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Primo giorno di scuola: l’inizio di un’avventura

27 settembre 2017

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di Maurizio Tucci, giornalista

Ci sono tanti “primi giorni di scuola” nella vita di ciascuno, ma il primo giorno delle scuole medie e il primo giorno delle scuole superiori hanno una rilevanza particolare, perché interessano un’età molto delicata, quale è l’adolescenza.

 

 

 

Ci sono tante “prime volte” o “primi giorni” nella vita di ciascuno e, naturalmente, la maggior parte di queste prime esperienze sono concentrate nell’infanzia e nell’adolescenza in cui tutto è novità,  sperimentazione. La “scuola” intesa in senso lato, dal nido all’università, è una fucina di “primi giorni”, ciascuno destinato a rimanere impresso nella memoria per molto tempo, se non per sempre. E ciascun “primo giorno” ha una sua specificità e una sua importanza per lo sviluppo psicologico di un bambino e di un adolescente. C’è – nel corso dell’infanzia – il primo distacco dalla mamma o, comunque dal proprio nucleo domestico, con l’esperienza del nido; il primo “ingresso in società”, da solo, il primo giorno di scuola materna; il primo impegno non ludico, in cui si percepisce, forse per la prima volta, il senso del dovere, con la scuola primaria.

E poi ci sono due “primi giorni” straordinariamente importanti, anche se diversissimi tra di loro, che sono il primo giorno delle scuole medie (oggi, più burocraticamente, secondarie di primo grado) e il primo giorno delle scuole superiori (secondarie di secondo grado).

Scuole medie

Il primo giorno di scuola media ha una “magia” che le stesse matricole probabilmente percepiranno nella totale complessità solo “a posteriori”. Perché non solo si entra in un sistema scolastico strutturato in modo differente – questo lo sanno da subito – con un rapporto differente con gli insegnanti e un impegno richiesto (almeno così dovrebbe essere) maggiore, ma si entra in un “ambiente” dal quale si uscirà trasformati, non solo per il nuovo bagaglio di conoscenze acquisite ma, soprattutto, fisicamente e psicologicamente. “Entrano bambini ed escono adolescenti”, come dice qualunque insegnante che esercita in quel tipo di scuola. Ed è un passaggio, quello dall’infanzia all’adolescenza, di portata straordinaria, probabilmente il più significativo dell’intera esistenza di un individuo. E quel passaggio avverrà lì, su quei banchi, davanti agli stessi insegnanti, insieme agli stessi amici che nel giro di pochi mesi, prima o dopo, lo vivranno tutti.

Di questo passaggio, il primo giorno c’è, forse, la percezione, forse solo in qualcuno; ma l’emozione, anche inconscia, c’è di sicuro in tutti.

Scuole superiori

Il primo giorno alle scuole superiori è particolarmente importante e psicologicamente significativo, perché è l’inizio di una scuola che, per la prima volta, non è “uguale per tutti”, come lo erano state le elementari e le medie, ma è frutto di una scelta. Scelta che può essere stata facile o difficile; presa in perfetto accordo con i genitori o contrastata; voluta o subita, convinta o dubbiosa, ma comunque sempre una scelta destinata ad avere influenza non solo sulla propria vita scolastica.

Anche qui, come nelle scuole medie, c’è la percezione di un cambio di registro, ma ancora più netta, sul modo di “fare scuola”. Dove l’accompagnamento da parte degli insegnati inevitabilmente si ridurrà, la selezione diventerà più stringente e – come dicono gli insegnati che ogni anno si trovano davanti i “nuovi arrivati” – si percepisce l’emozione e l’incertezza. “La scelta fatta sarà stata davvero quella giusta?”, “Sarò in grado di portarla avanti?”, sono le domande che si leggono negli occhi dei “remigini”.

Ma c’è, soprattutto, la percezione che quel percorso scolastico deve, o dovrebbe, o dovrà portarli alla soglia di assunzioni di responsabilità di tipo adulto (poco cambia, concettualmente e psicologicamente,  se per alcuni il passaggio all’università sposterà di qualche anno quel momento). Paure e speranze, tante volte anche disillusioni e percezione di fallimento. C’è tutto in quel primo giorno che, a secondo del carattere, vivono – lo dicono sempre gli insegnanti – chi con ostentata sicurezza, chi con fragilità. Perché, se alle scuole medie la trasformazione bambino-adolescente si è avviata, in questo nuovo “primo giorno” ci sono tutte le contraddizioni dell’adolescenza conclamata, per cui un momento potranno sentirsi grandi, indipendenti e persino onnipotenti e un attimo dopo ancora piccoli e fragili.

Istruzioni per l’uso

Riflettere serenamente su cosa nascondono i “primi giorni” dei nostri adolescenti potrebbe già bastare per poterli aiutarli ad affrontare nel miglior modo possibile questi passaggi importanti della loro vita. Vale certamente per gli insegnanti, che dovrebbero saperlo fare “di mestiere” (ma purtroppo le eccezioni ci sono) , e vale per i genitori, il cui “mestiere” è certamente più complesso, ma che troppe volte fanno “invasione di campo” con ingerenze, pressioni ed “emozioni” non sempre salutari.

Basterebbe essere consapevoli che “non esistono scuole di serie A (alle quali forzare l’iscrizione anche contro qualunque evidenza) e scuole di serie B, ma solo scuole più o meno adatte alle caratteristiche di ciascuno” (come ripete da sempre Francesco Dell’Oro, indiscusso esperto in materia). Che non ci si iscrive ad una scuola superiore per pedigree familiare; che la scuola è un ambiente di vita e non solo un “votificio”, per cui l’interesse non deve essere esclusivamente rivolto al “quanto hai preso?”; che il confronto ossessivo con gli altri non è salutare; che un insuccesso deve essere occasione di miglioramento e non qualcosa di cui vergognarsi.

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