Polar Express: credere anche a ciò che non si può vedere

di Alberto Pellai, psicoterapeuta

Un film di Robert Zemeckis. Durata: 100 minuti. Animazione – USA 2004 Film per tutta la famiglia.

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Trama

“A tua scelta” dice il capotreno al ragazzino incredulo fermo in piedi di fronte al Polar Express che si è fermato proprio davanti a casa sua per condurlo al Polo Nord. Il protagonista di questo bel film di Natale è un ragazzino ormai scettico su tutte le storie che si raccontano su Babbo Natale e non ha più voglia di preparare i biscotti per le renne perchè tanto poi non c’è niente di vero. Lui non ci crede più a tutte queste cose. Il capotreno gli dice “ho idea che questo sia il tuo anno decisivo” per credere o non credere e per questo lo invita a salire senza indugio a bordo. Lui si tira indietro e il capotreno non insiste, risale sul treno che si rimette in moto. Il bambino è solo di fronte a questa decisione e poi cambia espressione e decide che quel treno, comunque, non lo vuole perdere, si mette a correre e ci sale al volo. Il film è un incredibile viaggio tra i ghiacci, ricco di rocambolesche trovate, musiche e balli acrobatici, tutto con una grafica 3D che lo rende molto spettacolare. Sul treno ci sono altri bambini, con storie molto diverse e ognuno ha un biglietto dove il capotreno all’inizio del viaggio oblitera due lettere, in apparenza senza un significato particolare ma di cui solo alla fine si comprenderà la motivazione.

L’arrivo al Polo Nord è il coronamento di tutte le aspettative dei piccoli viaggiatori. I bambini vengono accolti da tutto ciò che popola le loro fantasie sul Natale: miriadi di elfi, una slitta con un sacco enorme carico di regali, le renne che volano e poi lui, il solo e unico Babbo Natale. I bambini possono toccare con mano tutto ciò che hanno sempre solo sperato fosse vero, ma il bambino protagonista del film non smette di porsi la domanda che lo tormenta: “vale davvero la pena credere?”. All’apparizione di Babbo Natale lui sembra l’unico a non riuscire a vederlo perchè tutti gli si mettono davanti. Poi succede un fatto apparentemente di poco conto: da una renna si stacca una campanella che finisce proprio davanti ai suoi piedi. Lui la prende in mano e nel caos generale decide di credere: “Io credo”. Lo dice più volte e poi muove la campanella vicino al suo orecchio e sente il rumore che da sempre sognava. Infatti, questo suono è un suono che possono sentire solo coloro che credono ancora nella “magia del Natale”. Non sono in grado di sentirlo gli adulti, mentre i bambini quasi sempre ci riescono. E finalmente ci riesce anche il piccolo protagonista di questa magnifica avventura. Babbo Natale dice al bambino “Questa campanella è un simbolo dello spirito del Natale, almeno quanto me, ma ricorda, il vero Spirito del Natale alberga nel tuo cuore”. E dopo questo incontro faccia a faccia con Babbo Natale è il tempo di tornare a casa per tutti i bambini,sempre a bordo del treno Polar Express che non è mai in ritardo. Basterà questo viaggio a regalare al piccolo protagonista la forza per credere allo spirito del Natale?  Riuscirà a sentire il suono della campanella per sempre?

Cosa ci insegna questo film

Il capotreno, quando congeda il ragazzino incredulo alla fine del viaggio gli rivela una cosa molto saggia sui treni: “ …l’importante non è dove vanno. L’importante è decidere di prenderli”. È questo è il messaggio più forte di questo film di Natale che affronta il tema della fede da una prospettiva totalmente laica. È una storia che parla a tutti, e affronta la sfida del credere aldilà della religione ma come domanda profonda presente in tutti gli esseri umani. Il film è un inno alla ricerca di senso, alla voglia di cogliere tutte le occasioni che la vita offre per allenare mente e cuore alla capacità di costruire pensieri profondi.

Il protagonista del film è un bambino intelligente che si pone un sacco di domande. Non si accontenta più delle storielle che papà e mamma gli hanno raccontato sulla magia del Natale. Lui si chiede se vale la pena credere in ciò che non si vede. È scettico perchè si accorge che tutto quello che parla del Natale attorno a lui è finto: nel Babbo Natale in vetrina si vedono gli ingranaggi e a lui non interessa fare foto con qualcosa di non vero. Lui ora ha bisogno di certezze, di scegliere con che sguardo osservare la realtà. Il capotreno, che è uomo di numeri con l’orologio sempre in mano, gli confida che nella vita più volte si è accorto di essere salvato da qualcosa o qualcuno che non si vedeva. “Alcune volte bisogna vedere per credere. Altre volte invece le cose più reali del mondo sono le cose che non si vedono”. Il ragazzo si fida di quest’uomo con la divisa che da sempre governa il Polar Express, ma non smette di essere incerto. Sono molti gli incontri che fa in questo viaggio, il più importante quello con gli amici. Con loro si mostra per quello che è e scopre così la prima magia del Natale: prendersi cura degli altri è qualcosa che rende più bella la vita. Poi incontra il personaggio che viaggia abusivamente sopra il treno, un cantastorie che compare e scompare misteriosamente ma che sa essere presente quando serve aiuto. E da ultimo Babbo Natale che lo sceglie come bambino a cui dare il primo regalo e lui non ha dubbi su cosa vuole. Lui chiede di poter tenere con sé la campanella per sempre, un oggetto simbolico che gli ricorderà di credere in ogni giorno della sua vita.

Questo è il regalo più bello che il Natale può fare a ciascuno, credente o non credente che sia: la fiducia nel potere dei legami che vanno oltre i pacchetti da scartare e le luci colorate. Credere che il bene e l’amore, sono un suono prezioso da conservare nella memoria, con la certezza che se li coltiveremo, renderanno ogni anno sempre più bella la nostra vita. Il simbolo del Natale è proprio questo suono lieve di campanella che ci fa compagnia e che dobbiamo custodire con cura. Se di fronte ai preparativi del Natale ci accorgiamo che non riusciamo più a sentire il suono di questa campanella, dobbiamo fermare tutto e metterci a pensare. Forse è il momento di risalire sul Polar Express per ricominciare a cercare.

Il messaggio del film

“Alcune volte bisogna vedere per credere. Altre volte invece le cose più reali del mondo sono le cose che non si vedono”

Le domande per riflettere dopo la visione del film

Il protagonista del film è un bambino che si pone molte domande e vuole soprattutto sapere se vale la pena credere a ciò che non si vede. Quanto anche voi vi ponete domande di questo tipo? Quali sono le cose che non si vedono in cui credete? Confrontatevi tra grandi e bambini e provate a vedere cosa vi accomuna e cosa vi differenzia.

Il bambino affida tutte le sue domande a una campanella che terrà con se per tutta la vita. Come vivete il Natale in casa vostra? Quali sono le tradizioni che portate avanti nella vostra famiglia? Quali sono per voi i simboli più importanti di questa festa?

Gli adulti presenti in questo film trattano i bambini in modo molto diverso: i genitori sono molto protettivi e preferiscono raccontare storielle magiche piuttosto che affrontare le domande del figlio più grande che si mostra sempre più scettico. Il capotreno non ha paura di lasciare il bambino solo: gli offre un’occasione e poi lascia a lui il compito di decidere se sfruttarla. Voi che tipo di genitori siete? Che messaggi date ai vostri figli sul Natale? E voi bambini che domande vorreste fare ai vostri genitori?

Il capotreno oblitera su ogni biglietto una parola specifica dedicata al bambino. Quale parola scrivereste sul biglietto di vostro figlio? E voi bambini, quale parola scrivereste sui biglietti di mamma e papà?

 

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