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Figli con i debiti uguale ancora ansie fino a settembre! Come districarsi tra vacanze e studio?  

di Maura Manca, Psicologa

21 giugno 2018

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Ormai la scuola è finita e le vacanze sono iniziate, ma c’è chi si ritrova a fare i conti con i temutissimi debiti. L’angoscia di dover passare un’estate da “rimandati”  aleggia sull’estate di tanti ragazzi e genitori, e rischia di diventare un vero e proprio tormento fino a settembre, quando si avrà il verdetto definitivo.

 

Figli con i debiti significa famiglie con i debiti, madri e padri che devono ancora fare i conti con compiti, esercizi, assenza di voglia di studiare e di farli studiare, in poche parole, si rischia di dover gestire ed impostare le vacanze in funzione dello studio del figlio. Il dubbio di non essere ancora promossi lascia negli adulti quel senso di incertezza, anche di sconforto per aver investito e faticato tanto durante l’anno e non essere riusciti nell’impresa, una condizione psichica di non essere ancora riusciti a mettere un punto, una scuola senza fine. In alcuni ragazzi genera quella preoccupazione che emerge prepotenze man mano che si avvicina l’esame, in altri un totale menefreghismo indotto dalla convinzione che tanto non verranno bocciati, condizione che fa alterare ancor di più gli equilibri psichici e famigliari. Uno degli aspetti meno tollerati, soprattutto quando lo stress della scuola è gravato sulle spalle di un genitore, è appunto il “menefreghismo” dei ragazzi.

Come destreggiarsi in estate tra corsi di recupero, ripetizioni e libri di scuola ancora tra le mani?

Ecco 4 utili consigli:

  1. CONFRONTO E DIALOGO NON DEVONO MANCARE. Dopo la delusione o l’arrabbiatura iniziale è importante non assumere un atteggiamento di chiusura e ostilità verso il figlio. Comprendere cosa è successo e individuare insieme le cause, sono i primi passi per trovare la strategia migliore per affrontare in maniera più efficace l’esame di riparazione. E’ importante fargli capire che i genitori sono lì per aiutarlo e sostenerlo, non per andargli contro. Sicuramente parlare, sfogarsi ed esprimere le sue paure lo farà sentire più sollevato e, con la mente più libera, sarà pronto a iniziare il recupero.
  1. ESSERE DELLE SPUGNE IN GRADO DI ASSORBIRE TUTTE LE LORO ANSIE. In questi momenti, è importante mettere da parte le preoccupazioni e concentrarsi sul figlio e su come si può sentire. In questa fase dell’anno di grande stanchezza hanno bisogno di sentirsi accolti e di poter contare sulla presenza di genitori in grado di sostenerli e motivarli.
  1. FARGLI STACCARE LA SPINA. I ragazzi arrivano alla fine dell’anno stremati e, a prescindere dai debiti, è necessario concedere qualche settimana di pausa dai libri e dalla scuola per recuperare le energie, prima di iniziare a organizzarsi con il ripasso delle materie. Dargli fiducia, senza imporre un metodo, permetterà loro di concentrarsi sul recupero senza sentirsi pressati dal “Non stai studiando come dovresti”, “Non stai facendo abbastanza”.
  1. METTERE DA PARTE CRITICHE E ATTACCHI. Sono assolutamente da evitare frasi come “Ci hai rovinato le vacanze”, “Per colpa tua non possiamo più partire” oppure attacchi sulla persona del tipo “Sei un incapace”, “Non vali nulla”, perché in questo modo si va a colpire la sua autostima e la sicurezza di potercela fare. E’ importante, invece, far leva sui comportamenti che potrebbero migliorare, rinforzandolo positivamente quando si impegna. Sfruttare positivamente questi momenti di difficoltà, facendogli sentire la propria vicinanza e dando dei suggerimenti, può essere l’occasione per creare una nuova connessione con lui.

Debiti e recuperi di certo non fanno piacere; è importante, però, prendere consapevolezza della situazione, accettare quanto accaduto ed evitare di trasformare questo evento in un dramma, rovinando così anche le vacanze e il tempo libero da poter trascorrere insieme. Calma, organizzazione ed equilibrio tra compiti e riposo estivo potranno dare carica ai figli, che a settembre saranno pronti ad affrontare con più grinta anche gli esami di riparazione.

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