Telemedicina: alleata del paziente lontano

Telemedicina

di Alessio Pappagallo, Ufficio Stampa Value Relations

Il Fascicolo Sanitario Digitale personale (FSDp) ideato da Biomedia aiuta i cittadini ad archiviare la propria storia clinica e condividerla in tempo reale a distanza con medici e specialisti.

 

 

 

La telemedicina è l’insieme di tecniche mediche e informatiche che permettono la cura di un paziente a distanza o, più in generale, di fornire servizi sanitari da remoto. Rende possibile una diagnosi su un paziente che non è fisicamente nello stesso luogo del medico, attraverso la trasmissione di dati prodotti da strumenti di screening.

Uno strumento fondamentale soprattutto per chi vive in alta montagna, sulle isole, in aree con scarsa copertura ospedaliera e per tutte le persone che per motivi fisici, familiari o lavorativi, non possono spostarsi dalla propria città di residenza. Ottenere la migliore diagnosi e cura, infatti, è un diritto di tutti indipendentemente da dove vivano e la telemedicina è la risposta, riducendo lo stress e il disagio, quando possibile, di recarsi nelle strutture sanitarie.
In numerosi casi, il medico può dare indicazioni e contribuire al percorso diagnostico-terapeutico, senza incontrare il paziente in prima istanza, basandosi sulla storia clinica raccontata o raccolta dall’individuo (sintomi e disturbi), sugli esami svolti (referti e immagini diagnostiche) e sulla cartella clinica. Inoltre, accade che i pazienti necessitino di una seconda opinione o che, incontrando difficoltà nel proprio percorso diagnostico-terapeutico, scelgano di affidarsi alla telemedicina per ottenere il parere di uno specialista qualificato da remoto e in tempi brevi.
Uno strumento efficace solo se si dispone della propria storia clinica personale, referti e esami diagnostici in versione digitale.

FSDP di Family Health

Il Fascicolo Sanitario Digitale personale (FSDp) “Family Health” – pensato da Biomedia come banca dati protetta e riservata dove archiviare i documenti sanitari propri e della famiglia – si inserisce in questo processo garantendo sempre l’accesso alla propria cartella sanitaria e storia clinica. Disponibile al sito familyheath.it e a breve anche tramite App, è uno strumento di semplice utilizzo e consultazione. Basta registrarsi gratuitamente per iniziare a conservare i propri documenti clinici, catalogando gli eventi fisiologici e patologici, in rapporto al passato con l’intento di salvaguardare il futuro.
Nel “Cassetto documenti” il paziente può disporre in tempo reale di tutte le informazioni necessarie, a portata di mano, organizzabili in cartelle che raggruppano tutti gli eventi sanitari (visite, analisi, terapie), pronte per la condivisione con i medici di riferimento. Il Fascicolo Sanitario Digitale personale permette, quindi, di creare una sorta di “carta d’identità” della salute, aggiornabile nel tempo.
Uno strumento alleato della telemedicina che può portare vantaggi per il cittadino e un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale. Grazie alla cosiddetta e-health, infatti, è possibile ottenere una sensibile riduzione del numero e della durata dei ricoveri ospedalieri e del ricorso a prestazioni specialistiche ambulatoriali non sempre necessarie. Può rappresentare anche un dilazionamento dell’ingresso delle persone anziane nelle strutture protette assistenziali, perché monitorabili direttamente al proprio domicilio e un contenimento della spesa farmaceutica.

Quali sono gli ostacoli?

Eppure, ad oggi, nonostante la forte spinta per favorire l’attivazione dei servizi di tele-salute a livello governativo, si fatica a trovare una loro collocazione nel piano dell’offerta del SSN, mancando un’azione nazionale che faccia decollare il concetto stesso di telemedicina e salute digitale. A confermarlo, intervenendo in un recente articolo pubblicato su “Wired.it”, è Paolo Locatelli, responsabile scientifico dell’Osservatorio sull’Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, che ha affermato: «la domanda di servizi sanitari digitali da parte dei cittadini è molto alta. La barriera è rappresentata dalla capacità di incrociarla con l’offerta. In oltre dieci anni di monitoraggio, abbiamo visto consolidarsi alcune tendenze relative al digitale, che viene usato per la raccolta di parametri vitali all’interno degli ospedali, l’organizzazione interna, la telemedicina. La parte relativa alle app, invece, è ancora la meno presente».
La telemedicina è, quindi, un indiscusso strumento strategico per lo sviluppo e il miglioramento del Sistema, supportato da Linee di indirizzo nazionali chiare e definite dal Ministero della Salute, che ancora non trovano piena attuazione sul territorio; questo, anche a causa della continua spending review in sanità, come ha affermato, sempre su “Wired.it”, Maria Luigia Invernizzi, vicepresidentessa di Assobiomedica, «negli ultimi anni la crisi e la spending review hanno rallentato il rinnovamento. Servono regole precise. Finché non è chiaro cosa bisogna fare per accedere al mercato, le aziende non investono».

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