Screening neonatale dell’udito. Diagnosi precoce delle sordità congenite

screening neonatale dell'udito

Già pochi giorni dopo la nascita, grazie allo screening neonatale dell’udito, è possibile verificare lo stato della via uditiva dei nuovi nati e identificare i soggetti con probabile ipoacusia.

Le sordità congenite sono tra le patologie più frequenti nei nuovi nati, con una prevalenza di ipoacusia bilaterale permanente di grado moderato-severo stimata attorno a 1-2 ogni 1000 nati vivi, che arriva a 2-4 casi ogni 100 neonati con fattori di rischio.

 

La diagnosi precoce nel caso dell’ipoacusia congenita acquista un particolare rilievo nell’ottica delle possibilità terapeutiche disponibili, che oltre alle protesi mobili e alla riabilitazione comprende anche l’intervento di impianto cocleare che permette uno sviluppo psico-comportamentale e del linguaggio pressoché equivalente a quello di un bambino normoudente, purché venga fatta una tempestiva diagnosi e si giunga all’otochirurgia entro il sesto mese.

Cos’è

Per indagare già pochi giorni dopo la nascita lo stato della via uditiva dei nuovi nati e quindi identificare i soggetti con probabile ipoacusia (screening neonatale dell’udito), sono a disposizione strumenti automatizzati che eseguono le otoemissioni acustiche (TEOAE) oppure i potenziali uditivi evocati automatizzati (AABR).  Il test è entrato recentemente nei LEA (livelli essenziali di assistenza) e quindi dovrebbe essere eseguito in ogni centro nascita.

Come si fa

Le otoemissioni acustiche provengono dall’attività delle cellule ciliate esterne situate nella coclea del nostro orecchio; quando giungono dei suoni queste cellule si muovono. L’esame che viene effettuato sul neonato consiste nella registrazione di questi movimenti a seguito di una stimolazione sonora: si introduce una piccola sonda nell’orecchio, dotata di un registratore che emette lo stimolo sonoro → “click” e di un microfono che registra i movimenti delle cellule in seguito al click percepito. Se il microfono rileva questo movimento, si dice che il test è superato → PASS; se il microfono non rileva questo movimento, si dice che il test non è superato → REFER.

L’ esame e’ indolore, non invasivo e veloce e si esegue mentre il neonato dorme

Nel caso il neonato non superasse il test, verrà effettuato un esame più approfondito con potenziali uditivi evocati automatizzati, che chiarirà se è presente o meno lo stato della via uditiva.

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Oltre allo screening dell’udito, è importante verificare gli occhi del neonato con il test del riflesso rosso, per escludere o diagnosticare precocemente le forme di cataratta e glaucoma congenito.

E’ altrettanto importante controllare la salute delle anche con la manovra di Ortolani, che deve essere effettuata esclusivamente da un medico specializzato.

 

di Tiziana Azzani (articolo scritto in collaborazione con Luigi Memo)

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