Che colore ha la salute?

Tutti quelli dell’arcobaleno, almeno se parliamo di frutta e verdura. Il colore dei vegetali è infatti segno di particolari prerogative salutari, diverse per ogni tinta…

Rosso: il potere del licopene

Il rosso vivo dei pomodori e di molti altri ortaggi e frutti è dato dal licopene (c’è anche nel cocomero), un pigmento antiossidante che si sta rivelando un vero portento di salute. Secondo numerosi studi il licopene agisce come forte protettivo nei confronti delle malattie cardiocircolatorie: impedisce l’ossidazione del colesterolo “cattivo” (LDL) ed evita che danneggi le arterie. Non solo, questo pigmento vanta anche un effetto “antiaging” (aiuta cioè a invecchiare bene), proteggendo le cellule cerebrali, i muscoli e le articolazioni dall’attacco dei radicali liberi. Ma una sostanza tanto preziosa come reagisce alla cottura? A differenza di altri composti, il licopene non solo non viene danneggiato dalla cottura, ma viene assorbito ancora meglio.

Giallo-arancio: quei preziosi carotenoidi

Le carote, il melone, la zucca, le albicocche… devono tutti il loro colore giallo-arancio alla ricchezza di un particolare carotenoide, il betacarotene, che agisce anch’esso come forte antiossidante e stimola direttamente la produzione di melanina (il pigmento scuro responsabile dell’abbronzatura), migliorando la resistenza della pelle alla luce solare. La funzione più importante del beta-carotene è però quella di precursore della vitamina A, necessaria per consentire ai tessuti corporei di crescere e ripararsi, per avere la pelle liscia, morbida e sana, e per proteggere le mucose della bocca, del naso, della gola e dei polmoni (riducendo così la suscettibilità alle infezioni). Come se non fosse già abbastanza importante, la vitamina A migliora anche la visione, prevenendo quel disturbo noto come “cecità notturna”. In alcuni vegetali poi, come il mais dolce, le zucchine e i mandarini, il colore giallo indica la presenza di luteina e zeaxantina, altri due carotenoidi che si ritrovano anche come componenti della retina nell’occhio umano. Ed è proprio nel proteggere la retina dalla degenerazione legata all’età che questi pigmenti si rivelano preziosi.

Verde: la forza della clorofilla

Lattuga, rucola, broccoli, kiwi, peperoni verdi… sono generalmente ricchi di clorofilla, il pigmento che colora le foglie e che serve ai vegetali per eseguire la fotosintesi clorofilliana. La clorofilla non solo ha un certo potere antiossidante, ma curiosamente ha anche una forma che assomiglia molto all’emoglobina del nostro sangue e viene consigliata per la sua azione antianemica. Inoltre, i vegetali verdi apportano generalmente anche molta vitamina C e parecchio magnesio, indispensabile per la trasmissione degli impulsi nervosi e per consentire la contrazione dei muscoli.

Viola: il potere antiossidante delle antocianine

Il colore di mirtilli, uva e prugne, ma anche del cavolo cappuccio, delle rape viola e delle melanzane, indica che siamo in presenza di antocianine, pigmenti violacei dalla forte azione antiradicalica che hanno la proprietà di rinforzare e rendere più elastiche le pareti dei capillari, provocando un miglioramento nella circolazione sanguigna e favorendo la prevenzione delle malattie cardiocircolatorie.

Non solo, le antocianine sono utili anche contro le infiammazioni e l’invecchiamento dei tessuti e favoriscono il drenaggio dei liquidi, la funzionalità delle vie urinarie e la regolarità del transito intestinale.

Bianco: il colore della purezza

Sono davvero parecchi gli ortaggi dall’aspetto più o meno candido, diversi nel gusto, nell’aspetto e anche nelle loro virtù salutari. Alcuni, come l’aglio, il porro e la cipolla contengono composti di zolfo (il più importante è l’allicina) capaci di agire come potenti antibiotici naturali, mentre altri, come i cavolfiori, le rape e il cavolo cinese, sono ricchi di sostanze ad azione antitumorale (la più importante è il sulforafano), senza dimenticare che molti ortaggi bianchi come il finocchio, il cardo e l’indivia belga esercitano una potente azione depurativa.

 

di Martina Donegani

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