Per offrire una migliore esperienza di navigazione e per avere statistiche sull'uso dei nostri servizi da parte dell’utenza, questo sito usa cookie anche di terze parti.
Chi sceglie di proseguire nella navigazione su magazine.familyhealth.it oppure di chiudere questo banner, esprime il consenso all'uso dei cookie. Per saperne di più consulta la nostra Cookie Policy .

Ho capito, chiudi il banner.

X

E’ giusto che i bambini mangino a scuola?

25 settembre 2017

3560 Views

di Martina Donegani, biologa nutrizionista

Con la ripresa della scuola riprende il servizio di refezione: in Italia ogni giorno sono più di 3 milioni i pasti serviti nelle mense scolastiche e, contrariamente a quanto si pensa, la qualità media della ristorazione scolastica è assolutamente soddisfacente.  È importante però coordinare bene il pranzo a scuola con i pasti a casa…

 

Un menu studiato ad hoc

Il pranzo costituisce uno dei pasti fondamentali della giornata: dovrebbe fornire circa il 35% dell’energia giornaliera ed è importante che sia bilanciato sia dal punto di vista energetico sia dei nutrienti, in modo da fornire tutto ciò di cui i bambini e i ragazzi hanno bisogno per affrontare al meglio le ore di studio e le altre attività nella loro giornata.

Proprio perché è un pasto così importante, il menu scolastico viene studiato con la massima attenzione, basandosi sui fabbisogni medi di energia e nutrienti degli alunni di ogni fascia scolastica.  I comuni, per le consulenze tecniche in materia di nutrizione, si appoggiano alle aziende sanitarie, che hanno strutture apposite che si occupano di nutrizione. Sono loro a decidere i menu, la qualità degli alimenti e la loro quantità, considerando i più attuali riferimenti scientifici, come i LARN (le tabelle con i livelli di consumo raccomandati per la popolazione italiana) e le “linee guida per la ristorazione scolastica” messe a punto dal Ministero della salute.

I menù scolastici peraltro attingono dalla “dieta mediterranea”, basata sull’abbondanza di alimenti vegetali (cereali, frutta, verdure, legumi…), caratterizzata da un buon consumo di pesce e olio d’oliva, e riconosciuta come un ottimo modello di salute alimentare, capace non solo di garantire una crescita corretta, ma anche di prevenire diversi guai nell’età adulta.

Un’opportunità educativa

Il pranzo a scuola, però, è molto di più che un momento di semplice nutrimento del fisico: deve essere anche l’occasione per educare a un comportamento corretto, sia sotto il profilo delle abitudini alimentari sia sotto quello del rapporto con gli altri.

Prima di tutto, i bambini hanno l’opportunità di confrontarsi con cibi diversi da quelli che consumano ogni giorno in famiglia, imparando a esercitare in modo critico l’uso dei sensi, e allargando l’orizzonte dei loro gusti. Inoltre, consumare il pranzo in compagnia dei coetanei, favorisce la formazione di un giusto atteggiamento conviviale improntato al rispetto di sé, degli altri e del cibo. E altrettanto importante sul piano educativo è il fatto di doversi confrontare con regole precise e vincoli di comportamento, nell’interesse comune di godere al meglio del servizio di refezione.

Perché tutto ciò si verifichi, se risultano importanti l’esempio e la sensibilità dei docenti, ancora di più lo diventa il supporto dei genitori a casa: molti bambini tendono a rifiutare il cibo della mensa solo in conseguenza della scarsa fiducia che i genitori dimostrano verso la refezione. È importante, invece, educare i piccoli ad accettare senza pregiudizi ciò che viene somministrato a scuola, considerandolo un’occasione per variare e migliorare le proprie abitudini.

Le regole per i genitori

Detto questo, è poi importante conoscere il menu che viene servito ai bambini e tenere conto della sua composizione, per calibrare di conseguenza la cena e i pasti del fine settimana. La maggior parte delle aziende di ristorazione scolastica sottoscrive una carta dei servizi nella quale specifica i termini del servizio offerto, rendendo disponibili in visione i menu giornalmente somministrati ai bambini (spesso scaricabili dai siti online dell’azienda di ristorazione stessa).

Complessivamente – tra pranzi e cene (14 pasti) ogni settimana – i ragazzini dovrebbero assumere circa: da 7 a 10 volte alla settimana primi piatti a base di pasta, riso, cereali, polenta; 1 o 2 porzioni al giorno di pane (o più, se sostituisce pasta, riso, polenta o patate); 2-3 volte a settimana carne fresca; 2-3 volte pesce; 1-2 volte uova; 1-2 volte formaggio; 2-3 volte legumi; 14 volte verdura; 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura. Lo spazio ideale per i dolci, in quantità moderata, è invece quello della colazione.

Ecco qualche consiglio pratico per poter rispettare questa distribuzione e calibrare al meglio la giornata alimentare dei bambini:

  • Richiedere o scaricare online una copia del menu settimanale della ristorazione scolastica.
  • Utilizzare il menu scolastico per programmare le cene e gli altri pasti a casa sulla base di cosa i bambini hanno già mangiato a scuola (per esempio se un bambino ha mangiato un secondo a base di carne a pranzo non lo si proporrà anche a cena).
  • Informarsi su quello che hanno effettivamente mangiato i propri figli, chiedendo direttamente a loro e agli insegnanti. In caso non mangiassero tutto il pasto incoraggiarli a farlo, ma scoraggiare a prescindere la richiesta del “bis”.
  • Preparare tutti i giorni una colazione equilibrata: per un bambino che salta la colazione è normale provare una fame esagerata a metà mattina e soddisfarla con snack ipercalorici (tipo patatine e simili), rovinando poi l’appetito per il pranzo in mensa.
  • Offrire frutta e yogurt da portare come spuntini a metà mattina e metà pomeriggio
  • Non insistere nel chiedere variazioni al menu scolastico dei propri figli per semplici questioni di gusto o pseudo intolleranze: il pranzo a scuola deve essere per il bambino un’occasione per variare e ampliare i propri gusti.
  • Cercare ricette creative per fare apprezzare pesce, verdura, legumi e altri alimenti che posso essere poco graditi.
  • Abituare i bambini a consumare cibi poco salati, usando eventualmente le spezie per insaporire.

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

Prova Family Health e il suo Fascicolo Sanitario Digitale Personale. Archivia i tuoi referti medici, condividi informazioni corrette con il tuo medico e tramanda la tua storia clinica alle generazioni future. SCOPRI DI PIù!

Patrocinato da: