La Pediatria ai tempi dei social network

Innovazione tecnologica e globalizzazione hanno diffuso in modo rapido e per certi versi inatteso il mondo dei Social Network in tutte le aree e gli strati della popolazione. Le relazioni umane ne hanno risentito in maniera profonda. Sono cambiate molte abitudini e spesso anche i punti di riferimento all’interno delle famiglie, della scuola, dei luoghi di ricreazione e delle Istituzioni.

 

 

Non sono solo i ragazzi e i giovani ad avere assorbito questo nuovo modo di interagire e di relazionarsi, basato sul virtuale ed orientato più ai contatti mediati da strumenti tecnologici che dal contatto umano fatto di organi di senso e di corporeità.

Anche il mondo delle professioni e della Istituzioni Pubbliche ha modificato molti degli approcci di comunicazione. Applicazioni e immagini vengono diffuse sui Social per promuovere acquisti di prodotti, posizioni ideologiche, opinioni e polemiche. Sono da attribuire a questa gestione dei social incontrollata e individualizzata i rischi di abuso e di sopraffazione psicologica nei confronti di bambini e adolescenti nell’ambito del cyberbullismo.

È attraverso il mondo dei Social Network che posizioni come quella degli antivaccinisti hanno travalicato gli ambiti ristretti di singoli nuclei familiari o associativi per, diffondere paure immotivate e timori di malattia in assenza e anzi contro le evidenze e i dati scientifici. Lo storytelling aneddotico e incontrollato ha minato la fiducia consolidata nei confronti dei vaccini che aveva consentito il controllo di malattie gravi e rischiose per la vita e per la salute di milioni di bambini.

La diffusione di diete selettive come quelle vegane anche in età infantile è un altro dei frutti “avvelenati” che nel WEB è stato offerto alla società. Messaggi spesso edulcorati all’insegna del “vegetale” e del “biologico”, in assenza di mediazione pediatrica e di controlli clinici accurati, possono trasformarsi in strumenti atti a indurre malnutrizione e danni irreversibili.

Ecco perché oggi anche le Società Scientifiche e le Associazioni Professionali devono occupare uno spazio crescente all’interno del web e dei social network per quantità e per qualità teso alla informazione e alla corretta divulgazione di temi scientifici che influiscono in modo decisivo sulla salute della popolazione, a partire da quella dei soggetti più fragili come i bambini.

Nativi digitali” sono oggi definite le generazioni che hanno imparato a usare gli strumenti informatici e il WEB sin dalla prima infanzia. Un “imprinting” che è una vera rivoluzione culturale di proporzione storica, che contribuirà a cambiare il destino delle società di domani. Bisognerà garantire in questo percorso anche equità e sicurezza per le nuove generazioni, inevitabilmente più esposte ai rischi insiti nei nuovi strumenti di comunicazione, che sono fonte di enormi potenzialità e vantaggi per la crescita e per lo sviluppo individuale e sociale.  

 

di Giovanni Corsello

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