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Prevenzione HPV: “Dillo con parole nostre”

di Maurizio Tucci, Giornalista

27 marzo 2019

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Presentata a Roma, nella sala del Cenacolo alla Camera dei deputati, una campagna per la prevenzione dell’HPV realizzata dalla Fondazione Insieme contro il Cancro in collaborazione con AIMaC (Associazione Italiana malati Cancro), Associazione Laboratorio Adolescenza e SIMA (Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza). Coinvolti anche equipe di studenti di due scuole superiori di Milano e Potenza che hanno ideato video e poster per spiegare ai loro coetanei l’importanza della prevenzione.

Dillo con parole nostre

Due equipe di studenti, dell’Istituto Alberghiero Umberto di Pasca di Potenza e del Liceo Classico Alessandro Manzoni di Milano, al lavoro per realizzare – attraverso la produzione di un poster e di un video – una campagna di comunicazione sulla prevenzione dell’HPV diretta agli studenti delle scuole medie. La campagna rientra nel progetto “Ho una Storia da Raccontare” di Fondazione Insieme contro il Cancro e AIMAC (www.hounastoriadaraccontare.it) ed è stata realizzata su un format ideato dall’Associazione Laboratorio Adolescenza – “Dillo con parole nostre” – la cui filosofia parte dal presupposto che i più efficaci comunicatori per un messaggio rivolto agli adolescenti siano gli adolescenti stessi.

In ciascuna scuola coinvolta è stata identificata una piccola equipe di comunicatori in erba alla quale sono state fornite – da medici della SIMA e da esperti di comunicazione – informazioni scientifiche e tecniche per realizzare una campagna corretta dal punto di vista dei contenuti e coerente dal punto di vista delle “regole” della comunicazione. Dopo questa formazione iniziale le ragazze e i ragazzi coinvolti sono stati liberi di esprimere la loro creatività senza condizionamenti e focalizzandosi essenzialmente sull’efficacia del messaggio piuttosto che sulla perfetta esecuzione tecnica dei lavori prodotti in modo necessariamente amatoriale.

Papilloma Virus: una patologia insidiosa

Freschezza e immediatezza dei messaggi per veicolare un’informazione importante su un tema delicato: “Il Papilloma virus – come spiega il prof. Francesco Cognetti, Presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro – è il secondo agente patogeno responsabile di cancro nel mondo e, soprattutto, è una condizione necessaria per lo sviluppo di tutti i tumori della cervice uterina”. Ma il Papilloma virus non è responsabile solo del tumore alla cervice uterina, ma l’infezione può interessare ano, orofaringe, pene, vagina e vulva. In Italia sono oltre 6.500 i nuovi casi di cancro l’anno riconducibili all’infezioni da HPV (Human Papilloma Virus) e la maggioranza di queste malattie potrebbe essere evitate vaccinando preadolescenti e adolescenti.

La vaccinazione in Italia

In Italia la vaccinazione contro l’HPV è offerta gratuitamente e attivamente (dal 2007) alle bambine nel 12° anno di vita (11 anni compiuti) in tutte le Regioni e alcune Regioni hanno iniziato ad offrirla gratuitamente anche ai maschi nel dodicesimo anno di vita. Questo perché – a differenza di quanto spesso erroneamente si ritiene – il rischio di contrarre un tumore per una infezione da Papilloma virus riguarda anche i maschi. “Un terzo del totale delle infezioni – sottolinea ancora Cognetti – riguarda proprio i maschi che corrono un rischio cinque volte maggiore di contrarre il virus. A questo si aggiunge che per i maschi non sono disponibili esami specifici [come ad esempio il pap test per le donne] in grado di individuare l’infezione e curarla”.

Poster HPV

HPV

L’HPV è, inoltre, un virus diffusissimo: oltre il 70% della popolazione sessualmente attiva ne entrerà in contatto nel corso della propria vita anche se – per fortuna – solo una minoranza svilupperà la malattia. Il momento più indicato per effettuare vaccinazione (da qui la scelta di vaccinare i dodicenni) è, quindi, prima dell’inizio dell’attività sessuale e del potenziale contagio. Ma, come aggiunge Laura Del Campo Direttore di Aimac “E’ importante sapere che non è mai troppo tardi per immunizzarsi contro il virus cancerogeno. Gli adulti sessualmente attivi possono vaccinarsi volontariamente fino ai 45 anni di età, ed è opportuno farlo, soprattutto se hanno rapporti sessuali da considerare a rischio”.

Poca informazione

Quello che è ancora carente – come spesso accade nel nostro Paese – è una informazione adeguata e capillare che induca le famiglie – ma anche gli stessi adolescenti – a prendere coscienza del problema e prevenire i rischi.

Una carenza informativa confermata anche dai risultati di una indagine su “Adolescenti e MST” realizzata lo scorso anno da Laboratorio Adolescenza e Istituto di Ricerca IARD (su un campione nazionale di 2800 studenti delle scuole superiori) dalla quale si evidenzia che il 39 delle ragazze e il 47% dei maschi non sa nemmeno che l’HPV sia una malattia a trasmissione sessuale. http://magazine.familyhealth.it/2018/12/18/malattie-trasmissione-sessuale-gli-adolescenti-sanno-solo-non-sapere/

Così come pochi adolescenti sanno (ma chiissà quanti sono gli adulti che lo sanno) che il preservativo (dispositivo preziosissimo per difendersi da molte malattie a trasmissione sessuale), nei confronti dell’HPV non garantisce una protezione completa, perché il virus può infettare anche la cute non protetta dal condom.

Proprio con l’obiettivo di contribuire a colmare queste lacune la scelta di Fondazione Insieme contro il Cancro, AIMaC e Laboratorio Adolescenza di parlare direttamente agli adolescenti attraverso altri adolescenti, avvalendosi del supporto scientifico della SIMA. “Un interessantissimo progetto – come lo ha definito Gabriella Pozzobon, Presidente SIMA –  che ci ha dato ulteriore conferma di quanto sia ancora carente l’informazione che raggiunge gli adolescenti e  questa consapevolezza rafforzerà ulteriormente l’impegno della nostra Società in questa direzione”.

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