Solo nella legalità esiste la libertà. Via libera al Biotestamento

Solo nella legalità esiste la libertà”. Via libera al Biotestamento. Queste le parole di Beppino Englaro, papà di Eluana che ha tanto combattuto per avere una legge sul testamento biologico.

 

 

 

 

La legge è arrivata, lo scorso 14 dicembre. Approvata dal Senato con 180 voti a favore, 70 contrari e 6 astenuti.

Una legge che senza le lotte di Piero Welby, Beppino Englaro, Giovanni Nuvoli, Paolo Ravasin, Max Fanelli, Dominique Velati, Walter Piludu, Davide Trentini, Fabiano Antoniani e all’immenso lavoro dell’Associazione no profit per la libertà di ricerca scientifica e i diritti umani Luca Coscioni, non sarebbe stata possibile.

Senza il dolore delle loro battaglie che chiedevano la dignità per il fine vita non si sarebbe mai arrivati a un respiro di libertà per tutti.

La Chiesa

Anche Papa Bergoglio, pochi mesi fa, nella sua immensità per il rispetto umano, aveva affermato: “Oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona. Per questo la richiesta di un “supplemento di saggezza” e la rinuncia ai mezzi terapeutici quando non c’è proporzionalità”.

Alcuni punti contenuti nella legge

  • Diritto alle scelte terapeutiche e cure condivise: il paziente ha il diritto di rifiutare i trattamenti e revocare il consenso. Nelle situazioni di emergenza e urgenza “il medico e i componenti dell’equipe sanitaria assicurano le cure necessarie, nel rispetto delle volontà del paziente ove le sue condizioni cliniche e le circostanze consentano di recepirla”.
  • Possibilità di pianificare le cure: Il personale sanitario è tenuto ad attenersi a quanto stabilito nella pianificazione delle cure, qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità.
  • Le Dat, cioè, Disposizioni anticipate di trattamento: In caso di incapacità ad autodeterminarsi la persona attraverso le disposizioni anticipate di trattamento, può esprimere le proprie convinzioni in materia di trattamenti sanitari, indicando una persona di sua fiducia che lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Il medico “è tenuto al rispetto delle Dat, le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico stesso, in accordo con il fiduciario, qualora esse appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero sussistano terapie non prevedibili all’atto della sottoscrizione, capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita”
  • Come si esprime la propria volontà: “. Le Dat potranno essere fatte dal notaio, ma anche depositate presso i Comuni, e le Regioni potranno con propria normativa prevederne l’inserimento nel fascicolo sanitario elettronico. Le Dat potranno essere revocate o modificate in ogni momento.
  • Cosa è previsto in casi di minori: “Il consenso informato al trattamento sanitario del minore è espresso o rifiutato dagli esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore tenendo conto della volontà della persona minore, in relazione alla sua età e al suo grado di maturità, e avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita del minore nel pieno rispetto della sua dignità” e ancora“Nel caso in cui il rappresentante legale della persona interdetta o inabilitata oppure l’amministratore di sostegno, in assenza delle disposizioni anticipate di trattamento (Dat) o il rappresentante legale della persona minore rifiuti le cure proposte e il medico ritenga invece che queste siano appropriate e necessarie, la decisione è rimessa al giudice tutelare su ricorso del rappresentante legale della persona interessata o dei soggetti di cui agli articoli 406 e seguenti del codice civile o del medico o del rappresentante legale della struttura sanitaria”.
  • La legge non introduce né l’eutanasia né il suicidio assistito

Cosa Cambia?

Cambia che oggi il medico, con la legge in vigore, su volontà del paziente potrà non praticare trattamenti sanitari pur sapendo che il paziente potrebbe morire, perché la volontà del paziente deve essere rispettata.

Dove va a finire l’obiezione di coscienza?

Qualche medico potrà ancora dire: “non me la sento”, ma basterà aspettare un cambio turno in ospedale. Non ci sarà più spazio per un’obiezione perché quello che dovrà prevalere sarà solo e soltanto il rispetto della volontà del paziente.

di Redazione Family Health

 

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