Latte artificiale. Quando l’allattamento artificiale è giustificato?

Il latte materno è l’alimento ideale del bambino, anche prematuro, ma esistono delle condizioni di salute che giustificano l’astensione dall’allattamento materno.

Condizioni di salute del bambino

Alcune malattie rare (es. galattosemia, malattia delle urine a sciroppo d’acero, ecc.) controindicano il latte materno e il bambino dovrà essere allattato con un latte speciale, modificato per soddisfare le sue esigenze metaboliche particolari.

In altre situazioni il latte materno è l’opzione migliore, ma può rendersi necessario un supplemento per un periodo limitato (allattamento misto)

  • nati con un peso inferiore ai 1500 g (peso molto basso alla nascita).
  • nati pretermine, prima delle 32 settimane di gestazione (molto pretermine).
  • neonati a rischio di ipoglicemia per un difetto di adattamento metabolico o per un’aumentata richiesta di glucosio.

Condizioni di salute della mamma

Alcune condizioni di salute della mamma possono giustificare l’astensione permanente dall’allattamento al seno, come l’ Infezione da HIV1.

In alcune situazioni, invece, è necessaria un’astensione temporanea dall’allattamento e quindi ricorrere al latte artificiale in formula:

  • malattia grave che impedisce alla madre di prendersi cura del figlio, come ad esempio una setticemia
  • infezioni contagiose per contatto diretto (es. Herpes simplex tipo 1, HSV-1)
  • uso di alcuni farmaci da parte della madre, come alcuni sedativi, antiepilettici e oppioidi, e le loro combinazioni, che possono causare effetti collaterali quali sonnolenza e depressione respiratoria; è preferibile evitarli se sono disponibili alternative più sicure.
  • lo iodio 131 radioattivo (per la radioterapia di alcuni patologie tiroidee) può essere evitato dato che un’alternativa più sicura è disponibile; in ogni caso, la madre può riprendere ad allattare circa 2 mesi dopo aver preso questa sostanza.
  • l’uso eccessivo di composti iodati per uso locale (ad esempio, povidone iodato), specialmente su ferite aperte o membrane mucose, può     inibire la funzione tiroidea o causare squilibri elettrolitici nel bambino allattato, e deve essere evitato.
  • L’uso di chemioterapici citotossici richiede la sospensione dell’allattamento al seno mentre la madre è in terapia.

Infine esistono condizioni materne durante le quali l’allattamento al seno può continuare, nonostante vi siano preoccupazioni per i problemi di salute.

 

di Costantino De Giacomo

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