L’età giusta per avere il cellulare

Una delle domande che mi vengono fatte più spesso dai genitori nel corso delle mie conferenze è: “Qual è l’età giusta per dare il cellulare in mano ad un figlio?”.

Sarebbe bello avere una risposta giusta per questa domanda. Sarebbe bello se una società scientifica si fosse sbilanciata in questo senso dicendoci: “Ecco l’età giusta, in cui il cellulare in mano a tuo figlio non è più un problema”.

 

Chiaramente l’età giusta non esiste. Ma esiste una domanda che ci può guidare: “Mio figlio è pronto a gestire la complessità associata all’uso di un cellulare, specie se Smartphone?”.

E’ in grado di distinguere ciò che è adatto a lui da ciò che non lo è? E’ capace di difendersi da eventuali attacchi e aggressioni verbali che potrebbe ricevere dai suoi amici di whatsApp. Sarebbe in grado di dire ad una persona che gli invia messaggi contenenti parolacce o bestemmie o addirittura materiale pornografico: “Non mandarmi mai più cose di questo tipo. Il tuo comportamento online è davvero problematico. Se lo fai un’altra volta ti cancello dai miei contatti”?

E ancora: vostro figlio è capace di spegnere il suo cellulare quando serve averlo spento, invece che acceso? Per esempio, sa spegnerlo in autonomia quando si mette a studiare? Sa metterlo in un’altra stanza quando pranza e cena con il resto della famiglia? Sa lasciarlo fuori dalla stanza da letto quando va a dormire? E quando gioca con gli amici, il cellulare sa gestirselo bene oppure interferisce con tutte le sue attività sociali? E ancora, quando è a scuola, a Messa (per chi ci va), all’allenamento sportivo sa metterlo da parte, spegnerlo, eventualmente anche non portarselo al seguito?

Infine, quando gioca con i vari videogames di cui ha scaricato le App sul suo smartphone, vostro figlio è in grado di darsi un tempo limite, di dirsi “Non più di 15-30 minuti, poi basta per oggi”?

Ecco, se vostro figlio è in grado di fare tutto questo, allora è pronto per avere in mano un cellulare. Se non è in grado, può avere in mano un cellulare, ma di tutti i temi relativi ai quesiti che vi ho proposto, dovrete sentirvi corresponsabili in prima persona. Il che significa che avrete molto da fare e per molto tempo, in termini di educazione al benessere digitale e all’uso appropriato dello smartphone nei prossimi anni (sì avete letto bene: anni, non mesi o settimane, perché per fare un buon uso di questo strumento occorre molto lavoro educativo da parte di noi genitori).

A casa nostra, abbiamo deciso che il cellulare sarebbe entrato nella vita dei nostri figli al termine della terza media. Al momento perciò lo possiede solo il primogenito, che è sedicenne. La nostra seconda figlia, 13enne, ha i propri gruppi whatsApp nel cellulare della mamma. Pur avendo preso una decisione così controcorrente, al momento posso dirvi che siamo tutti vivi e che mi pare anche che nessuno soffra di isolamento sociale. Anzi la nostra casa è sempre affollata di amici e amiche dei figli, che spesso stazionano da noi anche per pranzo e cena. A volte anche per dormire. La cosa non ci dispiace. Anzi ci sembra molto importante per la loro crescita. Più che avere un cellulare tra le mani. E quando il primogenito ha avuto in mano il proprio cellulare, devo ammettere che c’è stato, comunque e nonostante fosse già quattordicenne, molto lavoro da fare rispetto ai temi che avete letto nella prima parte di questo messaggio. E il lavoro continua, anche ora che è 16enne.

Detto questo: ognuno può decidere per i propri figli quello che vuole. Ma il mio consiglio è che alla scuola primaria avere in mano un cellulare è davvero un’impresa titanica e impone capacità di autoregolazione e competenze così complesse, che ….. solo i supereroi sono in grado di gestire. Perciò se vostro figlio è un supereroe….. nessun problema e andate avanti così. Altrimenti, cominciate a pensarci un po’ su.

 

di Alberto Pellai

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