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Investire in welfare aziendale: un vantaggio per tutti gli attori coinvolti

9 aprile 2018

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di Alessio Pappagallo, Ufficio Stampa Value Relations

Il Fascicolo Sanitario Digitale personale (FSDp) come possibile benefit di salute per i dipendenti

È ormai noto anche in Italia con il nome di welfare aziendale, l’insieme di attività e benefit che un’azienda può attivare per migliorare le condizioni dei propri dipendenti: conciliare i tempi lavoro/famiglia, accrescere il potere d’acquisto, stimolare una mobilità più sostenibile, promuovere attività di prevenzione della salute, ecc.

 

Dal punto di vista governativo, la legge di stabilità 2017 ha confermato e esteso le linee di azione avviate in Italia già nel 2016. A partire dalla legge di stabilità precedente, infatti, erano stati intrapresi una serie di provvedimenti per incentivare l’utilizzo di questo strumento attraverso il premio di produttività, come fonte di risorse per garantire beni e servizi di welfare ai lavoratori dipendenti, e l’ampliamento dei servizi tramite l’aggiornamento dell’art. 51 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Tendenza confermata l’anno scorso tramite l’ampliamento dell’utilizzo del premio di produttività e il potenziamento degli strumenti di sostegno alla maternità.

A fare il punto, un recente articolo pubblicato sulla rivista “Data Manager” in cui si cita la seconda edizione della ricerca “Il welfare aziendale in Italia”, effettuata nel 2017 su un campione di 326 Human Resource Manager, promossa da Welfare Company con l’Associazione Italiana Per La Direzione Del Personale (AIDP) e coordinata da Luca Pesenti, docente di Sistemi di welfare comparati all’Università Cattolica di Milano. Secondo i dati, nell’81 per cento dei casi si ricorre al welfare aziendale per migliorare il clima di lavoro e ridurre la conflittualità. Nel 70,6 per cento, invece, è utilizzato per la riduzione del cuneo fiscale sull’azienda.

La ricerca rileva un gap attuativo e culturale tra grandi e piccole medie imprese (oltre il 35 per cento delle PMI dichiara di non avere una conoscenza specifica sull’argomento). Secondo Isabella Covili Faggioli, presidente nazionale di AIDP, intervenuta su “Data Manager”, «le novità introdotte dalla legge di stabilità 2016 e dal decreto attuativo hanno offerto spunti nuovi e invitato a una maggior proattività e creatività. Non solo occasione di saving, quindi, ma fondamentale strumento di ingaggio, ascolto e risposta concreta ai bisogni delle persone e delle loro famiglie, da cui l’importanza delle indagini preliminari. Solo così, e non guardando al welfare come a una porzione di retribuzione detassata, la contropartita è il miglioramento del benessere delle persone, delle prestazioni e della produttività».

Tra i benefit offerti ai lavoratori nell’ultimo periodo storico spicca senz’altro lo Smart Working, ovvero la modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. Ma anche l’assistenza sanitaria integrativa, ritenuta fondamentale da 4 lavoratori su 5 in Italia. Alla base probabilmente la consapevolezza dei problemi di sostenibilità economica che il Servizio Sanitario Nazionale sta attraversando. Da parte delle aziende una copertura assicurativa sulla salute, possibilmente estesa anche agli altri membri della famiglia, aggiungerebbe valore alla posizione offerta, motivando il dipendente a lavorare di più e meglio.

E tra i possibili benefit legati proprio al benessere non solo del lavoratore ma di tutto il nucleo famigliare potrebbe esserci il Fascicolo Sanitario Digitale personale (FSDp) “Family Health”. Un archivio digitale pensato da Biomedia come supporto concreto alla comunicazione medico-paziente contribuendo, in un ambiente protetto e sempre disponibile, a rendere ognuno artefice della propria salute.

Registrandosi gratuitamente al sito familyhealth.it, è possibile inserire i propri documenti sanitari in formato pdf.  Il sistema consente di raccogliere i dati clinici della persona e quelli della propria famiglia di origine, ordinare i referti per conservarli in un cassetto virtuale sempre a disposizione e a portata di paziente, medico e familiari. Inoltre, è possibile condividere e tramandare la storia clinica per registrare possibili familiarità che aumentano il rischio di sviluppare alcune malattie. Il tutto in un ambiente protetto e sicuro.

La salute è un bene prezioso, un’eredità da tramandare a figli e nipoti come un dono da conservare e proteggere. Per questo la prevenzione è alla base del benessere. In alcune realtà estere, per esempio il Giappone, il welfare aziendale, supportato da agevolazioni fiscali, si occupa anche della prevenzione primaria effettuando controlli annuali sul peso dei dipendenti, l’indice di massa corporea, la glicemia e mettendo a disposizione palestre all’interno della struttura di lavoro. Nei grandi ospedali americani è in corso, proprio da quest’anno, la valutazione della sindrome del burn-out nei dipendenti e la conseguente strategia contrattuale per evitarlo. Occuparsi della salute psico-fisica dei dipendenti è la priorità nelle aziende moderne, anche perché si è calcolata una ricaduta economica interessante. Investire nel benessere lavorativo, quindi, porta anche vantaggi al business.

Welfare come investimento sul futuro, quindi, che parte dall’attenzione ai propri collaboratori, una sfida organizzativa e uno stimolo a un continuo cambiamento culturale.

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

Prova Family Health e il suo Fascicolo Sanitario Digitale Personale. Archivia i tuoi referti medici, condividi informazioni corrette con il tuo medico e tramanda la tua storia clinica alle generazioni future. SCOPRI DI PIù!

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