4 consigli per prevenire il tumore alla prostata

di Francesco Cognetti, oncologo

Con 35mila nuovi casi registrati nel 2016, il tumore alla prostata rappresenta il 20% di tutti i tumori diagnosticati negli over50. Conoscere i fattori di rischio e piccoli accorgimenti nello stile di vita rappresentano un passo importante nella prevenzione del tumore alla prostata.

 

 

Il carcinoma prostatico è la malattia oncologica più frequente tra la popolazione maschile italiana. Secondo gli ultimi dati disponibili nel 2016 ha fatto registrare 35mila nuovi casi e rappresenta il 20% di tutti i tumori diagnosticati dopo i 50 anni d’età. La neoplasia è una formazione di tessuto costituito da cellule che crescono in modo incontrollato e anomalo all’interno della ghiandola prostatica. Le cause reali dell’insorgenza rimangono ancora sconosciute, tuttavia è possibile individuare alcuni potenziali fattori di rischio che aumentano la probabilità di malattia.

Tumore prostatico, quanto è difficile la diagnosi precoce

È una forma di cancro subdola perché non presenta sintomi specifici e quindi, a volte, è difficile da individuare tempestivamente. Inoltre a differenza del tumore del seno (che è la prima forma di cancro femminile) non esistono programmi di screening specifici. Esami del sangue, l’esplorazione rettale, l’ecografia prostatica e una biopsia sotto guida ecografica sono test utili a verificare la presenza o meno del carcinoma, ma che non possono essere utilizzati in maniera indiscriminata. In particolare da anni l’intera comunità medica internazionale discute su quale ruolo deve essere affidato all’esame del PSA (antigene prostatico specifico). È scientificamente dimostrato che il suo livello aumenta fortemente in presenza di un tumore che interessa questa ghiandola maschile. Tuttavia i suoi valori elevati possono essere causati anche da semplici infiammazioni o infezioni. Per ottenere risultati più precisi è preferibile affiancarlo ad altri marcatori.

A proposito del dosaggio del PSA, leggi anche “Tumore alla prostata, possiamo fidarci del PSA?”

Rischio per la prostata, occhio alla familiarità

Il tumore della prostata può essere riconducibile a fattori ereditari anche se solo in una stretta minoranza dei casi. Si calcola che meno del 15% degli uomini con un parente stretto (padre, zio o fratello) presenta un maggiore rischio di ammalarsi. Questo avviene soprattutto se la patologia è stata diagnosticata a più di un familiare e prima di 65 anni. E’ quindi necessario che in presenza di familiarità si compiano controlli già a partire dai 40-45 anni. Spesso poi presenta una progressione lenta e per questo, molte volte, si arriva ad una diagnosi tardiva.

Essendo quindi impossibile la prevenzione secondaria diventa ancora più importante quella primaria. Come tutte le altre patologie oncologiche, anche il tumore della prostata, è evitabile adottando stili di vita sani che vanno seguiti dall’adolescenza fino ad arrivare alla terza età. Tuttavia gli italiani non sempre rispettano questa importante regola soprattutto dopo aver compiuto 65 anni. Secondo un sondaggio condotto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) il 79% degli ultrasessantacinquenni ritiene che modificare le proprie abitudini sbagliate da anziani non serva a molto. Nel nostro Paese abbiamo il 46,4% di nonni in sovrappeso, il 16% obesi, il 21% fumatori, che consumano nel 40% alcool in quantità rilevante mentre solo quattro su dieci svolgono attività fisica con regolarità.


Ecco le regole della prevenzione primaria:

  • MODERA IL CONSUMO DI ALCOL – un bicchiere di vino rosso a pasto va bene; fornisce alcuni preziosi elementi nutritivi e può aumentare il colesterolo “buono” (o HDL) nel sangue. Non esagerare, però, perché l’alcol è una sostanza tossica e potenzialmente cancerogena.
  • NIENTE FUMO –  è tra i principali fattori di rischio di tutti i tumori e di numerose malattie croniche e degenerative. Le sostanze nocive contenute nelle sigarette sono prodotte dalla combustione. Riescono ad entrare nel circolo sanguigno possono raggiungere tutti i tessuti
  • FAI ATTIVITÀ FISICA, SEMPRE – non è necessario essere atleti. Bastano anche alcune semplici abitudini quotidiane come camminare o fare una corsetta al parco per svolgere il movimento necessario e ridurre il rischio oncologico.
  • DIETA SANA ED EQUILIBRATA meglio quella mediterranea che ha dimostrato di avere un ruolo protettivo importante. Secondo i dati epidemiologici in Italia l’incidenza è più bassa nelle regioni del Sud rispetto a quelle del Nord e questo è dovuto anche al maggiore consumo di frutta e verdura nel Mezzogiorno.

Questi suggerimenti, insieme agli altri descritti nell’articolo  “Tumori: 8 regole per prevenire il cancro” rappresentano un valido aiuto nella prevenzione di tutti i tumori.

Basta così poco! Vale la pena provarci, non sei d’accordo?

 

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