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Salute 4.0: il ruolo della tecnologia nella prevenzione

di Eugenio Santoro, Responsabile Laboratorio di Informatica Medica, Dipartimento di Salute Pubblica IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri"

3 dicembre 2018

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Il 77% degli italiani usa la tecnologia con particolare riferimento a Internet (55%), alle app per smartphone e/o PC (45%) e ai wearables (29%) per la cura del proprio benessere. Inoltre, se fossero disponibili tramite app, gli italiani prenderebbero in considerazione alcuni servizi tecnologici come l’accesso alla cartella clinica elettronica (80%) e quello alla rete di medici specialisti a disposizione in caso di necessità (80%), e userebbero le app (o strumenti simili) per monitorare il proprio stato di salute (76%).

E’ quanto emerge dalla ricerca “Salute 4.0: curarsi nell’era digitale, generazioni a confronto” condotta dall’istituto di ricerca Eumetra MR, per indagare la percezione dei cittadini maggiorenni sul fronte di benessere e salute, ma anche aspetti come la privacy e la sicurezza, il web e le fake news, e il ruolo dell’innovazione tecnologica per tutelare la salute delle famiglie.

La stessa ricerca segnala come l’Intelligenza artificiale applicata alla medicina sia argomento noto ai più. Nonostante questo, l’84% non rinuncerebbe mai al rapporto umano con un medico, sostenendo che la tecnologia deve supportare il medico aiutandolo a fare meglio il suo mestiere, senza sostituirlo.

La privacy sulla salute, sebbene sia un aspetto importante, sembra non esserlo quando a veicolare dati sanitari sono le tecnologie. Solo il 45% sarebbe contrario a condividere tramite app, e altri dispositivi elettronici i propri dati, con una certa resistenza da parte dei cittadini più avanti con l’età. Un dato, questo, coerente con altre ricerche del settore.

Per quanto riguarda l’affidabilità nelle fonti di informazioni in ambito sanitario, medici e farmacisti sono considerati la fonte più autorevole (91%), mentre solo il 36% considera sicuri il web e i social, comunque ritenuti più affidabili delle istituzioni pubbliche (il 26%) e dei media tradizionali (il 21%).

La scarsa fiducia nelle istituzioni e nei media tradizionali sono infine alla base del proliferare delle fake news su Internet e sui social media, a cui 14,5 milioni di italiani maggiorenni (il 29% del totale) hanno creduto almeno una volta. Tra questi, i giovani sono risultati essere i più esposti.

Per saperne di più:
https://www.insuranceup.it/it/business/salute-4-0-il-nuovo-ruolo-delle-compagnie-e-nella-prevenzione

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