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Fai il pieno di iodio!

di Martina Donegani, Biologa Nutrizionista

16 luglio 2018

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Continuo senso di stanchezza, spesso accompagnato anche da una difficoltà di concentrazione? Può essere il primo sintomo di un insufficiente apporto di iodio che, se sottovalutato, può portare a complicanze ben più gravi. Ecco perché è importante seguire indicazioni di consumo precise…

Nonostante il fabbisogno giornaliero di iodio sia di soli 150 microgrammi, la carenza di questo minerale è diffusissima. I dati indicano che  in Italia ne soffre addirittura il 20% della popolazione giovanile, con gravi ripercussioni sulla salute. Lo iodio, infatti, è un costituente importante degli ormoni tiroidei e la sua mancanza induce un ingrossamento della tiroide, portando alla formazione del gozzo (una malattia che in Italia interessa più del 10% della popolazione). Ma anche senza arrivare alla formazione del gozzo, la carenza di iodio causa comunque una serie di disturbi difficili da identificare e ricondurre alla vera origine. Molte volte si inizia con un continuo senso di stanchezza e sonnolenza, per arrivare poi, se non si corre ai ripari, a uno stato di malessere generalizzato: la pelle tende a diventare più ruvida, si cresce di peso e i capelli diventano fragili. Per fortuna le strategie per rimediare non mancano, e si applicano tutte a tavola…

Il rimedio vien dal mare

Andare in spiaggia di buon mattino, per respirare a pieni polmoni l’aria salmastra, è un pieno di salute che consente di sopportare meglio l’ambiente inquinato della città. In realtà, però, più ancora che nell’aria, lo iodio si trova negli alimenti che il mare offre: pesci, crostacei e molluschi lo assorbono dall’acqua e sono ottime fonti di questo minerale, che non dovrebbero mai mancare nella nostra alimentazione.

Mangiare “giapponese”…

Ancora più abbondante è lo iodio presente nelle alghe marine, alimento forse un po’ insolito per la tradizione gastronomica italiana, ma molto diffuso nella cucina orientale, soprattutto in quella giapponese. In questi ultimi anni, la moda del sushi ha iniziato a fare conoscere le alghe anche nel nostro Paese, e non c’è dubbio che, di tanto in tanto, un contorno di alghe aiuti a mantenere lo iodio ai giusti livelli. Anche la salsa di soia, altro ingrediente tipico delle cucine orientali, è piuttosto ricca di questo minerale e può essere utilizzata come condimento alternativo per molte preparazioni, dalle semplici insalate ai piatti di pesce e di carne.

Uova e latticini, un’integrazione importante

Per chi non ama il pesce si rivelano preziosi uova, latte, yogurt e formaggi, tutti alimenti con un discreto contenuto di iodio, mentre non si può fare affidamento per l’apporto di questo minerale su frutta e verdura (con le sole eccezioni delle fragole e degli spinaci).

Un imperativo: sale iodato!

Per quanto si faccia attenzione, le quantità di iodio presenti nel cibo sono sempre piuttosto basse. Per garantirne con sicurezza un apporto sufficiente, è allora opportuno ricorrere all’uso del sale iodato, consigliato anche dal Ministero della Salute.

Tanto selenio per un pieno di iodio

Infine, per avvenire correttamente, i processi di produzione degli ormoni della tiroide richiedono la presenza di selenio. In carenza di questo minerale, si sviluppano più lentamente e richiedono una maggior quantità di iodio. Ecco, quindi, l’importanza di puntare anche sugli alimenti ricchi di selenio, come le carni, l’aglio e gli spinaci.

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