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Adolescenti con la crisi da rientro, insonni e dipendenti dalla tecnologia

27 settembre 2017

9560 Views

di Maura Manca, psicologa e psicoterapeuta

Ci vuole veramente poco tempo per dimenticare i benefici di una vacanza. Basta rientrare nella routine quotidiana, ripartire con la scuola e tutte le attività collaterali che le ruotano intorno per ricreare in pochissimo tempo le condizioni di stress e di tensione pre-vacanza.

 

 

 

Talvolta gli adolescenti manifestano delle vere e proprie crisi da rientro, costretti ai ritmi scolastici, con sveglia la mattina presto, compiti, regole da rispettare. Fanno fatica a rientrare nell’ottica del dover svolgere il proprio dovere dopo troppi mesi liberi da vincoli di orari e di obblighi. Alcuni adolescenti in questa fase di riassestamento si sentono più nervosi, irascibili, faticano ad addormentarsi, a mantenere un sonno qualitativamente di livello, a svegliarsi presto la mattina e riprendere sane abitudini alimentari. Insomma, una vera e propria crisi da rientro.

Non dormire intacca il rendimento scolastico e l’umore

Il problema del sonno è uno dei più rilevanti in questa fascia di età. Gli adolescenti dormono troppo poco e male. Gli adulti non curano adeguatamente l’igiene del sonno dei figli, controllando poco le loro attività notturne in rete. I ragazzi hanno spesso un sonno disturbato dalle “ansie della vita”, dalle attività notturne sui social e chat e dalle “abbuffate” di video su YouTube e di serie in streaming e dalle sfide ai videogiochi.

Sequestrare tutti gli strumenti tecnologici non è la soluzione

Sequestrare gli strumenti tecnologici è la soluzione più istintiva e immediata a cui ricorre la maggior parte dei genitori, che però non risolve il problema alla radice, perché non li aiuta a comprendere le motivazioni per cui dovrebbero dormire. Anzi, intacca il dialogo produttivo e crea più distacco tra genitori e figli che vedono il sequestro come una imposizione.

In effetti il problema è legato anche al fatto che sono cambiate completamente anche le abitudini e i ritmi familiari: si rientra a casa spesso quando è sera, si mangia sempre più tardi e tante volte i figli hanno le cattive abitudini di finire di studiare e di fare i compiti per il giorno dopo prima di andare a dormire. Anche i genitori sono stremati, spesso si addormentano sul divano e hanno difficoltà ad alzarsi per controllare se i figli stanno realmente dormendo. Non dimentichiamoci poi che gli adolescenti sono come falchi e approfittano spesso della stanchezza e dell’ingenuità di alcuni genitori.

Il fatto di svolgere attività notturne va ad intaccare la qualità del sonno, li rende spesso stanchi e affaticati perché non recuperano e può avere delle ripercussioni sull’umore e le abilità cognitive, l’apprendimento, i livelli di attenzione e la concentrazione prolungata.

La lunga esposizione alla luce degli schermi dei diversi dispositivi elettronici, influenza anche la produzione di melatonina, ormone regolatore del sonno, per cui si resta svegli più a lungo e si tenderà, come in un circolo vizioso, a controllare in modo più frequente e costante il proprio smartphone, a discapito della qualità e quantità del riposo.

Attenzione però, l’abuso di tecnologia notturna non è solo un problema di sonno, ma ben di più. Mai sentito parlare di vamping? Leggi l’articolo Dài messaggiamoci tutta notte! per saperne di più.

Cosa fare?

L’abuso della tecnologia rappresenta una delle maggiori fonti di discussione e di conflitto tra le due generazioni.

Non è facile gestire queste situazioni quando i figli sono un po’ “ribelli”, non ascoltano i consigli e vivono tutto come un’imposizione. Non si può neanche cadere nell’errore di pretendere che comprendano il problema da soli perché se non viene messo loro un argine, tenderanno debordare. Non è d’altronde consigliabile neppure un intervento radicale e repentino delle abitudini, che richiede drastico cambiamento e uno sforzo di adattamento del corpo e della mente troppo faticoso. Piuttosto, il suggerimento è quello di inserire piccole variabili alla volta, con obiettivo ultimo quello di stimolare il senso del dovere e di responsabilità. I ragazzi si lamenteranno in tutti i modi. Loro sono la generazione degli stanchi (così ben descritti nel libro “Gli sdraiati” di Michele Serra), almeno per le cose che non stimolano i loro interessi. E’ bene che lo sappiate. Non mollate, ma insistete per dar loro ritmi di vita scadenzati, con delle regole di base da rispettare per evitare che questa DEPRESSIONE TECNOLOGICA in qualche modo li schiacci e invada la loro vita.

Nell’articolo Dormi o chatti? Quando la tecnologia danneggia il sonno trovi qualche suggerimento per migliorare la qualità del sonno.

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