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Sempre più istituzioni scientifiche nella lotta alle bufale e alle fake news

di Eugenio Santoro, Responsabile Laboratorio di Informatica Medica, Dipartimento di Salute Pubblica IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri"

25 luglio 2018

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Le fake news sono sempre in agguato.

In un rapporto di ottobre 2017 il Censis rivela che circa il 53% degli Italiani ha ritenuto valide delle informazioni false. Un altro rapporto Censis di gennaio 2018 indica che 8,8 milioni di italiani sono stati vittime di fake news nel corso del 2017 e, in particolare, sono 3,5 milioni i genitori che si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate. Sono varie le ragioni che aiutano la diffusione delle fake news: il cambiamento nella scelta delle fonti di informazione (con un crescente interesse per i social network), l’elevato tasso di analfabetismo funzionale in Italia (l’incapacità cioè di capire fino in fondo un testo scritto), la tendenza (favorita da Google e social network) ad entrare in contatto solo con contenuti prodotti da chi la pensa come noi, la scarsa propensione da parte di chi accede a questi contenuti a verificarne l’attendibilità, l’assenza della voce delle istituzioni scientifiche sul web e sui social media.

Su questo ultimo punto occorre sottolineare un’inversione di tendenza rispetto al passato. Negli ultimi mesi sono molte le iniziative volte a combattere le fake news in ambito scientifico. Accanto alle esperienze di “Dottore è vero che’” (www.dotttoreeveroche) e di ISSsalute (www.issalute.it)  lanciate rispettivamente dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e dall’Istituto Superiore di Sanità, si registrano nuove iniziative. Come quella dell’Associazione Italiana di Oncolgia Medica (che riunisce oltre 2.500 oncologi) che a maggio ha lanciato il sito web “Tumore, ma è vero che?” (www.tumoremaeveroche.it ) per sfatare bufale relative a rimedi (alternativi, naturali, alimentari) per combattere il tumore. O come quella di NutriMI, la più grande community in Italia per la condivisione del sapere scientifico nel campo dell’Alimentazione e della Nutrizione, che ha recentemente pubblicato un sito web (https://www.nutrimi.it/lo-zucchero-canna-non-piu-salutare-quello-bianco) per smontare le bufale alimentari.

L’auspicio è che, una volta creati i contenuti, questi possano essere diffusi anche attraverso le principali piattaforme di social media così da poter raggiungere il maggior numero di persone.

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