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Sanità Digitale, poco utilizzata ma costosa per il Sistema

di Alessio Pappagallo, Ufficio Stampa

21 giugno 2018

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La sanità digitale non viene utilizzata da 8 cittadini su 10 in Italia. Tuttavia, dalla prenotazione degli esami al ritiro dei referti online, dalla Cartella Clinica Elettronica alla telemedicina, cresce la spesa dedicata del 2% annuo. A rivelarlo l’undicesimo rapporto dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano.

I dati, riportati in un recente lancio “Ansa”, evidenziano che dopo la contrazione del 2016, il 2017 ha visto una lieve crescita della spesa per la digitalizzazione in sanità, arrivata a oltre 1 miliardo di euro (pari all’1,1% della spesa sanitaria pubblica, 21 euro per abitante), con una crescita del 2% rispetto all’anno precedente. Ma i servizi digitali restano diffusi in modo disomogeneo (effetto della regionalizzazione) sul territorio italiano e la maggior parte dei cittadini non utilizza ancora strumenti web in sanità. Circa l’80% preferisce recarsi personalmente a ritirare documenti clinici, impiegando in media 45 minuti.

Tutto ciò con un costo economico. Si risparmierebbero, infatti, oltre 5 miliardi di euro se l’80% degli italiani effettuasse online il ritiro della documentazione clinica, la richiesta di informazioni, la prenotazione e il pagamento di visite e esami. Più “digitali” i medici: il 77% tra gli specialisti e l’83% dei medici di medicina generale usano l’e-mail, il 52% e 63% WhatsApp. Mentre in termini d’investimenti in sanità digitale, la quota principale è stata sostenuta dalle strutture sanitarie, con un budget di 890 milioni di euro (+2% sul 2016), seguite dalle Regioni (320 milioni, +3%).

Un trend, quello dello scarso utilizzo degli strumenti digitali in sanità, confermato, ad esempio, – come riportato in un articolo del “Corriere della Sera” – dalle code nelle strutture pubbliche, che non accennano a diminuire. Un problema a cui una parte dei cittadini ha deciso di porre rimedio stipulando una polizza sanitaria. Con precisione 11 milioni di italiani che saliranno a 21 milioni nel 2025. Ed è lo stesso Stato che sembra interessato a incentivare le polizze concedendo benefici fiscali, proprio per alleggerire il Servizio Sanitario e assistere al meglio chi non può permettersi di rivolgersi altrove.

Ma se, invece, la soluzione fosse limitare il ricorso all’eccesso di visite mediche e esami diagnostici, piuttosto che trovare il modo di saltare le code in ospedale?

Uno strumento che guarda in questa direzione è il Fascicolo Sanitario Digitale personale (FSDp) “Family Health”, pensato da Biomedia come banca dati, protetta e riservata, dove archiviare tutti i documenti sanitari propri e della famiglia registrando gli eventi fisiologici e patologici. Permette al cittadino, in autonomia, di tenere sotto controllo il proprio stato di salute. Registrandosi gratuitamente al sito familyhealth.it e entrando nel proprio FSDp è possibile, infatti, condividere tutte le informazioni caricate sul proprio profilo di salute direttamente con il proprio medico con un semplice click.

«Si tratta di uno strumento importante che offre due vantaggi specifici. Da un lato permette un maggiore coinvolgimento del cittadino nella gestione del proprio problema clinico e delle varie tappe del processo assistenziale: prevenzione, diagnosi, prognosi e terapia – commenta il professor Marcello Ciaccio, Direttore del Dipartimento di Diagnostica di Laboratorio all’Università degli Studi di Palermo -. Il secondo vantaggio è che consente agli operatori sanitari, potendo consultare la storia clinica completa del paziente in tempo reale, di procedere con indagini diagnostiche appropriate e selezionate sull’individuo. Informazione, coinvolgimento attivo e compartecipazione del cittadino, insieme ad una maggiore consapevolezza del medico sulla situazione del paziente sono elementi che portano ad una reale e rapida appropriatezza sia diagnostica che prescrittiva. Questo significa risparmio per il Sistema e trattamenti mirati per il paziente».

Il Fascicolo “Family Health”, infatti, si inserisce nella ambiziosa sfida nazionale di digitalizzazione e semplificazione della sanità. Un percorso ancora denso di ritardi e ostacoli, che derivano in gran parte da fattori politici, culturali e di mercato. Uno di questi è lo sviluppo disomogeneo tra le regioni, con servizi digitali non interoperabili, e un Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) ancora poco diffuso oltre che incompleto. Una “frammentazione” che anche l’ex Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha indicato più volte come uno dei problemi principali da superare, e che con il “Patto della sanità digitale” dovrebbe essere affrontato in modo organico.

Il valore aggiunto del FSDp, ad esempio, è il proporsi come una “guida” nella gestione della salute personale dell’individuo ma anche famigliare. È il caso delle neomamme, spesso spaventate fin dalla gravidanza su che cosa sia meglio fare per assicurare il benessere del proprio bambino.

«Il Fascicolo Sanitario Digitale personale è utile alla mamma e al pediatra stesso, perché consente fin dalla gravidanza di mantenere in ordine e a portata di mano tutta la storia clinica del bambino. Innanzitutto, infatti, facilita il compito del medico permettendogli di capire in poco tempo l’anamnesi del bambino, così da curarlo al meglio per una specifica patologia – afferma Fabio Mosca, direttore dell’UO di Neonatologia del Policlinico di Milano. Il secondo aspetto è che permette di programmare tutta la parte cosiddetta preventiva, grazie ad un calendario puntuale con avvisi in tempo reale per tutta la fase evolutiva. Pensiamo ai vaccini, alle tappe della crescita, all’alimentazione e così via. Se poi, purtroppo, il bambino presenta problemi o patologie croniche si apre un ulteriore step fondamentale: avere il Fasciolo permette di tenere sempre sotto controllo il percorso di gestione della malattia».

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

Prova Family Health e il suo Fascicolo Sanitario Digitale Personale. Archivia i tuoi referti medici, condividi informazioni corrette con il tuo medico e tramanda la tua storia clinica alle generazioni future. SCOPRI DI PIù!

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