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Adolescenti e prevenzione: un’apparente “contraddizione in termini”

di Maurizio Tucci, Giornalista

20 novembre 2018

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Associare il concetto di prevenzione all’adolescenza – età in cui ci si crede “immortali” – sembra quasi una contraddizione in termini. E se proprio non si credono immortali, gli adolescenti sono comunque sempre certi di sapere tutto e di essere in grado di controllare tutto. Dal modo spericolato di andare in motorino, al bere, al farsi le canne, all’essere immuni da qualunque forma di dipendenza, o dal rischio di finire nelle maglie del cyberbullismo. Tutto ciò che può capitare, semmai, riguarderà sempre gli altri. Magari loro coetanei, ma certamente “sfigati”.

Prendiamo il caso – purtroppo diffuso – del consumo di alcol: a domanda, qualunque adolescente risponde che l’alcol fa male. Ma è nella percezione di questo “male” che – nell’età dell’eterno presente – emerge in tutta la sua evidenza il pericoloso senso di onnipotenza adolescenziale.
L’alcol, per gli adolescenti, fa male nella misura in cui non si riesce a dosare e – come dicono loro – “ti fa collassare”. Ma se “lo reggi” non ti fa male e, naturalmente, a non reggerlo sono sempre e solo i soliti “sfigati”. Danni da accumulo? Effetti a medio e lungo termine? No, siamo su un’altra lunghezza d’onda.

Con queste premesse trasmettere il concetto di prevenzione agli adolescenti sembrerebbe avere le caratteristiche di una “mission inpossible”, ma – proprio come farebbe un adolescente – la affrontiamo con ottimismo.

Per farlo occorrono pazienza e metodo. La pazienza per ascoltare gli adolescenti e capire quali possono essere le corde da toccare e la scelta del metodo adeguato per sollecitarli ad una riflessione (che è cosa diversa dal riempir loro la testa di informazioni e nozioni), cercando di averli alleati e protagonisti nel diffondere tra di loro il frutto di questa riflessione virtuosa.
In questa direzione va l’indagine “Adolescenti e Prevenzione” che Laboratorio Adolescenza e Family Health hanno avviato in queste settimane, proprio per attivare quel percorso di “ascolto” degli adolescenti che è alla base di ogni progetto di comunicazione sensato.
Un’indagine, realizzata in collaborazione con l’Istituto di Ricerca IARD, che sarà effettuata su un campione nazionale rappresentativo di 2000 studenti di terza media, e che avrà come obiettivo osservare ed analizzare la percezione che gli adolescenti hanno del legame tra prevenzione e salute. Dalle vaccinazioni, alla conoscenza del gruppo sanguigno; dal rapporto con il medico (generalmente molto sporadico durante l’adolescenza), alla consapevolezza che esiste una storia sanitaria familiare sulla quale è bene essere informati proprio per tutelare meglio la propria salute.

L’indagine quantitativa sarà arricchita dalla realizzazione di focus group con ragazzi in target d’età, che serviranno a meglio interpretare i dati e a sollecitarli ad una prima riflessione in proposito.
L’acquisizione di queste informazioni – che saranno disponibili a partire dalla prossima primavera – sarà il primo passo per identificare una strategia di comunicazione adeguata per parlare di salute e di prevenzione ai giovanissimi e, indirettamente, alle loro famiglie.

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

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