Prima mestruazione e depressione, uno studio svela (forse) la correlazione

di Mauro Bozzola, Professore Ordinario di Pediatria

L’età della prima mestruazione e depressione sembrano in qualche modo correlate. Anzi, la precocità di comparsa della prima mestruazione (menarca) potrebbe favorire l’insorgenza di depressione nelle adolescenti. Ad affermarlo uno studio finanziato dal National Institutes of Health (NIH) britannico, che ha valutato i comportamenti a rischio di circa 8.000 adolescenti dal 1994 al 2008.

 

Nello studio è stata valutata l’associazione tra l’età al menarca, i sintomi depressivi ed il comportamento antisociale delle adolescenti di cui erano disponibili i dati a lungo-termine. I risultati hanno consentito di evidenziare un’associazione significativa tra l’età precoce del menarca ed i sintomi depressivi delle ragazze in epoca adolescenziale. La depressione sembra svilupparsi nel corso dell’adolescenza, ma la vulnerabilità permane per i successivi 15 anni. Seppur di poco significativa, emerge inoltre la possibilità che il comportamento antisociale peggiori in età adulta nelle ragazze che hanno presentato un menarca precoce rispetto alle coetanee che hanno mestruato più tardi. I meccanismi patogenetici alla base di questa associazione non sono ancora chiari.

Qualche riflessione sullo studio

Vale però la pena fare alcune riflessioni sullo studio. Innanzitutto per delimitare i limiti cronologici della pubertà è stata utilizzata solo l’età della prima mestruazione, che rappresenta solo uno degli indicatori utilizzabili in questa fascia di età. I dati riferiti dagli adolescenti nei confronti dell’identificazione di sintomi depressivi e comportamenti antisociali non sono stati confermati dai rispettivi genitori per mancata disponibilità delle informazioni da parte loro. L’indagine, inoltre, è limitata alle ragazze e, di conseguenza, i dati potrebbero non essere riproducibili negli adolescenti di sesso maschile.

Come tutti gli studi pilota, è necessario che i dati di questa indagine vengano confermati nel corso di altre ricerche. Infine, è auspicabile l’estensione di questo studio agli adolescenti di sesso maschile per indagare più approfonditamente la relazione tra gli stati depressivi e l’adolescenza.

 

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