Quando lo stomaco è in fiamme…

di Giorgio Donegani, tecnologo alimentare

L’autunno: stagione magica per chi si incanta di fronte alla poesia dei suoi colori, per chi si perde nella dolce malinconia che precede l’inverno… ma stagione “maledetta” per i moltissimi poveri di spirito che vedono in questo periodo soprattutto il puntuale riacutizzarsi di gastrite e bruciori di stomaco. Eppure, per ritrovare pace e serenità può bastare anche solo un po’’ di attenzione in più a tavola…

 

 

Ecco: non sono passati nemmeno venti minuti dal pranzo, e inesorabilmente puntuale lo stomaco comincia a lamentarsi. Ancora più del senso di pesantezza che si accompagna al classico “abbiocco” è il bruciore a dare fastidio: un fuoco in mezzo al petto spesso accompagnato da rigurgiti acidi e, nei casi più fastidiosi, da un dolore forte e insistente alla bocca stomaco, che può estendersi al collo e persino alla schiena e all’addome. E poi c’è chi dice che non esistono più le mezze stagioni: per il nostro organismo ci sono eccome… e si fanno sentire in modo tutt’altro che piacevole.

Peraltro, le cause del malessere possono essere varie e diverse: di natura nervosa, ma anche fisica, e su entrambe è possibile agire con l’alimentazione.

Poche semplici regole, ma importanti

Per tenere a bada bruciori e difficoltà digestive senza buttarsi subito sui farmaci più classici, poche regole generali permettono di ottenere ottimi risultati:

  • mangiare poco e spesso, spezzettando la giornata alimentare in frequenti piccoli pasti ed evitando di riempire lo stomaco a pranzo e a cena.
  • Evitare le bevande che favoriscono l’acidità e il riflusso: prime tra tutte gli alcolici, ma anche il caffè, perché gli acidi che contiene, insieme ai grassi che vengono estratti con la preparazione, peggiorano la situazione. Tra i succhi di frutta sono quelli di arancia e pompelmo a dare più facilmente disturbi, meglio quindi evitarli.
  • Evitare anche i cibi molto speziati, in particolare quelli pepati, perché il pepe, a differenza del peperoncino, svolge un’azione irritativa meccanica sulla mucosa dello stomaco. Sempre a proposito di aromi, è da evitare anche la menta, per la sua capacità di stimolare la produzione dei succhi gastrici acidi.
  • I grassi hanno un comportamento ambiguo: il burro tende a peggiorare la situazione favorendo il rigurgito, mentre l’olio extravergine di oliva non ha particolare influenza sulla digestione, a patto soltanto di consumarlo a crudo: un no secco invece alle fritture che aggravano inesorabilmente i sintomi del bruciore.

Anche alcuni consigli rispetto alla postura si possono rivelare preziosi:

  • evitare di sdraiarsi (in particolare sul fianco sinistro) subito dopo mangiato.
  • Non indossare indumenti troppo stretti, che posso costringere ulteriormente lo stomaco.
  • Tenere la testa un po’ sollevata (utilizzare magari due cuscini invece di uno solo) quando ci si corica per dormire, in modo che la posizione del corpo contrasti la risalita dei succhi gastrici.

Nel caso i disturbi siano molto fastidiosi, è bene comunque rivolgersi al medico, che potrà valutare l’eventuale ricorso a farmaci antiacidi.

Le attenzioni a tavola

La scelta delle portate deve mirare alla massima digeribilità e a ridurre al minimo la permanenza del cibo nello stomaco. Per ottenere questi risultati, bisogna scegliere alimenti di per sé facilmente digeribili, come il pesce o il riso, e occorre tenere presenti alcune indicazioni dietetiche rispetto alla cottura e al modo di preparazione:

  • come detto, la frittura è da evitare, mentre la cottura a vapore, la lessatura e quella saltata risultano sicuramente più leggere.
  • Gli alimenti naturalmente ricchi di grassi come i formaggi grassi e i salumi impegnano parecchio lo stomaco e vanno ridotti al minimo.
  • Anche gli alimenti proteici devono essere assunti con qualche limitazione perché stimolano fortemente la produzione di acido cloridrico nello stomaco; un buon consiglio è quello di sostituire, in questo periodo, la carne con yogurt, ricotta o formaggi freschi (più magri), che tendono a tamponare l’acidità gastrica.
  • A proposito di proteine, un ulteriore suggerimento per assecondare al meglio i nostri ritmi biologici, è quello di separare il consumo dei cibi a maggior contenuto di carboidrati, da quelli più ricchi di proteine: pasta e riso si digeriscono meglio a pranzo, mentre uova, pesce, carne e formaggio sono più indicati per la cena serale.
  • Per facilitare il lavoro digestivo, può essere poi consigliabile assumere alimenti in forma liquida (minestra) o di purea, o, ancora, di mousse o julienne: sminuzzati finemente i cibi offrono una maggiore superficie ai succhi digestivi che agiscono più rapidamente.
  • L’introduzione di fibre, infine, oltre a ridurre il tempo di permanenza del cibo nello stomaco esercita un certo effetto protettivo sulle pareti gastriche.
  • Un ultimo consiglio pratico, che però può essere d’aiuto: tra i frutti da portare in tavola, la banana merita particolare attenzione perché agisce sulle pareti gastriche, stimolando la produzione di uno strato di muco capace di proteggerle dall’azione dell’acido cloridrico e dalla pepsina.  Per quanto riguarda le verdure, invece, è apprezzata nella medicina tradizionale la verza: difficile da digerire se assunta come alimento solido, è considerata tra i rimedi più efficaci per contrastare l’ulcera dello stomaco se se ne beve il succo centrifugato.
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