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Figli alle prese con i saggi di fine anno: come affrontarli senza stress?

di Maura Manca, psicologa e psicoterapeuta

31 maggio 2018

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In chiusura dell’anno scolastico tanti bambini e adolescenti che svolgono attività teatrali, musicali o sportive, sono alle prese con i saggi: un’occasione in cui esporsi davanti a un pubblico, esprimersi, mettere alla prova le proprie capacità e vedere i risultati raggiunti, alle quali si sommano spesso le recite scolastiche.

 

 

Per tantissimi genitori il fine anno scolastico diventa ancora più faticoso perché alla chiusura dell’anno scolastico, si aggiungono saggi e recite di fine anno che ormai sono diventati un lavoro per madri e padri che si devono districare tra chat di genitori esaltati ed esasperati, regali e ragazzini impegnanti su tanti, a volte troppi, fronti. Tutto questo tran tran rischia di innalzare notevolmente il tasso di stress e di far perdere gli aspetti positivi a discapito della fatica fisica e mentale. Anche per i figli rappresenta un momento importante e delicato. È una fase in cui ci si deve districare tra emozioni contrastanti che non sono sempre facili da gestire, soprattutto per i più piccoli o coloro che si trovano ad affrontare le prime esperienze. In tanti ragazzi scatta la paura del giudizio, l’ansia di doversi esibire davanti a tante persone, la paura di dimenticarsi le cose, di fare una brutta figura e di deludere. Anche la paura del confronto con altri può diventare schiacciante per cui è importante non fare mai paragoni con gli altri compagni e soprattutto tra fratelli e sorelle. Ognuno ha le proprie doti e le proprie caratteristiche, ognuno di noi è più dotato per una cosa piuttosto che per un’altra, non c’è un meglio o un peggio, ci sono le differenze individuali.

Come aiutare i figli a vivere al meglio questi momenti?

È fondamentale ricordare ai ragazzi che non si tratta di una valutazione sulle loro prestazioni e sul loro valore, ma un’occasione in cui potersi esprimere al meglio. La fatica l’hanno fatta durante l’anno, ora devono sono pensare a fare quello che hanno imparato senza dimenticarsi di divertirsi. Troppi bambini e adolescenti stanno perdendo il senso del piacere nel fare le cose e gli aspetti più ludici a discapito della prestazione. Non devono essere per forza dei talenti, possono essere anche bambini normali. In più, anche loro sono già sufficientemente affaticati e magari in ansia per voti e pagella, per cui non è il caso di aggiungergli ulteriori pressioni!

È importante ricordargli che è normale che possa capitare di commettere un errore, ma quello che conta non è il risultato ma il fatto di essersi messi in gioco, di essersi impegnati, senza fare continui paragoni con gli altri. Se si sbaglia, prima di tutto lo sanno solo loro, il pubblico non se ne accorge e poi, si è commesso solo un errore, non significa essere sbagliati. Deve essere soprattutto un momento di divertimento, uno spazio conclusivo da condividere con gli altri.

Per loro, inoltre, è un momento nel quale si mostrano agli occhi dei genitori, hanno bisogno di percepire il loro orgoglio, di essere riconosciuti nelle loro capacità, di avere la loro approvazione, senza giudizi e critiche che da un lato che andrebbero a rovinargli quel momento e dall’altro a intaccargli l’autostima. Nello stesso momento troppi elogi e lusinghe rischiano di inibirli ed infastidirli. Il partito del buon senso in questi casi deve sempre vincere.

Un altro aspetto che sta prendendo il sopravvento in questi ultimi anni è legato al fatto che oggi sembra non si possa più fare a meno di riprendere e fotografare tutto. È fondamentale ricordare che i figli hanno soprattutto bisogno di avvertire la vicinanza dei genitori, soprattutto quando devono affrontare dei momenti di difficoltà. Hanno l’esigenza del sostegno del genitore e in quei momenti lo possono ottenere solo attraverso lo sguardo. Non hanno bisogno di confrontarsi l’obiettivo di uno smartphone, vorrebbero l’attenzione su di loro e non vedere la cover di un cellulare per essere filmati dalla migliore angolazione possibile o mandati in diretta sui social network. Devono essere popolari e apprezzati dai genitori, non hanno bisogno anche del pubblico dei social, ma di contatto, per essere riconosciuti anche nelle loro emozioni e sentimenti.

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