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In Italia livelli di mortalità infantile-neonatale tra i più bassi in Europa, ma restano le diseguaglianze tra Nord e Sud

di Alessio Pappagallo, Giornalista

12 ottobre 2018

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La prima arma contro questo fenomeno è la prevenzione fin dalla gravidanza. Il Fascicolo Sanitario Digitale Personale (FSDp), un alleato di mamme e bambini

La prevenzione è un concetto che dovrebbe accompagnare un individuo nel corso di tutta la propria vita. Quando si tratta d’infanzia, però, è necessario che inizi da quando il bambino è ancora nel grembo materno, per poi continuare per tutte le fasi della crescita.

La mancanza di un corretto stile di vita, infatti, durante la gravidanza, insieme a una serie di altri fattori durante le prime fasi di vita del bambino, può portare ad un aumento della mortalità neonatale e infantile. Si tratta del numero di morti nei primi 28 giorni e nel primo anno per 1.000 nati vivi, uno tra gli indici più sensibili per valutare lo stato di salute e del livello di sviluppo sociale di una nazione.

In Italia, negli ultimi anni si è registrata una significativa diminuzione di questo indice, che ha raggiunto livelli paragonabili a quelli osservati nei Paesi occidentali più avanzati e, in molti casi, addirittura più basso rispetto alla Francia, la Germania, il Regno Unito e la metà di quello degli Stati Uniti. In particolare, è diminuita in modo significativo la mortalità legata alle malattie infettive, mentre hanno assunto un ruolo predominante altre condizioni come quelle perinatali e congenite. La riduzione della mortalità infantile, rappresentata per il 70% da quella neonatale, non è però avvenuta in modo omogeneo. Nel settentrione, i tassi di mortalità neonatale e infantile sono paragonabili a quelli dei paesi del Nord Europa, come Svezia, Finlandia e Norvegia. Nelle regioni meridionali e insulari, invece, continuano ad essere circa il 30-40% più elevati, dati che riflettono la situazione socioeconomica delle diverse aree del Paese.

Il professor Mario De Curtis, Ordinario di Pediatria presso l’Università La Sapienza di Roma e Direttore dell’Unità di Neonatologia del Policlinico Umberto I di Roma, raggiunto dal magazine “Family Health” spiega che «le cause vanno ricondotte a numerosi fenomeni. Innanzitutto, come è noto, la situazione tra settentrione e meridione d’Italia in termini socioeconomici continua ad essere molto diversa. Detto questo, un elemento che gioca un ruolo decisivo è rappresentato dall’insufficiente organizzazione delle cure perinatali e dalla presenza ancora di molte piccole maternità, strutture spesso sprovviste di attrezzature dedicate e di personale idoneo ad affrontare situazioni di emergenza, sia per la madre che per il bambino. L’accordo Stato-Regioni del 2010 avrebbe già dovuto portare alla totale chiusura di questi reparti».

Per accompagnare le mamme e i loro figli durante tutto il percorso di crescita, aiutandole a comunicare in modo più semplice e immediato con il pediatria e lo specialista, Biomedia editore ha lanciato lo scorso anno una piattaforma digitale pensata per diffondere la cultura della prevenzione consapevole che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute. Si tratta del Fascicolo Sanitario Digitale personale (FSDp) “Family Health” (familyhealth.it), un archivio gratuito dove caricare tutta la propria storia clinica e quella della famiglia, avendo la possibilità di interagire e condividere informazioni corrette e complete con un semplice click.

Perché l’infanzia esista non bastano i bambini a garantirla. È indispensabile un progetto che la metta al centro dell’attenzione e dell’azione politica.

«È indispensabile un progetto politico per mettere l’infanzia al centro dell’Agenda del Governo. Un aspetto importante è quello della denatalità, dal punto di vista sociale, economico e politico. Abbiamo oggi un numero di nascite molto basso, 1,3 bambini per donna in età fertile mentre in Francia questo valore supera i 2. Ciò significa che in altri Paesi sono state messe in atto politiche forti che facilitano la natalità. Per quanto concerne gli interventi nei confronti dell’infanzia, è necessaria una maggiore attenzione al bambino in tutte le prime fasi della vita, fino alla scuola» – conclude il professor De Curtis.

 

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

Prova Family Health e il suo Fascicolo Sanitario Digitale Personale. Archivia i tuoi referti medici, condividi informazioni corrette con il tuo medico e tramanda la tua storia clinica alle generazioni future. SCOPRI DI PIù!

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