Il neonato prematuro: un bambino piccolo e speciale

di Giovanni Corsello, Professore Ordinario di Pediatria

Il 17 novembre è la giornata dedicata in tutto il mondo al neonato pretermine, comunemente detto neonato prematuro. Perché oggi è così importante parlare di prematurità, dei problemi e dei bisogni dei neonati che nascono prima del termine della gravidanza e delle loro prospettive di salute a medio e lungo termine?

 

 

Le risposte a questo quesito sono almeno 3.

SEMPRE PIU’ NEONATI PRETEMINE – Ogni anno in Italia nascono quasi 5000 neonati estremamente pretermine (sotto le 28 settimane di gestazione), 1 bambino ogni 100 è prematuro e il numero (sia in assoluto sia in percentuale) continua a crescere in Italia, ma non solo. Come mai? Le cause sono principalmente 3:

  • la diffusione della procreazione medicalmente assistita per il trattamento dell’infertilità,
  • l’età media sempre più avanzata delle donne al momento del concepimento,
  • una minor cura della gravidanza, soprattutto negli ambiti a maggior rischio sociale come quello delle donne migranti.

Perchè si partorisce prima? Leggi Parto prematuro, cosa si può fare?

I BAMBINI PREMATURI NON SONO TUTTI UGUALI – I nati nelle settimane che precedono di poco il momento del termine della gravidanza (i cosiddetti late preterm) sono diversi dai bambini che nascono con età gestazionali molto anticipate e con peso alla nascita molto o estremamente basso. Questi ultimi hanno problemi respiratori, cardiologici, nutrizionali e neurologici più gravi, che richiedono assistenza in terapia intensiva per periodi anche molto lunghi.

Sino a 20 o anche a 10 anni fa la probabilità di sopravvivenza di un neonato prematuro era limitata; oggi oltre il 90% di coloro che nascono con un peso inferiore a 1500 grammi (1,5 kg!) sopravvive e sopravvive sempre meglio, con un rischio progressivamente minore di disabilità permanenti. Tutto ciò è il frutto di modalità di intervento sempre più efficaci, della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica.Il bambino prematuro ha bisogno di un approccio di cure e di una presa in carico individualizzato, arricchito dal supporto attivo e prezioso dei genitori. Ha bisogno di essere seguito e controllato nei mesi e anche negli successivi alla dimissione, per valutare le modalità di crescita e di sviluppo e per cogliere precocemente l’insorgenza di eventuali disordini che rendano necessari interventi tempestivi di ordine medico, chirurgico o riabilitativo.

SERVONO RISORSE PER GARANTIRE SOPRAVVIVENZA SENZA DISABILITÀ – In tempo di contrazione delle risorse finanziarie e di personale del comparto sanitario, per la congiuntura economica sfavorevole in cui viviamo, bisogna contrastare con forza il rischio che la sostenibilità del sistema sanitario metta a repentaglio servizi e prestazioni erogate in favore dei soggetti fragili come i neonati pretermine. La sostenibilità del sistema sanitario non può interferire con la necessità di garantire a chi ne ha bisogno interventi sanitari anche costosi, se questi sono indispensabili per la sopravvivenza e per la salute. Sul piano etico, inoltre, il diritto alla salute va garantito a tutti indipendentemente dalla regione di nascita o di appartenenza, come recita anche la nostra Costituzione.

Sempre più neonati pretermine, sempre più neonati pretermine che sopravvivono e che sopravvivono senza problemi o disabilità permanenti. Tutto questo deve costituire oggetto di interesse condiviso tra famiglie, operatori sanitari e istituzioni. Fare squadra, realizzare un network solidale e operoso intorno ai bisogni del neonato pretermine e delle loro famiglie, coinvolgere realtà ospedaliere di area materno-infantile e servizi territoriali, promuovere la ricerca e la formazione orientata verso i temi della prematurità sono alcuni degli obiettivi che la giornata mondiale della prematurità deve porsi in modo concreto, raccogliendo le forze più vive e più sane della nostra società.

 

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