Grest o centro estivo?

Per fortuna ci sono i GREST e i centri estivi a salvare le famiglie. In attesa delle vacanze, la ricerca di “soluzioni” a cui affidare i propri figli durante il giorno si fa stressante. Dalla fine della scuola alla fine dell’estate i gruppi estivi rappresentano un indispensabile aiuto per i genitori, alle prese con le acrobazie quotidiane della conciliazione casa-lavoro.

 

 

Che differenza c’è tra l’uno e l’altro? Tutti possono parteciparvi? Cosa è bene sapere?

Per capire, abbiamo rivolto qualche domanda ad Andrea Ballabio, in arte Ciccio Pasticcio, da oltre quindici anni educatore e formatore per Pepita Onlus degli animatori che ogni anno accompagnano centinaia di migliaia di bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni in oratorio.

Andrea, vuoi spiegarci meglio cos’è e come funziona il GREST?

I GREST sono GRuppi ESTivi in oratorio. Svolgono un’importante funzione sociale e rappresentano la proposta cristiana di intrattenimento per chi resta in città o nei paesi dell’Hinterland dopo il termine dell’anno scolastico. Quasi tutte le parrocchie si attivano per organizzare ogni giorno della settimana – dalle 7.30 del mattino alle 17.30 – gli oratori estivi che comprendono una serie di attività ludiche e motorie, ma anche tornei sportivi, laboratori di arte e di teatro.

Si rivolgono in particolare al ciclo delle scuole primarie e secondarie di primo grado e sono coordinati dal sacerdote o, sempre più, da educatori professionali. Il lavoro più grande lo fanno i volontari: mamme, papà, nonni e zii che gravitano nella comunità per cucinare, sistemare le aree e gli spazi, pulire, organizzare feste e spettacoli. Poi ci sono gli adolescenti, sempre numerosi, che prestano servizio come animatori e, “a cascata”, si occupano dei più piccoli. Darsi da fare per gli altri e mettersi in gioco, dopo un percorso di formazione, rende questi giovani più forti, entusiasti e sempre desiderosi di sfruttare le loro potenzialità sul campo.

Tutti possono partecipare? Anche bambini e ragazzi di confessioni diverse?

Ogni anno sono milioni i bambini e preadolescenti che in tutto il territorio italiano frequentano queste realtà. Il principio che li muove tutti è proprio quello dell’inclusione. Nessuno resta fuori. Le attività sono suddivise in modo da lasciare spazio alla preghiera per i bambini cattolici, ma anche al raccoglimento per i bambini di altre religioni.

Come vengono scandite le giornate?

Per una migliore organizzazione tutti i partecipanti vengono riuniti in squadre. Questo attiva il senso di appartenenza e il desiderio di competere in modo sano per conquistare punti e vincere le diverse sfide proposte nell’arco della giornata. Poi c’è il pranzo, preparato dalle mamme e nonne della comunità e distribuito negli spazi adibiti a mensa a scaglioni. Chi lo desidera può anche scegliere di tornare a casa e rientrare nel pomeriggio.

Nel corso della giornata si alternano attività all’aperto a iniziative al chiuso per favorire l’aggregazione e la creatività. Una volta alla settimana viene programmata una gita facoltativa ad un parco acquatico o in piscina, a seconda dell’offerta che il territorio di riferimento è in grado di dare.

Ogni anno un tema, qual era quello di quest’anno?

Ogni anno è la diocesi a stabilire un tema su cui far riflettere i ragazzi. Quest’anno era dedicato alla bellezza del creato per sensibilizzare le giovani generazioni sui quattro elementi della natura che sono parte di ciascuno di noi e, soprattutto, ci possono guidare nella vita. Basti pensare alle emozioni che proviamo davanti a un tramonto o a un mare in tempesta per fare esperienza della vastità del mondo che ci circonda.

E il centro estivo?

Il centro estivo è gestito dal Comune e legato alle scuole o ad attività sportive o culturali. Sono coordinati da educatori professionali o dai servizi educativi territoriali, come cooperative e associazioni. I costi sono maggiori perché comprendono anche attività specifiche che prevedono, ad esempio, il coinvolgimento di istruttori ed educatori regolarmente retribuiti. Hanno una durata maggiore e spesso sono rivolti anche alle scuole materne con proposte mirate.

Cosa è bene che sappiano i genitori?

È importante che prima dell’iscrizione i bambini vengano coinvolti nella scelta dei laboratori o delle attività che maggiormente soddisfano le loro inclinazioni. Se la proposta del GREST è più generica ed eterogenea, improntata alle attività ludiche, i centri estivi prevedono un maggiore impegno, soprattutto se si scelgono quelli in associazioni sportive e legati ai camp in lingua straniera. Ultimamente sono sempre più frequenti le forme miste, con accordi tra Comune e Oratorio, che permettono anche di accogliere ragazzi portatori di handicap o bisognosi di attenzioni particolari.

Qualche consiglio?

GREST e centri estivi sono esperienze di vita, al di fuori del contesto scolastico, ma nella comunità. Il gioco guidato piuttosto che le attività sportive rappresentano opportunità di crescita e di condivisione. I gruppi eterogenei possono rappresentare una difficoltà per alcuni bambini e di questo è bene che i genitori tengano conto, informandone gli educatori. È fondamentale per il benessere dei più piccoli, ma anche dei preadolescenti, avere un dialogo aperto con i loro educatori o animatori di riferimento e raccogliere la sera tutte le loro impressioni sulla giornata trascorsa.

 

di Redazione Family Health

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