10 dicembre: 69^ Giornata Mondiale dei diritti dell’Uomo. Diritti lontani, anche per la salute

10 dicembre: 69^ Giornata Mondiale dei diritti dell’Uomo. Diritti ancora troppo lontani per l’uomo e per la sua anche per la sua salute. Viviamo il dramma delle guerre e quello dei profughi, popolazioni in fuga a causa della guerra e della fame. Le donne muoiono per mano degli uomini che hanno amato e i bambini vengono schiavizzati e stuprati. La prevenzione non è facile come dovrebbe e il divario sanitario tra Nord-Sud crea malati di serie A e di serie B.

Siria

In Siria i bambini muoiono tra le braccia delle madri, scivolano via dalla vita senza una ragione. In Siria, ad esempio, le persone diventano profughe per dare una speranza ai loro figli, scappano in Europa ma poi rimpiangono la guerra, perché per loro, in Europa, non c’è niente.

Unicef

L’Unicef lancia l’allarme: in Siria i numeri sono da genocidio, non si contano più i bambini morti nell’indifferenza mondiale. Negati anche i diritti alla salute, ad esempio le donne partoriscono spesso tra gli ulivi senza un’assistenza medica.

And today the millions cry. We eat and drink while tomorrow they die” U2 (Sunday, Bloody Sunday)

Rispetto dei diritti umani, pilastro della società

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 10 dicembre ha ricordato: “Il senso della Giornata dei diritti umani, celebrata oggi in tutto il mondo per ricordarci che il rispetto per la dignità umana e la promozione dei principi di uguaglianza e giustizia costituiscono i pilastri di una società giusta, capace di rispettare le differenze e di valorizzare il contributo che ciascuno offre al benessere generale”.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo fu proclamata nel 1948 dall’Assemblea Generale, fu considerata come il primo passo nella formulazione di una futura “Carta internazionale dei diritti dell’uomo”, il cui valore fosse sia giuridico che morale.

Rispetto dei diritti umani, pilastro della società

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 10 dicembre ha ricordato: “Il senso della Giornata dei diritti umani, celebrata oggi in tutto il mondo per ricordarci che il rispetto per la dignità umana e la promozione dei principi di uguaglianza e giustizia costituiscono i pilastri di una società giusta, capace di rispettare le differenze e di valorizzare il contributo che ciascuno offre al benessere generale”.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo fu proclamata nel 1948 dall’Assemblea Generale, fu considerata come il primo passo nella formulazione di una futura “Carta internazionale dei diritti dell’uomo”, il cui valore fosse sia giuridico che morale.

Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

La Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è stato il primo strumento internazionale a sancire il godimento del miglior stato di salute come un diritto fondamentale di ogni essere umano (“il diritto alla salute”).

Il diritto alla salute è un diritto umano riconosciuto dal diritto internazionale dei diritti umani. Il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, è ampiamente considerato come lo strumento centrale della protezione del diritto alla salute e riconosce: “il diritto di ogni individuo a godere del miglior stato di salute fisica e mentale”.

La disuguaglianza non aiuta la prevenzione, soprattutto quella oncologica

Il diritto alla salute è sancito in numerosi trattati internazionali e regionali sui diritti umani. Il quadro che emerge dal Rapporto dell’Osservatorio civico sul federalismo in sanità edizione 2016, presentato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato denuncia che a seconda di dove si vive cambiano i tempi di attesa, i costi del ticket, le coperture vaccinali, la rapidità di risposta del sistema di emergenza e la diffusione degli screening oncologici.

Il Monitoraggio civico delle strutture oncologiche italiane, realizzato dal Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva nel 2016, nel 42% delle strutture occorrono in media 15 giorni per l’inserimento di farmaci oncologici innovativi nel Prontuario Terapeutico Ospedaliero (PTO). Ci sono poi strutture sanitarie che impiegano dai 2 ai 3 mesi (7%) e fino a 120 giorni, cioè 4 mesi (9%), per inserire farmaci innovativi dopo l’approvazione nazionale.

Aumenta il divario Nord-Sud, con riflessi pesantissimi anche sull’aspettativa di vita

Il Sud, con minori risorse economiche, è gravato dalla scarsa disponibilità di servizi sanitari e di efficaci politiche di prevenzione. Questa disparità di accesso all’assistenza si riflette in modo sempre più evidente sulla salute delle persone: al Sud è molto più alta la mortalità prematura sotto i 70 anni di vita, indicativo secondo l’OMS dell’efficacia dei servizi sanitari.

“Serve subito un programma di azione per il contrasto alle disuguaglianze in sanità che aggredisca la questione del profondo rosso per il diritto alla salute al sud; per la riduzione delle iniquità che attraversano tutto il nostro paese, nelle regioni benchmark e non, dalle periferie urbane alle aree interne – dichiara Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva – Serve un piano che abbia obiettivi, azioni, tempi precisi e un sistema di monitoraggio, condiviso tra Stato e Regioni, con il coinvolgimento delle organizzazioni civiche e dei professionisti socio-sanitari – continua Aceti – Italia continua ad essere spaccata in due, aumentano le regioni che non sono in grado di rispettare i livelli essenziali di assistenza, nonostante l’affiancamento dei Ministeri preposti. Aumenta l’incoerenza tra il livello di qualità e accessibilità ai servizi e il livello di tassazione, i piani di rientro hanno prodotto effetti dal punto di vista economico ma in troppi casi non hanno centrato l’obiettivo della riqualificazione dei servizi. È evidente che così le cose non possono più andare avanti”.

Liste di attesa in aumento, non solo al Sud

I tempi di attesa sono da record. Al Nord si aspettano 4 mesi per una mammografia e al Sud più di 5. Per una colonscopia 93 giorni al sud, 109 al Centro e 50 giorni al nord. Sono in particolare i cittadini di Abruzzo, Basilicata, Campania, Liguria, Marche, Puglia a segnalare, lo scorso anno al Tribunale per i diritti del malato, il problema delle difficoltà di accesso alle prestazioni a causa delle liste d’attesa.

Ticket e superticket

L’importo del ticket varia di regione in regione. Ad esempio, per una visita specialistica si passa dai 16,5 euro delle Marche ai 29 del Friuli Venezia Giulia, per l’analisi dell’ormone della tiroide (TSH) si passa dai 5,46 della Liguria ai 13,22 della Sardegna. Per quanto riguarda il superticket sulla ricetta, solo Basilicata, Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano non lo applicano, 8 Regioni (Abruzzo, Liguria, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) applicano la quota aggiuntiva di 10 euro su ogni ricetta, le restanti applicano misure alternative alla quota fissa.

di Redazione Family Health

 

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