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Uscite, tecnologia, orari e disordine: come gestire l’estate dei figli adolescenti?

di Maura Manca, Psicologa

21 giugno 2018

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In estate, i figli hanno più tempo libero a disposizione e per i genitori diventa ancora più difficile star dietro ai loro comportamenti e alle loro richieste. Spesso si crea un clima di tensione, una sorta di tiro alla fune tra il “voglio fare” e il “no, non puoi fare”. Come trovare un equilibrio?

Durante le vacanze estive i ragazzi hanno la vita meno programmata, non hanno compiti per il giorno dopo e attività extrascolastiche da svolgere. Un genitore si trova a gestire orari, uscite, disordine e l’utilizzo della tecnologia e deve inventarsi tutta una serie di soluzioni per evitare che poltriscano nel divano abbracciati, per non dire soffocati, dalla tecnologia o vivano buttati fuori casa tutto il giorno. Non è un’impresa facile perché convincerli a “faticare”, cioè a fargli fare tutta una serie di attività ricreative e/o sportive, è veramente complesso perché per molti ragazzi è vissuto tutto come “fatica”, quella che hanno già difficoltà a fare durante l’anno, figuriamoci quando sono in vacanza! Si devono riposare dagli sforzi invernali e vorrebbero possibilmente cancellare la parola orari dalla loro mente, si sentono giustificati su tutto, soprattutto se sono in pace con se stessi e non hanno avuto debiti e, alcune volte, non vorrebbero neanche regole. Ovviamente tutto questo non è possibile, ma anche il genitore è stanco, anche un padre e una madre escono spesso stremati dalla maratona invernale, le maglie si allargano, le redini si allentano e si tende a chiudere più spesso un occhio.
Spesso poi si crea un clima di tensione, una sorta di tiro alla fune tra il “voglio fare” e il “no, non devi fare”. Non può, e non deve, sempre vincere né l’uno e né l’altro. Serve equilibrio, a volte si può lasciare, altre no, in base alle regole e ai valori di casa e con i quali si è deciso di educare e crescere un figlio. L’estate è comunque vacanza, i ragazzi si devono rigenerare e cambiare i ritmi rispetto al periodo scolastico. Non gli si può concedere tutto, ma non gli si può neanche impedire di fare tutto. Sarebbe importante applicare la famosa regola del buon senso, comprendere i loro bisogni, mettendosi anche nei loro panni e cercando insieme di trovare dei compromessi. Non significa perdere il ruolo genitoriale, ma acquistare autorevolezza.

Cosa manda in tilt i genitori e come gestire le diverse situazioni al meglio?

Una delle scene più tipiche in estate è vedere il proprio figlio trascinarsi dal letto al divano e stare ore davanti allo smartphone o alla consolle dei videogiochi. È inutile ripetere all’infinito di staccarsi dalla tecnologia o arrabbiarsi ogni volta: bisogna proporre attività alternative, divertenti per loro, e dare il buon esempio, limitando l’uso di smartphone e tablet. E’ importante capire cosa li spinge a stare davanti a quegli schermi, parlandone con loro e creando delle regole condivise rispetto all’utilizzo dei dispositivi elettronici.
Un altro aspetto con cui i genitori si ritrovano a fare i conti è l’apatia dei figli e il perenne disordine nella loro stanza. Bisogna mantenere la calma ed evitare di perdere la pazienza: il fatto che non si attivino mai, che sbuffino o dicano sempre “sì, dopo lo faccio” ma poi non lo fanno, rientra nella normalità della loro fase di crescita. Per tale ragione, è necessario concordare i momenti da dedicare alla pulizia e alle piccole mansioni domestiche e, nel caso in cui vengano meno agli accordi, evitare di sostituirsi a loro, altrimenti non si responsabilizzeranno mai.
Durante l’estate, inoltre, gli orari si modificano e i ragazzi sembrano quasi invertire il giorno con la notte, poiché vanno a letto tardi e fanno molta fatica ad alzarsi la mattina. È importante, dunque, senza imporre regole troppo rigide, concordare insieme i tempi, mantenendo una certa flessibilità: si può decidere, ad esempio, un orario in cui smettere di utilizzare i dispositivi tecnologici, alzarsi la mattina, pranzare, svolgere attività, in modo da mantenere abitudini regolari e un equilibrio nei ritmi del sonno e dell’alimentazione.
Infine, è normale che i ragazzi, lontani dai doveri quotidiani, cerchino maggiore indipendenza e chiedano continuamente di uscire con gli amici e fare tardi la sera. Prima di dire di no alle loro richieste, è importante ascoltarli e capire le loro motivazioni: bisogna fare dei patti di fiducia, trovando dei compromessi e, nel caso in cui il figlio non riesca a rispettare le regole, fare dei passi indietro, così come, in caso contrario, concedere una maggiore autonomia.
È importante, quindi, evitare di concentrarsi solo su doveri, orari o compiti e valorizzare piuttosto gli aspetti positivi legati all’estate e alla possibilità di avere più tempo libero, concentrandosi sullo stare insieme, sul conoscersi meglio e sul condividere del tempo in serenità.

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