Le notti insonni degli adolescenti: come intervenire?

di Maura Manca, psicologa e psicoterapeuta

 I ragazzi di oggi dormono troppo poco e male. I genitori non possono passare le notti insonni a monitorare i figli che non si rendono conto di quanto non dormire influisca negativamente sull’umore e sul rendimento scolastico.

 

 

Il sonno è un elemento fondamentale per mantenere attive la concentrazione, l’attenzione e la memoria. Dormire bene permette di avere delle prestazioni migliori durante la giornata, ed è fondamentale anche per il successo scolastico. Riposare poco o male, inoltre, influisce sull’umore dei ragazzi rendendoli nervosi, svogliati o insofferenti; non si riesce a recuperare le energie e si rischia di accumulare stress in eccesso.

Non sono una notte, un fine settimana o qualche sgarro nei periodi di vacanza a far male, ma la continuità e le cattive abitudini dei ragazzi di oggi. Sono tante, infatti, le attività notturne degli adolescenti che incidono negativamente sulla loro salute: guardano serie tv o programmi fino a tarda notte, giocano ai videogiochi, inviano messaggi, controllano le notifiche, chattano e postano, fino al disordine, sono spesso pieni di oggetti, roba da vestire, cuscini, pupazzi, tutto buttato sul letto, che impedisce il libero movimento notturno, che cadono per terra e interrompono un sonno già di per sé qualitativamente scarso.

Come intervenire sulle cattive abitudini dei figli?

Obiettivamente, per un genitore, è veramente difficile monitorare un figlio 24 ore su 24, non può stare sveglio tutta la notte per cercare di fare la guardia al figlio. Alcuni papà e mamme, ricorrono al sequestro dello smartphone, del tablet o della Play Station dopo un certo orario, una sorta di coprifuoco per tenerli lontani dalla tecnologia nella notte e garantire qualche ora continuativa di sonno. Anche se l’impulso immediato può essere quello di sequestrare i dispositivi tecnologici per ridurne l’utilizzo, questa non è sempre la soluzione migliore.

E’ sicuramente importante monitorare i ragazzi: osservare i loro comportamenti e lavorare sul loro senso di responsabilità, cercando di stabilire insieme a loro dei compromessi, intervenendo in modo più diretto  solo quando ci si rende conto che non riescono a stare dentro i confini e a rispettare i limiti.

Bisogna parlare con loro e spiegargli che, anche se sembra normale e lo fanno anche gli amici, non fa bene alla loro salute. Non si devono imporre regole troppo rigide, si deve manifestare anche un po’ di elasticità e far vedere un’apertura a fare anche uno strappo alla regola se si vede collaborazione e buona volontà, per questo, si dovrebbero concordare insieme, modalità e tempi, magari adattandosi alle loro esigenze, per esempio nel fine settimana o durante le vacanze scolastiche, ovviamente, se anche loro hanno rispettato i patti.

Si deve insegnare ai figli l’autoregolazione, non si può fare sempre tutto per loro e abituarli che i ritmi della vita sono scanditi dal genitore. Se i ragazzi non imparano a farlo da soli, infatti, non svilupperanno mai quell’autonomia necessaria per essere indipendenti e avranno sempre bisogno di qualcuno che regoli dall’esterno le loro abitudini, attraverso l’utilizzo di rinforzi o punizioni.

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