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Gli alimenti funzionali

24 maggio 2017

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Fa’ che il cibo sia la tua medicina… Lo diceva Ippocrate 2500 anni fa e mai come oggi le sue parole suonano attuali. La ricerca conferma ogni giorno come il cibo, oltre a nutrirci e darci piacere, riesca anche a proteggerci da una quantità di disturbi. Al punto che molti alimenti sono ora definiti “funzionali”…

Cosa sono gli alimenti funzionali?

Sono alimenti che, al di là del loro potere nutritivo, si sono dimostrati efficaci per prevenire particolari disturbi. In effetti, la medicina popolare attribuisce da sempre ad alcuni cibi particolari proprietà preventive e curative, ma oggi, grazie ai progressi in campo medico e alle capacità analitiche raggiunte, si sono individuate con precisione le specifiche sostanze capaci di influenzare positivamente alcune funzioni del nostro organismo abbassando il rischio di malattia. Il licopene presente nei pomodori, l’allicina che si trovano nell’aglio, il sulforafano del cavolo, gli ormai famosi acidi grassi omega 3 dei quali è ricco il pesce, gli antociani dei mirtilli, la luteina del mais… sono davvero molte le sostanze presenti nei cibi, delle quali è stata accertata l’azione preventiva su diverse patologie. Ed è proprio per la certezza rispetto alla loro efficacia che gli alimenti nei quali si trovano sono detti “funzionali”, utili cioè a esercitare specifiche funzioni di prevenzione.

Il mercato dei “functional food”

Le nuove conoscenze rispetto agli alimenti naturalmente funzionali, sono alla base dell’attuale e fiorente mercato dei “functional food”: alimenti tradizionali che sono “arricchiti” con aggiunta di sostanze o microrganismi per offrire un particolare vantaggio di salute. Succhi di frutta arricchiti di antiossidanti per combattere i radicali liberi, latte con omega 3 per abbassare il rischio cardiocircolatorio, yogurt anticolesterolo, latti fermentati probiotici… sono solo alcuni dei moderni “funtional food” che possiamo trovare in commercio. Ma sono davvero utili? Valgono il loro maggior costo? Non hanno controindicazioni?

Qualche perplessità…

In effetti, se da un lato è certamente affascinante l’idea di mettere a punto dei “superalimenti” prendendo spunto da quanto ci offre la natura, va detto che non in tutti i casi si è dimostrata valida. Per tre motivi fondamentali:

  • Non sempre la sostanza che fa bene in un alimento, ha la stessa efficacia quando viene isolata e trasferita in un alimento diverso. Così è tutto da dimostrare che gli omega 3, tanto utili se assunti con il pesce, mantengano la stessa utilità se vengono isolati e aggiunti al latte che naturalmente non li contiene.
  • La linea che separa la medicina dal diventare un veleno è data dalla dose: si è visto, per esempio, che alcune vitamine (in particolare quelle “liposolubili” come la A e la E), vitali nelle giuste quantità, diventano nocive se prese in eccesso.
  • L’idea di poter trovare negli alimenti funzionali alcune sostanze utili, può portare a trascurare il consumo di quei cibi che le contengono naturalmente, sbilanciando la dieta. Sarebbe un grave errore pensare di poter sostituire il consumo di frutta e verdura con quello di bevande vitaminizzate o integrate con fibre e sali minerali: la complessità e la ricchezza della natura non si riesce a riprodurre in laboratorio.

Valutare caso per caso

È evidente allora che, parlando di alimenti funzionali, non si può fare d’ogni erba un fascio: la loro azione benefica va valutata caso per caso e dipende dai prodotti, dalla quantità che se ne consuma e, soprattutto, dalle effettive esigenze dell’organismo. Tutto sommato, chi gode di buona salute e segue una dieta variata ed equilibrata che bisogno ha di arricchire ulteriormente la propria alimentazione? Il ricorso ai prodotti funzionali può essere utile, invece, quando ci sia effettivamente il rischio di incorrere in carenze nutritive, o ci sia una predisposizione particolare verso alcune patologie. Può essere il caso dei bambini inappetenti, degli anziani debilitati, delle donne in gravidanza, di chi ha il colesterolo alto, di chi segue regimi vegeteriani rigidi o si sottopone a diete dimagranti molto drastiche…

Arricchito o naturale?

Una cosa che, comunque, vale la pena di considerare è che la maggior parte dei nutrienti aggiunti ai prodotti arricchiti si trova facilmente in natura, negli alimenti normali. Ecco dove:

  • acidi grassi omega 3. Il pesce ne è molto ricco.
  • calcio. Si trova in gran quantità nei latticini (latte, yogurt, formaggi), ma anche nelle uova, nella frutta secca e negli ortaggi verdi a foglia.
  • ferro. Ne sono ricchi la carne, il pesce, le uova, i legumi, gli ortaggi a foglia verde.
  • C’è nella verdura, nella frutta e nei cereali integrali.
  • vitamina A. Oltre che nel fegato, si trova come precursore in molti frutti e ortaggi di colore giallo-arancio
  • vitamina C. È presente nella frutta (kiwi e agrumi prima di tutto) e nella verdura rossa e a foglia verde.
  • vitamina E. È abbondante nell’olio extravergine d’oliva e nella frutta secca.
  • Antiossidanti: sono abbondanti in frutta e verdura, e consumare vegetali di diverso colore assicura anche una giusta varietà di sostanze antiossidanti

 

di Giorgio Donegani

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