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Influenza 2018: come comportarsi

di Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia

9 novembre 2018

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Siccome si avvicina la stagione, parliamo di influenza. Prima di tutto il nome: perché questa malattia viene chiamata “influenza”?

Questa volta virus e vaccini non c’entrano nulla: vedendo una malattia che arrivava sempre nello stesso periodo dell’anno e metteva a letto un sacco di persone e poi di colpo spariva, gli antichi pensarono che la malattia fosse dovuta ad una “influenza” negativa della disposizione delle stelle sulla salute delle persone, e così è nato il nome, che è rimasto anche quando abbiamo capito che la malattia non è dovuta agli astri, ma a un virus.

Un’altra cosa che dobbiamo precisare è che con “influenza” nel linguaggio comune tutti intendiamo una malattia virale che ci causa febbre, tosse e naso chiuso. In realtà l’influenza, quella vera, è causata da un virus specifico e rispetto alle “false influenze”, che sono causate da una moltitudine di altri agenti infettivi virali, ha due caratteristiche.

  • In primo luogo, è ben più grave, in quanto oltre ad avere sintomi più fastidiosi sfocia non di rado in complicanze pericolose, come le polmoniti.
  • Poi quello che la contraddistingue è il fatto che i casi – nel nostro Paese – si verificano solitamente da metà dicembre alla prima metà di marzo, e poi più niente.  Malattia non semplice, sta per arrivare e abbiamo un vaccino; per questo è importantissimo vaccinarsi in queste settimane: così il nostro sistema immunitario avrà tutto il tempo di rispondere allo stimolo generato dal vaccino e sarà pronto nel momento in cui incontrerà il virus.

Ovviamente il vaccino protegge contro l’influenza, ma non ha alcuna efficacia contro tutte le altre “false influenze” contro le quali, ahimè, il vaccino ancora non c’è. Qualcuno di voi giustamente si chiederà perché il virus si presenta proprio in questi mesi. Ebbene, non lo sappiamo. Ci sono molte teorie (a riprova che su molti argomenti la scienza discute eccome!) ma ancora non si è giunti a una conclusione. Non sappiamo né il motivo per cui l’influenza si presenta in questo specifico periodo e neppure cosa fa di preciso il virus tra il marzo e il dicembre dell’anno successivo.

I sintomi e la guarigione

I sintomi dell’influenza invece li conosciamo tutti: dopo una breve incubazione si hanno febbre, sintomi respiratori e un grave senso di malessere e di spossatezza. Niente paura, è dovuto all’interferone, una sostanza prodotta dal nostro organismo che oltre a causarci questi spiacevoli sintomi serve a combattere prontamente l’infezione virale. Se non ci sono complicazioni, in quattro o cinque giorni l’influenza passa da sola.

Però bisogna permettere al nostro organismo di guarire:

  • non fate gli eroi andando a lavorare, in quanto vi esponete a guai evitabili (se vi viene una polmonite mettete in conto diverse settimane di assenza, per cui meglio non rischiare) e potreste contagiare gli altri.
  • Meglio stare a casa, bere molto
  • nel caso di febbre alta prendere degli antifebbrili (il paracetamolo va benissimo, ricordatevi che se siete adulti le dosi da bambini non funzionano).
  • Mangiate pure frutta come vi consigliano, imbottitevi di vitamine, in ogni caso tenete presente che: nessuna dieta o vitamina modificherà il decorso dell’influenza, anche se sui giornali leggete cose diverse.

L’influenza, come sapete, è una malattia molto contagiosa. Si trasmette per via aerea attraverso le goccioline microscopiche emesse da chi è malato per cui è bene tenere le persone a distanza, almeno un metro. Attenti agli ambienti affollati e soprattutto lavatevi bene e frequentemente le mani: sono incredibilmente il veicolo più importante per la diffusione dell’infezione. Tenete presente che il periodo di massima contagiosità è nei primi due giorni, dunque cautela massima soprattutto con chi è più debole, come gli anziani e i bambini molto piccoli.

Ricordate che l’influenza indebolisce molto le difese del nostro apparato respiratorio: in particolare ha un effetto deleterio sulle ciglia che ne ricoprono la superficie interna. In un individuo sano queste ciglia, con il loro movimento, spostano il muco dalla profondità dei polmoni verso la bocca, portando via anche i batteri che attraverso l’aria arrivano nelle parti più lontane dell’apparato respiratorio e che vengono catturati dal muco. Il virus influenzale “rompe” questo sistema di difesa molto efficace, i germi non vengono rimossi efficientemente dai polmoni e la conseguenza è che dopo un’infezione influenzale più facilmente si può contrarre una polmonite, che come abbiamo detto non è una passeggiata. Per cui, di nuovo, usare il buonsenso nella convalescenza.

Il Vaccino

Per fortuna abbiamo un vaccino: è sicurissimo ma di efficacia molto variabile. Infatti, i virus cambiano ogni anno e il vaccino viene preparato sulla base di una previsione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità basata sui ceppi che hanno circolato in precedenza. Qualcuno ha detto che fare previsioni non è facile, soprattutto sul futuro; infatti qualche anno con la scelta dei ceppi ci si indovina e la protezione e molto alta; altre volte no e il vaccino funziona molto meno. Però, tenete presente, comunque funziona sempre: per cui è sciocco rinunciare a una protezione che si può ottenere senza rischi e solo con una puntura indolore.

Veniamo alla parte più importante: chi si deve vaccinare? Questa volta preferisco trascurare le linee guida del Ministero della Salute e vi riporto quello che consigliano le autorità negli USA: si devono vaccinare tutte le persone che hanno più di sei mesi e che non hanno controindicazioni alla vaccinazione.

Personalmente, essendo un medico, ho un doppio dovere di vaccinarmi: per proteggere me e per proteggere i miei pazienti. Per cui vacciniamoci tutti senza ritardi: il virus influenzale ci aspetta verso la fine di dicembre e deve trovare il nostro sistema immunitario in perfetta forma per combatterlo, anche perché non sappiamo se si tratterà di una epidemia annuale grave o lieve. Questo perché un’altra cosa che non sappiamo fare è il prevedere la “gravità” dell’epidemia di influenza che sta per arrivare. Quando sentite qualcuno fare previsioni certo su questo argomento, l’unica informazione certa che potete trarre è che chi parla non è esperto di virologia e sta blaterando a vanvera; lasciatelo perdere e andate a vaccinarvi!

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