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Il dentista, che paura! Anzi no, l’amico della mia bocca.

24 ottobre 2017

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Il dentista fa paura al vostro piccolino?

Ottobre, mese della prevenzione dentale, è l’occasione per promuoverla in famiglia e con qualche consiglio in più, preparare vostro figlio o vostra figlia alla prima visita, sarà più facile.

Perché diventi un gioco e nel tempo rientri nella routine dei momenti dedicati alla salute, abbiamo chiesto a due esperti, il dottor Andrea Scribante, odontoiatra e specialista in Ortognatodonzia e la dottoressa Miolì Chiung psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale con specializzazione nell’ambito minori e famiglia, di fornirci qualche utile indicazione per cominciare al meglio.

Dottor Scribante, quali accorgimenti usa per accogliere un bambino alle prime esperienze dal dentista?

La prima visita odontoiatrica è di fondamentale importanza, perché è in quella sede che si stabiliscono circuiti virtuosi che portano il paziente a tornare senza angoscia alle visite successive e ad accettare consapevolmente gli eventuali trattamenti. Alcuni semplici accorgimenti possono aiutare il clinico nel suo lavoro.

Il tempo è il primo accorgimento. La visita non deve essere sbrigativa ma deve essere molto rapida per evitare di stressare troppo il paziente che è già preoccupato per l’elemento “novità”.

Il secondo accorgimento è di evitare di sottoporre a terapie il soggetto già in prima visita, se non nei casi di reale necessità, per evitare di perdere la collaborazione per le visite future.

Il terzo è costituito da rinforzi motivazionali positivi, del tipo “Vedo che ti sei impegnato a lavare i denti e noi ti insegneremo come migliorare”, per aumentare la sicurezza in se stessi e la propria autocoscienza.

Come lo aiuta a tranquillizzarsi?

Il miglior strumento per tranquillizzare il paziente pediatrico è far accettare l’odontoiatra infantile tra le figure rutinarie. Evitare di caricare le sedute di ansia, già da casa, è l’aiuto maggiore che può essere dato al curante. Senza sminuire le cure ma senza circondarle di un alone di mistero o inquietudine.

Entrare nella quotidianità è il gradino successivo per ottenere la migliore collaborazione anche in bambini scarsamente inclini ai trattamenti. Lavorare senza fretta e accompagnare il piccolo paziente alternando terapie più impegnative a sedute più semplici aiutano il piccolo a sviluppare una maggior tranquillità nel proprio rapporto con il curante.

Quali suggerimenti lascia ai genitori per l’igiene e i controlli?

Tre accorgimenti sono cardinali nel costruire la piramide della salute orale del paziente pediatrico.

Il primo riguarda l’attenzione all’igiene orale. Per aiutare il piccolo paziente a cooperare nel modo corretto, sono importanti le sedute professionali con l’igienista dentale sia per educare alle corrette metodiche da applicare a casa, sia per effettuare procedure di rimozione della placca e del tartaro, che sono già presenti anche in età pediatrica.

Il secondo suggerimento riguarda la cura conservativa degli elementi dentari. Rientrano in questa famiglia di prestazioni sia le sigillature occlusali dei solchi nei primi molari permanenti (se sono sani), sia le procedure di detersione e ricostruzione degli elementi dentari. In linea di massima i permanenti vanno sempre curati, mentre i decidui vanno valutati in base all’età e allo stadio della permuta.

Terzo caposaldo è il monitoraggio ortodontico dell’occlusione. Già dai 4-6 anni è importante sottoporsi a controlli regolari (con cadenza variabile in base all’età per piccolo paziente) con lo Specialista che, se l’occlusione risultasse meritevole di approfondimenti diagnostici, prescriverà esami radiografici o meno per valutare l’occlusione. In seguito allo studio del caso potrà essere prevista una eventuale apparecchiatura ortopedico-funzionale (con lo scopo di armonizzare muscoli e basi scheletriche).

Tali interventi possono essere effettuati solo entro e durante il picco di crescita del soggetto, pertanto è importante non aspettare troppo a sottoporsi ai controlli per limitare i rischi di una ridotta o mancata risposta alla terapia. Diversi sono invece i movimenti ottenibili dalle apparecchiature multibracket (con lo scopo di ottenere il riallineamento dei denti) che possono essere effettuati senza particolari limiti di età, ma che sono più efficaci e meno invasivi se il paziente ha le basi scheletriche armoniche tra loro.

Alla dottoressa Miolì Chiung, psicologa e psicoterapeuta, abbiamo chiesto, invece, come aiutare concretamente il bambino prima della visita.

Dando per scontato che la prima visita dal dentista avvenga in età prescolare, entro i 6 anni, ci sono piccoli utili consigli che facilitano il compito di mamma e papà.

Per preparare un bambino alla prima seduta dal dentista è importante che questa comunicazione abbia una valenza positiva. Va ricordato che i bambini percepiscono le nostre emozioni, come paura e ansia, in quello che diciamo e nel modo in cui ci comportiamo.

Parlare a un bambino in chiave spiritosa e giocosa lo preparerà ad andare dal dentista più serenamente. È preferibile quindi evitare frasi del tipo: “Vedrai che non ti farà male! Non è cattivo il dottore!” che hanno già al loro interno un valore negativo.

Allora sì alle storie che danno al dottore una connotazione magica: “Il dottore con i super poteri! Il dottore amico della fatina dei denti!” che faranno vivere al bambino una avventura.

 

di Redazione Family Health

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