Ipertensione, ecco come prevenirla con la dieta

di Marco Bianchi, divulgatore scientifico e food mentor

Sale in zucca? Si, bisognerebbe averne di più rendendo ogni nostro piatto meno sapido!

 

 

 

In Italia il consumo medio giornaliero di sale è di 10,6 g negli uomini e di 8,2 g nelle donne, ben superiore ai 5 g raccomandati dall’OMS (pari a 2 g di sodio). Il sale fa male soprattutto al cuore, ma non solo. Tra le patologie portate dal sale ci sono ipertensione e altre malattie cardiovascolari, obesità, osteoporosi e cancro. Il sodio infatti attiva l’angiotensina, una proteina che stimola la vasocostrizione aumentando quindi la pressione sanguigna.

Cosa fare allora? Innanzitutto impariamo a insaporire il cibo e non a coprirlo di sale. Le alternative? Moltissime tra le nostre mani: spezie, aromi o alimenti che per loro tipologia di conservazione o natura, hanno un forte sapore. Attenzione però, non basta ridurre l’uso del sale a tavola (e scegliete comunque sempre quello iodato!). La maggior parte del sale che introduciamo con la dieta, infatti, proviene dai prodotti che acquistiamo. Anche gli alimenti che naturalmente sono poveri di sale subiscono trattamenti di trasformazione per renderli più salati.

Ecco qualche semplice regola per ridurre l’ipertensione e regalare sapore ai piatti:

  • leggi attentamente l’etichetta nutrizionale e scegli i prodotti a minore contenuto di sale, cioè inferiore a 0,3 grammi per 100 grammi (pari a 0,12 g di sodio).
  • riduci l’uso di sale sia a tavola che in cucina, preferendo il sale iodato integrale
  • utilizza al posto del sale spezie, erbe aromatiche, fresche o essicate, succo di limone, lime o aceto per insaporire ed esaltare il sapore dei cibi
  • NO a condimenti contenenti ricchi di sodio (dadi da brodo, salse pronte, maionese ecc.)
  • attenzione al consumo di alimenti trasformati ricchi di sale (snack salati, patatine in sacchetto, salumi, formaggi). In questo gruppo di alimenti vige la parola “parsimonia”.

Un occhio di riguardo va rivolto ai bambini: evitare assolutamente l’aggiunta di sale nelle loro pappe, almeno per il primo anno e mezzo di vita. L’ipertensione, e non soltanto, si previene fin dai primi “bocconi”.

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