L’essenziale è invisibile agli occhi: perché guardare con i propri figli il cartone de “Il piccolo principe”

SCHEDA FILM: Un film di Mark Osborne. Con Riley Osborne, Rachel McAdams, James Franco, Marion Cotillard, Jeff Bridges.  Titolo originale The Little Prince. Animazione, Ratings: Kids, durata 107 min. – Francia 2015. – Lucky Red Disponibile su DVD e Blu Ray

 

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Trama

La STORIA è quella nota e risaputa, presente all’interno del celebre racconto di Antoine De Saint Exupery e amato da molte generazioni:  un aviatore incontra un piccolo principe che gli riferisce dei suoi viaggi in un sistema planetario molto speciale. Su ogni pianeta incontra personaggi diversi, ognuno dei quali gli permette di fare una riflessione – profonda e fondamentale – sul senso della vita. L’importanza di creare legami, di vivere alzando lo sguardo e non rincorrendo solo il valore del denaro, la fondamentale ricerca dell’amore che riguarda ciascuno di noi, l’indissolubilità dell’amicizia, il valore dell’altro come testimonianza della diversità e del fatto che ciascuno è speciale in quanto essere unico e irripetibile: “Il piccolo principe” è stato per tutti noi un romanzo di formazione, un manuale di etica e valori. In questo film, però, l’incontro tra l’aviatore e il piccolo principe  si inserisce in un’altra storia, attuale e contemporanea. Quella di una bambina figlia di un genitore unico (una mamma in carriera) che deve prepararsi ad entrare in un’accademia molto esclusiva dove con lo studio e la preparazione accademica conquisterà un ruolo e un posto prestigioso nel mondo dei grandi. La mamma è tutta concentrata sul successo da adulta della sua bambina. E quindi non vede i bisogni nel qui ed ora, perché tutto è in funzione di ciò che dovrà succedere una volta raggiunta l’adultità. Le giornate della bambina sono programmate al minuto, non c’è spazio per giocare e per incontrare amici, tutto è dovere. Nulla è piacere. È nella rigidità di questo schema educativo che irrompe nella vita della bambina l’incontro con l’anziano aviatore. Lui non ha da proporre alla bimba performance e obiettivi da raggiungere: lui ha storie da condividere, narrazioni incentrate appunto sugli episodi presenti all’interno del racconto “Il piccolo principe”. È grazie a questo anziano vicino di casa che la bambina può reimpossessarsi dei significati più profondi del proprio stare al mondo. È con questo personaggio strano e bizzarro che la bimba comprende che mentre la mamma è una grande esperta del “sapere” e del “saper fare”, il suo vicino di casa le propone un nuovo paradigma per stare al mondo con felicità e senso di soddisfazione: il saper essere.  L’aviatore racconta storie e grazie a queste narrazioni la bambina impara ad alzare lo sguardo staccandolo dai libri colmi di problemi di matematica ed imparando a scrutare le stelle nel cielo. Con questo adulto, fuori da ogni schema, al proprio fianco, la piccola protagonista potrà ricominciare a sognare e giocare, a ridere e a cercare significati profondi per il proprio esistere, diversi dal semplice raggiungimento di una posizione professionale di prestigio. E anche la mamma si renderà conto della trappola in cui, come genitore, è finita prigioniera: aiutare un figlio a diventare grande significa dotarlo di un paio di ali per andare incontro al progetto di vita che gli permetta di diventare ciò che davvero vuole essere e non ciò che noi vogliamo che diventi.

Cosa ci insegna questo film

Troppe volte riempiamo i nostri figli di ansia performativa e ci dimentichiamo che sono bambini che hanno bisogno di vivere la loro età, che hanno bisogni che sono fase-specifici che non possono essere trascurati. La mamma protagonista cresce la propria figlia cercando di farla diventare un’adulta in miniatura, chiedendole di rinunciare a vivere in modo significativo e profondo questa età. È un rischio che molti di noi corrono di questi tempi. I nostri figli vengono sollecitati dal mondo in cui vivono – e spesso dalle nostre aspettative esagerate – a fare tutto troppo presto. Si rischia perciò di spegnere il bambino che c’è in ogni figlio, di disattivarlo troppo precocemente. Del resto la mamma non ha più alcun contatto con il proprio bambino interiore e di conseguenza non riesce a rimanere in contatto nemmeno con la propria figlia e i suoi bisogni. Questa operazione riesce invece molto bene all’anziano aviatore. Dentro di lui convivono un uomo saggio e un bambino sempre desideroso di fare nuove scoperte, di sporcarsi “le mani” con nuovi giochi e nuove esplorazioni. È proprio questa curiosità mai sopita che permette all’aviatore di continuare a tenere alto lo sguardo e di regalare la scoperta del cielo stellato alla giovane piccola amica. Il film ci fa anche riflettere su come la spinta verso tutto ciò che è “progresso e tecnologia, modernità e performance” rischi di allontanarci dai significati più profondi su cui l’umanità ha costruito la propria storia: nella città futuribile in cui vanno a vivere la bambina e la sua mamma tutti sono identici, le case sono indistinguibili l’una dall’altra e nessuno si guarda realmente negli occhi.

Il messaggio del film

L’essenziale è invisibile agli occhi. La celebre frase tratta dal racconto di Saint Exupery viene declinata, all’interno di questo magnifico cartone, in una serie di narrazioni, vicende ed episodi divertenti e inaspettati che ci richiamano l’importanza di riflettere su ciò che davvero conta nella vita.

Le domande per riflettere dopo la visione del film

Il film mostra l’importanza di coltivare “il bambino interiore” che vive in ognuno di noi. Sapreste identificare un episodio recente della vostra vita in cui il vostro bambino interiore è comparso sulla scena permettendovi di vivere un momento divertente con vostro figlio oppure di “sintonizzarvi” sulla stessa lunghezza d’onda dei bambini che avevate intorno a voi?

Osservando la mamma protagonista del cartone e la sua ansia da prestazione nei confronti della figlia vi siete identificati o riconosciuti uguali o diversi? C’è qualche aspetto della relazione con vostro figlio che vi è venuto in mente osservando la relazione madre/bambina proposta dal cartone?

Chi nella vostra vita famigliare assolve le funzioni messe in scena dall’anziano aviatore presente nel cartone? Chi si fa carico di condividere storie, testimoniare valori, far alzare lo sguardo nella vita di vostro figlio?

 

Di Alberto Pellai

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