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La gabbianella e il gatto

di Alberto Pellai, Psicologo e Psicoterapeuta

16 aprile 2019

1044 Views

Regia di Enzo d’Alò. 1998 con Carlo Verdone, Antonio Albanese, Paola Tedesco, Luca Biagini, Roberto Ciufoli. Genere Animazione – Italia, 1998, durata 85 minuti. Film per tutti

La trama

Una gabbiana affida il proprio uovo – e perciò il proprio figlio che nascerà – alle cure di Zorba, un gatto che incontra casualmente quando il suo volo si deve interrompere. Le sue ali si sono ricoperte di petrolio dopo un tuffo nel mare e così ora per lei è praticamente impossibile spiccare il volo e respirare/scambiare ossigeno con l’ambiente circostante. Quella membrana nera che la riveste la lascia senza scampo e mentre il suo corpo si avvicina alla morte, lei cerca qualcuno cui affidare la cura del proprio bambino. E’ il ciclo della vita e della morte quello che dà lo spunto per una storia che alterna momenti di straordinaria commozione con attimi di assoluta ilarità. Il gatto Zorba, infatti, è il personaggio che la gabbiana incontra prima della morte. Lui non è in grado di metterla in salvo e quindi le promette che si prenderà cura e occuperà di quel figlio non suo. Zorba si trova così a fare da padre a qualcuno che non solo non conosce e non gli appartiene, ma del quale neppure intuisce bisogni ed esigenze. Ma la sua paternità, affettiva e non naturale, può districarsi bene grazie alla collaborazione di molti altri gatti che insieme a lui realizzano una comunità educativa un po’ strampalata, ma capace di prendersi cura dell’altro e del diverso. E’ in questo modo che la paternità individuale di Zorba si trasforma in paternità sociale di tutto il suo gruppo di appartenenza e che quella gabbianella appena nata, così strana e anche un po’ capricciosa, può trovare accanto a sé soggetti che si alleano per la sua crescita e che si attivano per aiutarla ad imparare a volare. Per Zorba e i suoi amici è questa infatti la sfida più grande: essere gatti e dover insegnare ad un uccello come si fa a volare, non avendo alcuna esperienza in questo campo. Pazienza e coraggio, affetto e tenerezza si riveleranno ingredienti fondamentali per permettere alla gabbianella di spiccare il proprio primo volo e di conquistare la propria autonomia. Non manca il rischio rappresentato da una banda di topi che vorrebbe rapire la gabbianella: ma Zorba non è personaggio che si fa mettere i piedi in testa. E tutto troverà sbocco naturale nel lieto fine che non può mai mancare in una favola degna di questo nome.

Cosa ci insegna questo film

Ci sono storie che sono universali e senza tempo. Parlano alla mente e al cuore di tutti, indipendentemente dall’età. E’ questo il caso de “La gabbianella e il gatto” il cartone animato che Enzo d’Alò ha tratto dal bellissimo e commovente racconto di Luis Sepulveda. Si tratta di un cartone del secolo scorso, potremmo dire addirittura del millennio scorso. E in effetti non ha gli effetti speciali e le animazioni 3 D che oggi sembrano pre-requisiti per un cartone di successo. Molti di noi, oggi adulti, probabilmente lo hanno visto nel corso della loro infanzia. Infatti è il cartone animato più visto di tutti i tempi, per noi Italiani. Ma vale davvero la pena riproporne la visione ai nostri figli di oggi, i nativi digitali. Perché questo cartone racconta una storia che tocca il cuore e che racconta ai nostri figli tutti i temi cruciali della vita con una delicatezza e una tenerezza che non hanno uguali. Il cartone è emozionante e divertente, commovente e delicato. Ci sono momenti di straordinaria ilarità ed altri di profonda intensità. La metafora di un adulto che si deve occupare della crescita di un figlio non suo e che non gli somiglia è oggi più attuale che mai. E la paternità di Zorba – così anomala ma anche così vera – richiama emozioni e suggestioni già viste nel Monello di Chaplin e capaci di sintonizzarsi con la storia paterna di ciascun uomo che diventa papà. Inoltre, la storia racconta il tema dell’ambiente, mai così attuale per i giovanissimi, proprio nell’anno in cui il messaggio della ragazza svedese Greta – che per mesi, ogni venerdì ha fatto sciopero davanti al suo governo per richiamare i doveri che la politica ha nei confronti della questione ambientale – ha fatto il giro del mondo e ha visto scendere in piazza milioni di giovanissimi. E ancora c’è il tema della vita e della morte e soprattutto quello dell’integrazione: si può sostenersi a vicenda, aiutarsi ad avere una vita degna di questo nome pur essendo così diversi? Anche questo è un tema attualissimo che è sempre più necessario affrontare sia in famiglia che a scuola e che in questo cartone viene raccontato con una competenza e una poesia davvero uniche. Infine il cartone pone ai piccoli, ma anche a noi grandi la domanda più importante di tutte: che cosa serve per diventare grande? E come un adulto può permettere al proprio figlio di spiccare il volo? Servono molti ingredienti, tra cui la buona volontà e la capacità di tollerare il fallimento e l’errore. Ma soprattutto serve un “buon allenatore” che con pazienza e amore sappia stare al tuo fianco, anche quando le sfide sembrano andare oltre la nostra capacità di saperle fronteggiare.

Il messaggio del film

Genitore è chi si prende cura di te. Rinuncia a parti di sé per permettere ad un figlio di sviluppare tutte le sue dimensioni. E non sempre ciò che è uguale a te è ciò che ti serve per diventare grande: perché spesso è nella diversità che si coglie davvero l’essenza della vita, del rispetto dell’altro e dell’amore.

 

Le domande da porsi dopo la visione del film

  1. Il cartone parte da una situazione che presenta la morte della mamma della gabbianella: pensi che questo tema sia ben affrontato nella storia? Temi che possa spaventare tuo figlio/a? Con che parole pensi che risponderesti alle due domande che tuo figlio ti potrebbe porre: “Ma davvero in questo cartone la mamma muore? E perché succede una cosa così?”
  2. Il cartone affronta il tema della diversità e dell’integrazione in una situazione in cui gatti e gabbianella appartengono a specie diverse e hanno priorità e bisogni di vita differenti: come si può mettere in relazione il tema del cartone con il tema della diversità e dell’integrazione che la vostra famiglia (o la vostra classe e scuola) incontra nella quotidianità?
  3. Il cartone mostra l’allenamento alla vita che Zorba mette a disposizione della gabbianella, che impara a volare accettando l’esperienza dell’errore e della fatica. Che analogie ci sono tra l’allenamento al volo della gabbianella e l’allenamento alla vita dei vostri figli o studenti?

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