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Asma, riconoscere l’asma e trattarlo

17 gennaio 2018

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di Alessandro Fiocchi, pediatra allergologo

L’asma è una malattia molto comune e in Italia è affetto di asma circa il 10% dei bambini. L’asma è la principale causa di assenze dalla scuola. Si tratta di una malattia ben controllabile con adeguate misure preventive e comportamentali, ma se non trattata può peggiorare e diventare cronica.

 

 

Di solito inizia durante i primi anni di vita, con sintomi caratterizzati da respiro sibilante e tosse insistente; tuttavia la malattia varia notevolmente per sintomi, frequenza e gravità tra un bambino e l’altro, e anche nello stesso bambino durante le varie età della crescita. I bambini che soffrono d’asma presentano un respiro “fischiante” e una tosse fastidiosa che non guarisce o che continua a ripresentarsi. La tosse disturba particolarmente durante la notte: molte volte è responsabile di notti insonni per il piccolo e per i genitori, con conseguenze poco piacevoli sulla qualità di vita. Ricordiamo che per molti bambini la tosse secca insistente spesso può essere l’unico sintomo di asma.

Riconoscere l’asma, “dimmi come tossisci e ti dirò che asma hai”

Se il bambino tossisce in modo fastidioso è bene rivolgersi al pediatra o allo specialista allergologo. In base alla storia clinica e alle caratteristiche dei sintomi, il medico potrà capire la vera natura dei disturbi respiratori del bambino. In particolare la tosse da sforzo e la tosse secca notturna sono forti indizi di asma. Se la diagnosi sarà quella, in base alla gravità dei sintomi e alla frequenza degli attacchi il pediatra potrà capire se il bambino soffre di:  

  • ASMA INTERMITTENTE: è il caso più frequente e si presenta con tosse e respiro fischiante sporadici e per breve tempo. I bambini in questo stadio giocano, mangiano normalmente, dormono tutta la notte senza sintomi; è però molto importante controllare la malattia fin da questa fase per impedire un suo aggravamento.
  • ASMA LIEVE PERSISTENTE: i sintomi tosse e asma interferiscono con le attività quotidiane, anche se in grado minimo. La frequenza delle crisi si aggira intorno a una-due per settimana e saltuariamente vi è asma notturno; se in questo stadio i bambini non vengono trattati adeguatamente, possono perdere giorni di scuola e spesso incontrano difficoltà nello svolgimento di esercizi fisici.
  • ASMA MODERATO/GRAVE: crisi frequenti, spesso notturne. I bambini non riescono a giocare né ad avere un’attività fisica normale, perdono parecchi giorni di scuola. Il respiro manca al punto che non sono in grado di mangiare o di parlare, le labbra diventano blu. Fortunatamente però l’asma grave interessa solo la minoranza dei bambini asmatici (non più del 5%), e anche in questo caso, le misure preventive e le cure mediche possono far condurre al bambino una vita pressoché normale.

Cosa può scatenare un attacco d’asma

Stimoli diversi possono scatenare la crisi asmatica:

  • allergie: polvere di casa, pollini, muffe, peli di animali (in particolare gatto);
  • infezioni, soprattutto da virus (raffreddore, influenza);
  • inquinamento atmosferico: fumo di sigaretta, gas di scarico delle automobili, forti odori e spray;
  • temperatura dell’aria: particolarmente se l’aria respirata è fredda e/o secca;
  • attività fisica: corsa, sport, risata o comunque sforzo fisico.

Questo non deve però impedire al bambino di giocare, fare sport o divertirsi!

Bisogna semplicemente curarlo con continuità, per permettergli di fare una vita completamente normale.

Cosa succede durante un attacco d’asma

La crisi d’asma si presenta in due fasi successive:

  • nella prima, la cosiddetta reazione immediata, la muscolatura bronchiale si contrae e le cellule mucose producono più muco;
  • successivamente, la parete delle vie aeree diventa edematosa e si ispessisce: questa è la fase infiammatoria lenta o ritardata.

È importante dunque tenere presenti questi due momenti della malattia: l’asma è una malattia infiammatoria cronica che va curata con costanza nel tempo.

Eliminare i fattore scatenanti l’asma

Il primo intervento deve mirare a rimuovere i fattori scatenanti l’asma. Alcuni suggerimenti devono essere seguiti da tutti i bambini che hanno avuto sintomi d’asma almeno una volta.

  • NIENTE FUMO – Evitare assolutamente il fumo attivo e passivo: i genitori non devono mai fumare in casa o in qualsiasi altro posto frequentato dai bambini.
  • ATTENZIONE ALLA POLVERE – Prendere le opportune precauzioni contro la polvere di casa, anche se è molto difficile da controllare; l’allergene principale della polvere è quello degli acari, animaletti microscopici che vivono nei letti, nei tappeti, nei peluche. È molto importante quindi che il bambino asmatico abbia il materasso e il cuscino ricoperto da speciali fodere anti-acaro, che il suo letto sia il più possibile lontano da terra, che le sue lenzuola siano lavate ogni settimana a 60° e che nella sua camera non ci siano tappeti, moquette, tendaggi pesanti, peluche. Gli acari vivono bene e si moltiplicano in ambienti caldi e umidi; ricordarsi quindi di aerare ogni giorno la camera da letto e di mantenere bassa l’umidità.
  • ANIMALI, MEGLIO DI NO…MA SE PROPRIO PROPRIO… Non tenere animali in casa e, se già ci sono, non farli mai entrare nella camera dove dorme il bambino né tanto meno farli salire sul letto.

In alcuni casi rimuovere i fattori scatenanti è impresa ancora più difficile.

  • Durante la fioritura estiva i pollini sono quasi dappertutto ed è pressoché impossibile evitarli; si può però aumentare la dose di farmaco preventivo durante la stagione dei pollini. A proposito di pollini e gite all’aperto ti può interessare anche In gita scolastica, “No tu no,…o forse SI!”
  • Ancora più difficile è poi evitare il raffreddore e le comuni infezioni respiratorie, specie per i bambini che frequentano il nido o le comunità. Per questo possono essere utili alcuni farmaci specifici come gli immunomodulatori, che rafforzano le difese immunitarie; essi possono essere utili a tutti i bambini, ma in particolare a quelli deboli di bronchi.

Trattamenti per l’asma

Nella maggior parte dei casi l’asma è lieve ed è facilmente controllato dai farmaci, ma può diventare grave se non è adeguatamente trattato. Indipendentemente dalle cause, il meccanismo di mantenimento dell’asma è l’infiammazione. Intervenire quando l’asma è lieve può voler dire non solo evitare le crisi, ma soprattutto evitare che la persistenza dell’infiammazione danneggi i bronchi e aggravi la malattia.

Per sapere i rischi che può correre un bambino con asma non trattato leggi anche  Asma, troppi i casi non trattati. Bambini a rischio

Non bisogna avere paura delle medicine. L’asma dev’essere curato con regolarità: in questo modo il vostro bambino potrà condurre una vita normale, il suo polmone crescerà bene e raggiungerà il massimo anche per le prestazioni sportive.

Possiamo distinguere due tipi di trattamento: preventivo e sintomatico.

Farmaci preventivi

I farmaci preventivi, devono essere usati con regolarità, possono richiedere settimane di tempo prima di fornire una copertura completa e non agiscono se la crisi è in atto ma, se assunti con regolarità, controllano la malattia e fanno sì che la crisi asmatica non si manifesti anche in presenza di stimoli. Se correttamente adoperati, dunque, essi preservano la salute ed evitano di dover ricorrere a farmaci più impegnativi, restituendo il bambino a una vita quotidiana normale.

Questi farmaci preventivi, quali gli steroidi topici, i cromoni ed il montelukast, sono calibrati alla mancanza di effetti collaterali e quindi possono essere assunti per lunghi periodi.

Farmaci sintomatici

I farmaci sintomatici sono i più importanti per governare ogni singolo episodio. Sono le “pompette” o gli aerosol, devono essere somministrati alla prima ombra di sospetto di sintomi. Così se il vostro bambino che ha asma si affanna quando corre, quando ride, quando si addormenta o quando si sveglia, va somministrato il broncodilatatore. Anche se solo ha tosse, fate lo stesso. Agire tempestivamente in questo caso vuol dire evitare un sacco di problemi.

Per sapere come fare l’aerosol al bambino utilizzando il distanziatore, guarda il video con i suggerimenti della dottoressa Elena Bozzola Il distanziatore, cos’è e come si usa

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