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E se dorme troppo? Le strategie del risveglio di un neonato sonnolento

di Stefano Martinelli, neonatologo

31 maggio 2018

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Ogni neonato è diverso dall’altro e fin  dalle prime giornate di vita ognuno mostrerà  comportamenti differenti.  Le neo mamme, che per tutta la gravidanza sviluppano nella loro mente un immagine del bambino “perfetto” , a volte si trovano di fronte a neonati che hanno comportamenti per loro “spiazzanti”.

 

Tutte sognano il neonato che mangia e dorme con ritmi regolari, che piange poco, che è sempre tranquillo e sta nel lettino da solo per vari momenti della giornata. Nella realtà invece i neonati mostrano atteggiamenti diversi, da quello famelico che piange sempre a quello che invece si dimostra troppo tranquillo e si attacca poco al seno  che definiamo neonato “sonnolento”.

Questa tipologia di neonato è  sempre fonte di preoccupazione per la  madre perché non riesce ad alimentarlo, ha paura che cali troppo di peso e che abbia qualche problema di salute.
E’ dunque necessario, una volta escluse eventuali concomitanti problematiche di salute, spiegare alle mamme come comportarsi.

La prima cosa da valutare è l’intervallo di tempo che intercorre tra un pasto e l’altro.
Se sono passate più di 8 ore dall’ultimo pasto nelle prime 24 ore di vita o più di 5 ore dopo le 24 ore di vita e non sono stati identificati problemi di altra natura, occorre attuare quelle che vengono definite “ strategie di risveglio”:

  1. Incoraggiare il contatto pelle a pelle

Il neonato deve essere messo direttamente sul petto della mamma, indossando solo il pannolino. In questo modo la mamma riconosce molto precocemente il desiderio del neonato  di poppare, ben prima che si metta a piangere.

  1. Non coprire troppo il neonato

Il calore ha un effetto sedativo. Durante il contatto pelle a pelle il calore del corpo della mamma garantisce la corretta temperatura corporea al neonato.

  1. Insegnare alla mamma i “ segnali di fame”

La mamma deve essere in grado di riconoscere  quali sono i primi segnali che indicano il desiderio del neonato di essere attaccato al seno. Soprattutto nel caso di un neonato sonnolento un riconoscimento precoce di tali segnali (movimento di suzione prodotto con le labbra, movimenti della testa in cerca del seno, suzione del dito, mano o polso) è fondamentale per essere attaccato al seno con successo. Tentare di attaccare al seno un neonato nella fase di sonno profondo è totalmente inutile.

  1. Massaggiare braccia, gambe e dorso

Se fa fatica a svegliarsi può essere utile massaggiarlo delicatamente e variare la sua posizione ripetutamente, da sdraiato a seduto fino alla posizione verticale.

  1. Incoraggiare l’alimentazione con latte materno

Se il neonato continua a non prendere il seno spontaneamente , si deve prendere in considerazione dapprima di provare a  spremere qualche goccia di colostro per far sentire odore e sapore al neonato ma se questo non funziona ricorrere alla somministrazione di latte materno spremuto con l’utilizzo di  presidi specifici ( siringa o tazzina).

  1. Monitorare la diuresi e le evacuazioni

E’ importante insegnare alla mamma quali sono i parametri per valutare una corretta assunzione di latte. Le mamme infatti si basano spesso solo sulla durata e sul numero di poppate ma in realtà sono altri i fattori da considerare per valutare se il neonato si è alimentato a sufficienza.

Si tratta della monitorizzazione della diuresi e del numero di scariche nelle 24 ore. La quantità di urine e di feci variano a seconda delle giornate di vita e della quota di latte assunta e sono il parametro corretto da considerare per capire se il neonato sta assumendo sufficienti quote di latte.

Nella tabella successiva sono evidenziate le scariche e le minzioni suddivise per numero e per giornate di vita.

ETA’

 

0-24 ORE 24-48 ore 48-72 ore 72-96 ore

FINE 1^ SETTIMANA

PANNOLINI BAGNATI

1 o più 2 o più 3 o più 4 o più 6 o più
SCARICHE

 

1-2 Nere 1-2 Verdi/Nere 3-4 Verdi/Gialle 4 se voluminose

10 Se scarse-gialle semi di sesamo

4 se voluminose

10 Se scarse-gialle semi di sesamo

Possiamo quindi dire che, se un neonato sonnolento genera frequentemente ansia nelle neo mamme, attuare alcuni corretti comportamenti può essere determinante nel risolvere tale problematica.

 

 

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