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Apparecchio per i denti, arrivano gli apparecchi elastodontici per i più piccoli

27 novembre 2017

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di Laura Strohmenger, Professore ordinario Malattie Odontostomatologiche

Se fino a ieri adolescenza faceva “rima” con apparecchio per i denti, oggi gli apparecchi elastodontici stanno rivoluzionando l’ortodonzia. Nati per le esigenze dei più piccoli gli apparecchi elastodontici consentono di avviare una terapia precoce davvero efficace ben prima della pubertà. Scopriamo insieme di cosa si tratta e quando è opportuno sottoporre il proprio bambino alla prima visita ortodontica. È solo una questione estetica o anche di salute della bocca?

Malocclusione

La malocclusione è un’anomalia nel corretto combaciamento fra l’arcata dentaria superiore e quella inferiore. Al di là delle influenze ereditarie, le cause della malocclusione sono molto spesso legate ad alterazioni funzionali, come le scorrette modalità di respirazione e/o di deglutizione, o ad abitudini viziate, come il succhiamento del pollice o del ciuccio. L’ortopedia dento-facciale si occupa della diagnosi, prevenzione e trattamento della malocclusione nei soggetti in crescita. Da qualche anno sono disponibili soluzioni più adatte alle esigenze di bambini anche molto piccoli, che permettono di attuare terapie efficaci, pratiche e sicure molto precocemente, ben prima dell’eruzione dei denti permanenti.

Quando iniziare una terapia ortodontica

È solo una questione estetica o l’avere “i denti storti” può incidere sulla salute della bocca? Sono domande che ogni genitore si pone non appena intorno ai 6 anni cominciano a spuntare i primi denti permanenti che però non sempre sembrano essere perfettamente in ordine.

Le terapie ortodontiche vengono di norma posticipate all’età di 7-8 anni, quando il bambino ha già metà dei denti permanenti in arcata. Il razionale è cercare di ottimizzare la correzione di alterazioni di posizione/dimensione della mascella e della mandibola, combinando anche l’allineamento degli incisivi per motivi estetici.

La malocclusione è spesso la manifestazione visibile di disturbi funzionali sottostanti presenti fin dai primi anni di vita a 3-4 anni. Se lasciati agire indisturbati, essi creano uno squilibrio che condiziona negativamente la crescita dei mascellari e l’eruzione dei denti. Il bambino a 7-8 anni si ritroverà ad affrontare problematiche più complesse e che richiederanno terapie più invasive, prolungate e costose.

Cause della malocclusione

Il periodo tra i 3 e i 5 anni è un’età fondamentale per lo sviluppo del bambino, della sua bocca e per l’organizzazione della successiva dentizione permanente. In questa fase maturano tutte le principali funzioni connesse direttamente o indirettamente al cavo orale: deglutizione, masticazione, respirazione, fonazione. La crescita della bocca e delle arcate dentarie viene guidata dalle forze esercitate da lingua, labbra e guance. Il corretto equilibrio  garantisce uno sviluppo armonico della forma delle arcate dentarie e un corretto allineamento degli elementi dentari. Uno squilibrio di tali pressioni produce, al contrario, alterazioni con effetti negativi tanto maggiori quanto più precoce e intensa è l’attività della/e disfunzione/i.

La respirare orale, la deglutizione atipica in cui la lingua spinge tra gli incisivi superiori ed inferiori, il succhiamento del dito o del pollice, sono solo alcuni dei disturbi che molti bambini hanno in età prescolare. Più del 50% dei bambini tra i 3 e i 5 anni hanno uno o più disturbi funzionali: di questi il 30% già presenta segni di malocclusione come inversioni del morso, eccesso di spazio tra le arcate dentarie o assenza di contatto anteriore fra la mascella e la mandibola.  

Tra le principali cause di malaocclusione vi sono

  • la respirazione orale con la bocca,
  • la deglutizione atipica in cui la lingua spinge tra gli incisivi superiori e inferiori e
  • il succhiamento del dito o del cuccio.

Il distretto oro-facciale presenta inoltre collegamenti anatomo-fisiologici, e quindi anche patologici, con distretti, strutture e organi più o meno contigui: le vie aeree, l’orecchio, il carrefour aero-digestivo, la muscolatura mimica facciale e del collo e il sistema posturale. La terapia ortopedica precoce della malocclusione si inserisce dunque all’interno di un programma di “global health care” che comprende la salute del cavo orale e il benessere psico-fisico del bambino di oggi e dell’adulto di domani: l’associazione tra apnee notturne o problemi posturali da una parte e malocclusione dall’altra sono solo alcuni esempi.

La terapia precoce è indirizzata anche verso quelle anomalie dento-scheletriche primariamente legate a fattori genetico-costituzionali, che normalmente vengono affrontate in epoca più tardiva, ma che, per la loro particolare gravità, meritano un primo intervento in epoca precedente. In questi casi, l’intervento terapeutico non va inteso come mezzo risolutivo, quanto piuttosto come metodica di prevenzione secondaria di complicanze quali traumatismi dentali, lesioni parodontali, abnormi deviazioni della crescita cranio-facciale.

Quando mettere l’apparecchio

L’intervento terapeutico, qualora richiesto, dovrebbe essere attuato il prima possibile, ovvero a 3-5 anni.

L’età prescolare è una fase di intensissimo rimodellamento e apprendimento neuro-muscolare. Questi meccanismi sono molto plastici prima dei 6 anni e tendono via via a consolidarsi nelle fasi successive, divenendo più difficili da modificare. Ecco perché il trattamento va attuato al primo manifestarsi della malocclusione o delle disfunzioni associate. Il rischio è di dover poi modificare la bocca del bambino in funzione degli squilibri funzionali, ormai difficilmente correggibili, con terapie più complesse e costose, per le quali vi anche un costo biologico da pagare (ad esempio estrazione di denti permanenti o interventi chirurgici).

Il Ministero della Salute raccomanda  un iniziale bilancio della salute del cavo orale a 3-4 anni e l’attuazione precoce di provvedimenti volti ad intercettare la malocclusione ben prima che il bambino compia 6 anni (www.salute.gov.it).  

Apparecchi elastodontici, la soluzione per i più piccoli

I dispositivi elastodontici sono apparecchi mobili progettati al computer e costruiti in materiale molto morbido, tipo silicone o PVC, molto ben tollerato dal paziente e che non richiede particolari accorgimenti di manutenzione .

L’estrema versatilità ne giustifica l’indicazione elettiva nella fascia d’età di 3-5 anni: essi promuovono la correzione di abitudini viziate (ad esempio, succhiamento del dito o cuccio) e, nello stesso tempo, permettono di iniziare a correggere eventuali schemi di crescita scorretta dei mascellari, dal momento che agiscono simultaneamente sull’arcata superiore ed inferiore. Possono essere utilizzati anche come sostituti del ciuccio nell’interruzione dell’abitudine al succhiamento non nutritivo.

Terapia più snella con gli apparecchi elastondotici

La terapia con gli apparecchi elastodontici dura in media 8-12 mesi.

In questo periodo l’apparecchio va indossato di notte, mentre il bambino dorme, e 2-3 ore durante il pomeriggio, in intervalli di 15-20 minuti. I primi risultati clinici sono normalmente visibili già nei primi mesi della terapia.  I controlli vanno eseguiti all’inizio ogni 6-7 settimane, per verificare la collaborazione del bambino, e possono essere anche effettuati a distanza, per telefono o mail dal momento che il genitore stesso può facilmente verificare e riferire eventuali problematiche allo specialista.

Tutto questo rende estremamente accettabile la terapia sia per i piccoli pazienti sia per i genitori.

Correggere precocemente le disfunzioni e riequilibrare la crescita orale significa, dunque, far riprendere uno sviluppo armonico dento-scheletrico, garanzia di risultati migliori e più stabili perché frutto della ripresa del naturale e fisiologico potenziale di crescita del bambino. I dispositivi elastodontici permettono di affrontare queste problematiche nei primissimi anni di vita in modo sicuro ed efficace, offrendo una grande chance ai nostri bambini.

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