i loro rapporti tra coetanei. Pur di mostrare il lato di sé che raccoglie consensi, i ragazzi restano impigliati nella Rete, alienati dall’eccessiva presenza virtuale, dove si sentono più capaci di muoversi”.

Nasce così dall’iper-presenza sui principali social e dalla paura di esserne tagliati fuori solo per non essere rimasti connessi, la dipendenza. Instagram e Snapchat, le piazze virtuali dove gli adolescenti amano perdersi in cerca di interazioni con l’altro, creano l’illusione di farsi nuovi amici, incontrare, essere accettati, far parte di un gruppo.

Poi c’è il mezzo, che rende più forti e spavaldi, perché lo scambio è filtrato da un alias o addirittura da un falso account che protegge. In verità i ragazzi non sanno che ogni profilo è rintracciabile e ogni contenuto postato resta in Rete per sempre.

4 consigli per genitori

Un tempo l’unica approvazione importante era quella dei genitori. In adolescenza, per crescere e affrancarsi dalla famiglia, diventa indispensabile quella del gruppo dei pari. È in questa fase che trasgredire serve al ragazzo e alla ragazza per testare i limiti e provare a se stessi che possono farcela. Per questo è importante:

  • Informarsi
  • Educare
  • Vigilare
  • Offrire alternative

per promuovere un uso positivo delle tecnologie di cui dispongono, invece di contrastarli con divieti. Una vita senza smartphone li sottoporrebbe a una frustrazione difficilmente sopportabile. Sono nati con le tecnologie e sono appendici extracorporee a cui non riescono a rinunciare. Tuttavia dei genitori informati, che tramandano un tessuto di relazioni profonde amicali e parentali in equilibrio con un buon uso di applicazioni e social network, offrono un esempio virtuoso da seguire. Essenziale sarà instaurare e conservare un’apertura al dialogo che possa favorire l’ascolto reciproco e la condivisione di regole di buon senso da rispettare dall’una e dall’altra parte: a tavola senza cellulare, scegliere insieme un film per la serata, rispettare reciprocamente i tempi e gli spazi.

4 idee per i ragazzi

Per un adolescente, sia maschio che femmina, allontanare lo smartphone può rappresentare davvero un motivo di ansia. È bene allora trovare insieme a loro delle alternative valide che possano rassicurarli e distoglierli dal bisogno incessante di essere connessi:

  • Lanciare e raccogliere la sfida: tutti un’ora senza cellulare; magari cominciando gradualmente con un tempo più breve
  • Proporre un gioco da fare in famiglia: una partita a carte, un videogioco
  • Cucinare una torta o una pizza e farla degustare a cena
  • Raccontare un aneddoto di famiglia per conservare un ricordo.

La stanchezza e la quotidianità mettono genitori e ragazzi a dura prova, ma le abitudini si possono cambiare col tempo e la dedizione. Introdurre un cambiamento che faccia sentire tutti coinvolti per superare una difficoltà può diventare una buona azione per riavvicinarsi.

Del resto, se i ragazzi sono i veri esperti delle tecnologie, i genitori sono più competenti in termini di interazione umana, perché provengono dal mondo analogico e hanno conosciuto la lentezza e l’attesa. Escogitare insieme delle situazioni per mettersi alla prova e confrontarsi nella vita reale, capire cosa ci si può perdere se si rimane troppo a lungo intrappolati nel Web, è il primo passo verso la felicità e un’opportunità per far crescere la propria autostima.

 

di Redazione Family Health

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