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II° Giornata Internazionale contro il bullismo. Come aiutare i nostri figli?

7 febbraio 2018

4316 Views

di Maura Manca, psicologa e psicoterapeuta

Essere vessati, presi in giro e isolati in maniera sistematica e intenzionale dai coetanei è un’esperienza che può favorire l’insorgenza di disagi in diverse aree dello sviluppo, ha conseguenze psicologiche ed esiti gravissimi sulle vittime, sia nel breve che nel lungo periodo, andando ad intaccare soprattutto la sicurezza in se stessi e l’autostima.

 

I ragazzi che vengono esclusi e prevaricati, in maniera sistematica, difficilmente riescono a dare un senso a ciò che subiscono, arrivano addirittura a vergognarsi e a volte a credersi in qualche modo colpevoli. Nonostante la sofferenza e le difficoltà che vivono, troppo spesso non raccontando agli adulti ciò che stanno vivendo, a volte perché hanno paura di non essere compresi, altre delle reazioni a catena, ma anche di rimanere soli, di essere considerati “spioni” e di non essere in grado di gestire i problemi da soli. Non ci si deve dimenticare che soprattutto durante la fase adolescenziale il gruppo, gli amici, il riconoscimento e l’accettazione degli altri passa in primo piano ed essere emarginati è fonte di profondo dolore.

Quali sono i segnali a cui fare attenzione?

  • CAMBIAMENTI DI UMORE E RENDIMENTO SCOLASTICO. Diventano più schivi e silenziosi, meno sorridenti e più insicuri. Possono lamentare sintomi come mal di testa, mal di pancia, febbre, dolori di varia natura. Possono dormire male, si risvegliano durante la notte, non riescono a prendere sonno e/o fanno incubi. Hanno difficoltà di attenzione e concentrazione per cui il rendimento scolastico può calare e sono più isolati e meno integrati degli altri.
  • CHIUSURA IN SE STESSI E ISOLAMENTO. Sono tendenzialmente più isolati, chiusi e sembrano quasi pensierosi. Sono meno integrati degli altri, spesso manifestano la mancanza di voglia di andare a scuola o fare sport e tendono a uscire poco perché i luoghi di aggregazione sono quelli in cui si manifesta maggiormente il bullismo. Possono essere più sensibili alle critiche e a volte avere dei cambiamenti di umore, da crisi di pianto a crisi di rabbia.
  • SEGNI FISICI: possono presentare graffi, lividi o strappi nei vestiti, che cercano di nascondere o giustificare con cadute, gesti goffi e sbadati, negando il coinvolgimento di altri coetanei.
  • DIMENTICANZE E PICCOLI FURTI: saltano la merenda o perdono spesso alcuni oggetti (materiale scolastico, braccialetti, oggetti personali). Talvolta, potrebbero chiedere o prendere di nascosto somme di denaro, anche piccole, che però non utilizzano per acquistare qualcosa per sé e, se scoperti, dicono di aver perso quei soldi.
  • CAMBIAMENTI NELL’USO DELLA TECNOLOGIA. Attenzione anche al cyberbullismo che spesso va di pari passo con il bullismo e si manifesta tendenzialmente nelle chat e nei social network. Vengono presi di mira anche nelle chat, isolati o messi in mezzo, questo genera anche isolamento e scarsa integrazione social, timore di entrare a far parte di una rete troppo grande da gestire e troppo ingiusta. In questi casi possono essere meno attaccati a smartphone e dispositivi tecnologici, come se avessero paura di trovare brutte sorprese o di leggere frasi negative su di loro, e cambiano umore quando ricevono notifiche sul telefono.
  • PROBLEMI DELL’APPRENDIMENTO. Oggi purtroppo si tende a prevaricare sempre più spesso i ragazzi che hanno un Disturbo Specifico dell’Apprendimento come la dislessia, discalculia o disgrafia perché vengono etichettati dai compagno come adolescenti avvantaggiati e facilitati dai professori. Paradossalmente i compagni vivono gli accorgimenti che devono essere messi in atto per dare gli stessi strumenti e le stesse condizioni ai ragazzi che hanno questi disturbi come una ingiustizia e se la prendono con chi ha un disturbo che ai loro occhi “non si vede” e sembra un vantaggio e una condizione ricercata intenzionalmente per studiare di meno.

Cosa fare quando il figlio racconta che è preso di mira dai coetanei?

  1. ASCOLTATE IN MANIERA EMPATICA, METTENDOVI NEI SUOI PANNI. Ascoltate il suo racconto in tutti i dettagli, per comprendere realmente le dinamiche e la gravità della situazione. Non intervenite subito, lasciate che si sfoghi e ascoltatelo: non ha bisogno di soluzioni nell’immediato, ma di contenimento.
  2. ATTENZIONE A REAZIONI CHE POSSONO FARLO CHIUDERE MAGGIORMENTE. Non bisogna avere reazioni esagerate, né di rabbia, né allarmistiche, né banalizzare quanto sta vivendo, ma trasmettergli sicurezza e fiducia. Accompagnatelo nel trovare una via d’uscita e rassicuratelo sul fatto che tutto questo avrà una fine.
  3. AIUTATELO A DIFENDERSI. E’ importante dirgli di non reagire alle provocazioni ed evitare situazioni in cui può essere messo in mezzo o rispondere con le stesse modalità, per non alimentare il fenomeno. Deve riuscire a far vedere che ciò che subisce non lo tocca e che si va avanti lo stesso.
  4. INSEGNATEGLI A NON PERDERE LA FIDUCIA IN SÉ E NELL’ALTRO. E’ fondamentale ricreare un sostegno per non farlo sentire solo. Anche se è difficile, bisogna fargli capire che non si deve chiudere, che può riprendere le relazioni con gli altri perché non tutti sono cattivi e violenti, ma ci sono anche coetanei su cui poter contare e creare un legame d’amicizia.
  5. COMBATTETE LA PAURA DI ANDARE A SCUOLA. Rassicurate vostro figlio sul fatto che la scuola è informata e cercherà di risolvere il problema; fategli capire che non deve farsi schiacciare dalla paura, perché c’è una soluzione, anche se a volte non è immediata.
  6. NON CANCELLATE LE TRACCE DELLE PREVARICAZIONI. In caso di cyberbullismo, spiegategli che è importante non cancellare le tracce (messaggi, post o materiale che si trova in rete) sui social o sulle chat e mettervi al corrente su tutto ciò che accade per intervenire tempestivamente.

Ul figlio ha bisogno di sapere che può contare su di voi e che siete pronti a combattere al suo fianco. Solo in questo modo riuscirà ad aprirsi, ad avere fiducia in voi e qualsiasi cosa gli succederà voi sarete sempre informati.

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