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La rappresentazione delle generazioni nell’albero genealogico a scopo medico

di Anna Baroncini e Francesca Torricelli, genetiste

31 maggio 2018

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Contrariamente agli alberi genealogici disegnati nel passato, ad esempio per rappresentare la genealogia di antiche famiglie, l’albero ricostruito per scopi medici ha gli antenati posizionati in alto e le generazioni più giovani in basso. Ogni componente della famiglia è individuabile in modo univoco grazie a una specifica numerazione.

 

Sin dai tempi remoti l’immagine dell’albero è stata adoperata per rappresentare i rapporti di parentela e il susseguirsi delle generazioni. Basta pensare agli alberi genealogici che le illustri famiglie del passato facevano dipingere su tela o affrescare sulle pareti delle dimore avite. Questi alberi, spesso vere e proprie opere d’arte, vedevano le generazioni disposte verticalmente, l’una sull’altra, a partire dal capostipite posto in basso, tra le radici, fino a quelle più recenti che arricchivano i rami rivolti verso l’alto.

L’albero genealogico usato per tenere traccia della storia di salute della famiglia, invece, è rovesciato.  Un albero un po’ particolare, dunque, con le radici posizionate in alto e i rami che si allungano verso il basso.

Lo vediamo nel semplice albero genealogico disegnato di seguito. I simboli sono quelli riconosciuti internazionalmente: i quadrati rappresentano i maschi, i tondi le femmine. Le relazioni sono rappresentate dalle linee che uniscono questi simboli.  Quelle verticali che congiungono le generazioni successive sono le linee di discendenza. Orizzontalmente abbiamo invece le linee indicative di unione (ad esempio, quella orizzontale tra i due nonni) e le linee di fratria che connettono tra loro fratelli e sorelle. Questi ultimi, collegati alla fratria da linee individuali,  sono indicati da sinistra a destra secondo l’ordine di nascita (dal più anziano al più giovane).

Le generazioni sono contrassegnate da un numero romano, a partire da quella meno recente in alto. I singoli individui sono contraddistinti da un numero arabo, con la numerazione che riprende da capo ad ogni generazione e progredisce da sinistra verso destra.

I diversi componenti della famiglia raffigurata nell’albero genealogico sono così individuabili in modo univoco.  Ad esempio, il soggetto II,4 è il più giovane dei fratelli/sorelle della seconda generazione, quello che occupa l’ultima posizione a destra.

L’albero genealogico risulta molto efficace nella rappresentazione delle relazioni e nell’identificazione dei vari membri della famiglia.

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