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Nuovi anticoagulanti orali: indicazioni e controindicazioni

24 maggio 2017

7434 Views

di Alessandro Maloberti, medico chirurgo

Gli anticoagulanti orali sono farmaci molto utilizzati soprattutto nella popolazione anziana. Essi consentono di mantenere il sangue più fluido e quindi meno propenso a coagulare; per questo si ricorre agli anticoagulanti orali in caso di fibrillazione atriale, nei portatori di valvole cardiache protesiche meccaniche, di trombosi ventricolari, di pregresse trombosi venose profonde o embolia polmonare….e quindi in tutte le condizioni cliniche in cui è importante ridurre il rischio di formazione o distacco di trombi. Quali anticoagulanti usare?

Anticoagulanti orali tradizionali

Fino a pochi anni fa la terapia scoagulante standard era costituita dai farmaci a base di warfarin e acenocumarolo. Essi inibiscono la sintesi epatica dei fattori di coagulazione mediante l’inibizione dell’assorbimento della vitamina K. Entrambi questi farmaci sono molto efficaci, ma il loro profilo di efficacia è molto variabile e dipende da caratteristiche metaboliche individuali e può essere influenzato dall’interazione con altri farmaci o anche alimenti ricchi di vitamina K (es, succo di pompelmo, spinaci, broccoli, ecc). Per garantire la massima efficacia del trattamento, è pertanto necessario titolare in modo “fino” il dosaggio, in base al grado di scoagulazione in cui si trova il paziente. A questo scopo viene verificato, attraverso un semplice prelievo del sangue, il tempo di protombina (PT-INR), ovvero il tempo necessario alla formazione di un coagulo di fibrina. All’inizio della terapia l’analisi del PT-INR può essere molto frequente, anche settimanale o ogni due settimane, ma una volta ben titolato il dosaggio, il prelievo può essere effettuato anche solo una volta al mese e solo in caso di necessità (assunzione sporadica di altri farmaci a rischio di interazione) con una frequenza più elevata.

Nuovi anticoagulanti orali

Da pochi anni sono disponibili anticoagulanti orali di nuova generazione o inibitori diretti della trombina, che consentono di mantenere il sangue scoagulato senza la necessità di controllare il PT-INR.

Sono caratterizzati da un metabolismo simile in tutti i pazienti e pertanto il dosaggio da assumere è standard e non variabile. Purtroppo questi farmaci non possono essere assunti da tutti i pazienti e presentano alcune controindicazioni importanti, come l’età anziana, l’insufficienza renale (cioè il rene che funziona meno del dovuto), le patologie valvolari di grado severo. I nuovi anticoagulanti orali non possono essere utilizzati anche nei portatori di valvole cardiache meccaniche. In tutti questi casi la terapia indicata è costituita dagli anticoagulanti orali tradizionali.

Il vostro medico vi saprà consigliare sulla possibilità di iniziare uno di questi farmaci anticoagulanti nel caso fosse possibile oppure se proseguire o iniziare una terapia con gli inibitori della vitamina K.

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