Infarto cardiaco, conoscere i sintomi per non perdere tempo

L’infarto miocardico acuto è la prima causa di morte a livello mondiale e colpisce un’ampia percentuale della popolazione ogni anno. Negli ultimi decenni la terapia di questa patologia è molto avanzata tanto da aver permesso di ridurre notevolmente la mortalità acuta e soprattutto i danni a lungo termine determinati dall’ischemia cardiaca.

 

 

Il “tempo” è un fattore essenziale all’efficacia delle terapie; è infatti fondamentale che il paziente si presenti precocemente al pronto soccorso in modo da permettere una diagnosi precoce ed una terapia rapida. Per poter agire in tempo è essenziale che tutti conoscano e sappiano riconoscere i sintomi dell’infarto.

I sintomi dell’infarto miocardico

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Riconoscere i segni e sintomi dell’infarto cardiaco

Il dolore toracico è sicuramente il sintomo principale; esso si presenta tipicamente in sede retrosternale (al centro del torace) e presenta caratteristiche di oppressione, peso, dolore urente. C’è chi paragona questo dolore “a una coltellata”. Spesso il dolore si presenta anche irradiato ad altre sedi di cui le più tipiche sono il braccio sinistro, il giugulo e l’epigastrio.

Il dolore dell’infarto non si modifica con il respiro ma resta uguale (come invece avviene nel caso di dolori di origine polmonare) e soprattutto non si modifica con la pressione dall’esterno come invece avviene per i dolori di origine muscolo-scheletrica.

Alcune volte il dolore toracico si associa alla cosiddetta attivazione neuro-vegetativa che consiste nella comparsa di sudorazione, pallore cutaneo, nausea o vomito.

La presenza di più elementi tra quelli appena descritti oltre al dolore toracico aumenta la probabilità che si tratti di infarto miocardico per intervenire in tempo.

 

Se hai un dubbio, non esitare, ma vai al più presto al pronto soccorso: con un semplice elettrocardiogramma e il dosaggio di alcuni enzimi sugli esami del sangue sarà possibile dirimere il dubbio e comprendere se il dolore è davvero di origine cardiaca oppure no.

Per saperne di più sull’elettrocardiogramma leggi “Elettrocardiogramma ed ecocardiogramma, quali differenze”?

Se vuoi mantere in salute il tuo cuore, segui i suggerimenti che trovi in questo articolo  “Come mantenere il cuore in salute. La prevenzione cardiovascolare”.

 

di Alessandro Maloberti

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